Archive for novembre, 2007

27 novembre 2007

Lettera aperta di Alex Zanotelli: Finanziaria, Armi, Politica – Che Vergogna!

Rimango esterrefatto che la Sinistra Radicale ( la cosiddetta Cosa Rossa ) abbia votato , il 12 novembre con il Pd e tutta la destra , per finanziare i CPT , le missioni militari e il riarmo del nostro paese.
Questo nel silenzio generale di tutta la stampa e i media, Ma anche nel quasi totale silenzio del "mondo della pace ".
Ero venuto a conoscenza di tutto questo poche ore prima del voto.
Ho lanciato subito un appello in internet : era già troppo tardi.
La "frittata " era già fatta .Ne sono rimasto talmente male,da non avere neanche voglia di riprendere la penna.Oggi sento che devo esternare la mia delusione, la mia rabbia.
Delusione profonda verso la Sinistra Critica che in piazza chiede la chiusura dei "lager per gli immigrati ", parla contro le guerre e l’ imperialismo e poi vota con la destra per rifinanziarli.
E sono fior di quattrini ! Non ne troviamo per la scuola , per i servizi sociali , ma per le armi SI’ !
E tanti !! Infatti la Difesa per il 2008 avrà a disposizione 23,5 miliardi di euro : un aumento di risorse dell’11 % rispetto alla finanziaria del 2007 ,che già aveva aumentato il bilancio militare del 12 %. Il governo Prodi in due anni ha già aumentato le spese militari del 23 % !!
Ancora più grave per me è il fatto dei soldi investiti in armi pesanti.
Due esempi sono gli F35 e le fregate FREMM. Gli F35 ( i cosiddetti Joint Strike Fighter )
Sono i nuovi aerei da combattimento ( costano circa 110 milioni di Euro cadauno ).
Il sottosegretario alla Difesa Forcieri ne aveva sottoscritto , a Washington , lo scorso febbraio , il protocollo di intesa.
In Senato , alcuni ( solo 33 ) hanno votato a favore dell’ emendamento Turigliatto contro il finanziamento degli Eurofighters, ma subito dopo hanno tutti votato a favore dell’ articolo 31 che prevede anche il finanziamento ai satelliti spia militari e le fregate da combattimento FREMM.
Per gli Eurofighters sono stati stanziati 318 milioni di Euro per il 2008, 468 per il 2009 , 918 milioni per il 2010 , 1.100 milioni per ciascuno degli anni 2011 e 2012 !
Altrettanto è avvenuto per le fregate FREMM e per i satelliti spia.
E’ grave che la Sinistra ,anche la Critica , abbia votato massicciamente per tutto questo, con la sola eccezione di Turigliatto e Rossi, e altri due astenuti o favorevoli.
Purtroppo il voto non è stato registrato nominativamente! Noi vogliamo sapere come ogni senatore vota !
Tutto questo è di una gravità estrema !
Il nostro paese entra così nella grande corsa al riarmo che ci porterà dritti all’attacco all’ Iran e alla guerra atomica .
Trovo gravissimo il silenzio della stampa su tutto questo : una stampa sempre più appiattita !
Ma ancora più grave è il nostro silenzio : il mondo della pace che dorme sonni tranquilli.
E’ questo silenzio assordante che mi fa male .
Dobbiamo reagire , protestare ,urlare!

Il nostro silenzio , il silenzio del movimento per la pace significa la morte di milioni di persone e dello stesso pianeta.
La nostra è follia collettiva , pazzia eretta a Sistema .E’ il trionfo di "O .Sistema".
Dobbiamo riunire i nostri fili per legare il Gigante, l’ Impero del denaro.
Come cittadini attivi non violenti dobbiamo formare la nuova rete per dire No a questo Sistema di Morte e un Sì perché vinca la Vita.

Alex Zanotelli

 
 
26 novembre 2007

Le banlieues

Lo scenario assomiglia molto a quello che due anni fa aveva provocato le sommosse nelle periferie francesi, e portato l’allora ministro degli interni Nicolas Sarkozy a decretare lo stato di emergenza: due giovani di 15 e 16 anni sono morti ieri pomeriggio a Villiers-le-Bel, periferia nord di Parigi, in un incidente stradale con una macchina della polizia. Secondo la polizia, la macchina «era in pattuglia e andava a velocità regolamentare, senza sirene». Poco dopo le cinque del pomeriggio la macchina «attraversando l’incrocio è stata urtata dalla moto sull’ala sinistra e i due giovani sono morti sul posto». Secondo molti testimoni, i due non portavano caschi. La voce si è sparsa subito e fino a mezzanotte la cittadina è stata teatro di scontri tra giovani e polizia. 25 poliziotti e un vigile del fuoco sono rimasti feriti, due in modo grave. Nove persone sono state fermate. Stazioni di polizia, garage, negozi e un benzinaio sono stati incendiati. Almeno 28 automobili e diversi cassonetti dell’immondizia hanno fatto la stessa fine. La stazione di Arnouville-Villiers-le-Bel, chiusa, è stata danneggiata. Una gioielleria è stata derubata, il colpevole sarebbe già stato fermato. Questa mattina il sindaco socialista del comune, Didier Vaillant, ha lanciato un appello «all’insieme degli abitanti e in particolare i giovani, a ritrovare la calma. Da ieri siamo in lutto, questa notte la città ha sofferto. Dobbiamo tutti fare in modo che questi fatti non si ripetano. Chiamo gli uomini e le donne di Villiers-le-Bel di buona volontà ad aiutarmi in questo compito». Si vedrà questa sera se l’appello è bastato a placare gli animi. Anche perché sono sempre più insistenti le voci che dicono che la macchina della polizia avrebbe urtato volontariamente la moto dei due ragazzi.

Tratto da: http://www.carta.org/campagne/dal+mondo/11980

Per saperne di più:

http://parisbanlieue.blog.lemonde.fr/

http://www.monde-diplomatique.fr/mav/89/

http://news.google.it/news?q=banlieues&hl=it&um=1&ie=UTF-8&sa=X&oi=news_result&resnum=4&ct=title

http://www.adnkronos.com/IGN/Esteri/?id=1.0.1599116189

 

PHOTOGRAPH FOR TIME BY ALEXANDRA BOULAT

22 novembre 2007

25 novembre: Giornata contro la violenza sulle donne

La violenza domestica

Donne comprate e vendute
La violenza domestica comprende tutti quegli abusi che avvengono in casa o nel contesto familiare.

È la forma di violenza sulle donne più diffusa nel mondo. Donne di ogni classe sociale, razza, religione ed età subiscono terribili abusi da parte degli uomini con i quali condividono le loro vite. La violenza domestica rappresenta una violazione del diritto delle donne all’integrità fisica e psicologica e si manifesta in varie forme: abusi fisici e psicologici, atti di violenza o tortura, stupro coniugale, incesto, matrimoni forzati o prematuri, crimini d’onore.

Almeno il 20% delle donne, a livello mondiale, ha subito abusi fisici e violenze sessuali.

"In nome dell’onore"
Donne e ragazze di ogni età vengono aggredite per motivi d’onore in paesi di ogni parte del mondo.

I "crimini d’onore" includono la tortura, lo sfregio permanente del viso con acido, l’omicidio. Si registrano numerosi casi in paesi del Medio Oriente, dell’Asia meridionale e dell’America Latina. Stimare il fenomeno è tuttavia molto difficile poiché la maggior parte dei casi non vengono denunciati, sia per paura di ritorsioni, sia perché spesso le autorità tollerano o addirittura giustificano questi atti criminali. Nel 1999 in Pakistan più di 1.000 donne sono state vittime di "crimini d’onore", culminati in molti casi nell’omicidio. Fra i paesi più colpiti vi sono anche Bangladesh, Iraq, Giordania e Turchia.

Abusi e maltrattamenti sulle lavoratrici domestiche
In molti paesi le lavoratrici domestiche, generalmente di nazionalità straniera, sono maltrattate dai loro datori di lavoro. Molte di esse, derubate dei loro documenti, sono costrette a vivere in condizioni di lavoro forzato. Spesso si tratta di donne immigrate clandestinamente o vittime del traffico a scopo sessuale e che non hanno alcuna possibilità di tutela legale. Il fenomeno è gravissimo, ad esempio, in Arabia Saudita, dove usualmente le collaboratrici domestiche vivono in una condizione di prigionia, confinate e relegate nella casa in cui lavorano e in cui subiscono vari tipi di violenze.
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La violenza nella comunità

Donne comprate e vendute
Il traffico di esseri umani è la terza più grande fonte di profitto del crimine organizzato internazionale, dopo la droga e le armi, con un guadagno annuale di miliardi di dollari. Le donne vittime della tratta, avviate al mercato della prostituzione sarebbero, nella sola Europa occidentale, 500.000. Per combattere questa forma di violenza è necessario individuare e punire i responsabili, colpire le organizzazioni criminali internazionali, proteggere le donne in quanto vittime e testimoni, intraprendere adeguati programmi di formazione del personale statale, predisporre luoghi di accoglienza per le vittime della tratta, fornire loro assistenza legale, psicologica e medica e garantire a chiunque la possibilità di inoltrare richiesta di asilo.

Le mutilazioni genitali femminili
Le mutilazioni genitali femminili sono una delle più sistematiche e diffuse violazioni dei diritti umani alla quali sono sottoposte le donne nel mondo. Secondo stime delle Nazioni Unite, circa 120 milioni di ragazze sono vittime ogni anno di tali pratiche. In molti paesi africani questa forma di violenza colpisce la stragrande maggioranza delle donne, ma essa viene praticata anche in alcune zone della penisola arabica e dell’Indonesia ed è diffusa all’interno delle comunità immigrate in Europa, America e Oceania. Innumerevoli donne muoiono ogni anno a causa di queste pratiche.
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La violenza da parte di attori statali

Abusi nei conflitti armati
Nelle situazioni di guerra e di conflitto interno le donne sono esposte, come e più di altre categorie di persone, a sistematiche violazioni dei loro diritti.

La violenza sulle donne non è un evento accidentale della guerra, è un’arma bellica usata per molteplici propositi: spargere terrore, destabilizzare la società e annientarne la resistenza, premiare i soldati, estorcere informazioni. Nella maggior parte delle situazioni di cui si è occupata, Amnesty International ha accertato che le forze in conflitto hanno usato violenza sulle donne per diversi di questi propositi. Nelle situazioni di conflitto armato inoltre, le donne soffrono in modo particolare a causa degli attacchi indiscriminati portati dalle forze armate, militari e paramilitari, nei confronti della popolazione civile.

Torture in detenzione
Amnesty International ha denunciato innumerevoli casi di tortura o trattamento crudele nei confronti di donne in stato di detenzione da parte di ufficiali di polizia, guardie carcerarie, soldati e altri rappresentanti delle istituzioni. Vengono picchiate, sottoposte a elettroshock, esecuzioni simulate e minacce di morte, privazione del sonno e privazione sensoriale.

Negli ultimi tre anni Amnesty International ha documentato casi del genere verificatisi in decine di paesi tra cui Arabia Saudita, Bangladesh, Cina, Ecuador, Egitto, Filippine, Francia, India, Israele e Territori Occupati, Italia, Kenya, Libano, Nepal, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Russia, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti d’America, Sudan, Tagikistan e Turchia.

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Per saperne di più:
16 novembre 2007

Per la liberazione delle donne del mondo islamico, da sempre

 Il movimento cui le donne dell’Oriente danno ora inizio, non deve essere considerato dal punto di vista di quelle femministe frivole per le quali il ruolo della donna nella vita pubblica deve essere quello di una pianta delicata o di un giocattolo elegante; questo movimento deve essere considerato come una conseguenza importante e necessaria del movimento rivoluzionario generale che attualmente attraversa il mondo. (…) Se le donne, che sono la metà dell’umanità, restano le avversarie degli uomini, se non si dà loro l’eguaglianza dei diritti, il progresso della società umana sarà evidentemente impossibile. (…)

"Noi sappiamo anche (si dice questo dopo aver criticato la totale insufficienza delle misure per la donna prese dalla "rivoluzione turca" del 1908 -n.) che in Persia, a Bukhara, a Khiva, nel Turkestan, in India e negli altri paesi musulmani la condizione in cui vivono le nostre sorelle è ancora peggiore della nostra. Ma l’ingiustizia di cui noi e le nostre sorelle siamo vittime, non resta impunita; lo testimonia lo stato di arretratezza e di decadenza di tutti i popoli d’Oriente. Sappiate, compagni che il male che è stato fatto alle donne non è mai restato e non resterà mai impunito.

"(…) i compagni delegati, che hanno la grande missione di diffondere nei loro paesi i grandi principi della rivoluzione, non debbono dimenticare che tutti i loro sforzi per assicurare ai popoli la prosperità resteranno sterili senza il reale aiuto delle donne. Per mettere fine a tutti i mali i comunisti credono necessario istituire una società senza classi, e a questo scopo conducono una guerra implacabile a tutti i borghesi e alle classi privilegiate. La lotta delle donne comuniste di Oriente sarà ancora più dura, perché dovranno combattere, in più, anche il dispotismo degli uomini. Se voi uomini d’Oriente resterete, come in passato, indifferenti al destino della donna, siate sicuri che i nostri paesi, voi e noi, soccomberemo; l’alternativa è intraprendere, assieme agli altri oppressi, una lotta a morte per la conquista dei nostri diritti.

"Ecco, in sintesi, le principali rivendicazioni delle donne. Se voi volete la vostra liberazione, prestate ascolto alle nostre rivendicazioni e dateci un aiuto ed un sostegno efficaci:

  1. Completa eguaglianza dei diritti.
  2. Diritto della donna a ricevere, allo stesso titolo dell’uomo, la stessa istruzione generale o professionale in tutte le scuole a ciò adibite.
  3. Uguaglianza dei diritti dell’uomo e della donna nel matrimonio. Abolizione della poligamia.
  4. Ammissione senza riserve delle donne a tutti i pubblici impieghi, e a tutte le funzioni legislative.
  5. Organizzazione in tutte le città e i villaggi di comitati per la protezione dei diritti della donna.

"Tutto ciò è incontestabilmente un nostro diritto esigerlo"

(Dall’intervento della compagna Nadja, delegata turca alla settima seduta del Primo Congresso dei Popoli dell’Oriente di Baku, 7 settembre 1920)

Per saperne di più:

http://www.giovannidesio.it/articoli/donna%20e%20islam.htm

http://www.arcidonna.org/indexweb/arcidonna/html/index.php?newlang=ita

http://www.islam-online.it/donna/chi%20siamo.htm

Asmae

7 novembre 2007

Autismo

Autismo: nuovo approccio psicopedagogico nel progetto Tartaruga

Presentati i risultati del programma sperimentato all’Istituto di Ortofonologia di Roma, per tre anni. Quattro bimbi su 55 sono usciti dalla diagnosi di autismo; per gli altri significativi miglioramenti. Di Renzo: "Non pensare in termini di deficit ed evidenziare le potenzialità residue del bambino"

ROMA – I risultati della ricerca "Tartaruga" dell’Istituto di Ortofonologia di Roma, durato oltre 3 anni su un campione di 55 bambini con disturbo autistico tra i 3 e i 12 anni, suggeriscono un nuovo approccio per la diagnosi e la cura di una delle patologie infantili più discusse e controverse. Dopo i primi 3 anni, 4 bambini su 55 – in pratica circa 1 su 10 – sono usciti addirittura dalla diagnosi di autismo, quindi riuscivano a relazionarsi; tutti gli altri hanno raggiunto miglioramenti significativi. "I dati dello studio sembrano indicare come il giusto approccio alla ricerca di significati profondi nell’autismo sia ragionare in termini di quale livello di una particolare capacità viene padroneggiato dal bambino – spiega Di Renzo -. In pratica: non pensare in termini di deficit ed evidenziare soprattutto le potenzialità residue del bambino".

Si tratta quindi di un nuovo approccio: cercare possibili relazioni tra competenze evolutive che riguardano aree ancora troppo spesso trattate separatamente da teorici e ricercatori, come quella emotivo-affettiva e quella più prettamente cognitiva. I bambini con autismo osservati, infatti, "seppure in modo deficitario presentavano diverse capacità in aree che invece sono considerate a loro inaccessibili o gravemente compromesse, come per esempio quella dell’attenzione congiunta, della simbolizzazione, della comprensione dei propri e altrui stati mentali. Un unico metodo non funziona per tutti", ricorda la psicoterapeuta infantile.

L’osservazione dettagliata ha permesso di suddividere i bambini in due grandi categorie che presentano differenze sostanziali: i bambini con sintomatologia lieve e quelli con sintomatologia severa. Le differenze riscontrate non sono solo di natura quantitativa ma anche qualitativa e smentiscono alcuni pregiudizi sul disturbo autistico, aprendo riflessioni importanti sull’opportunità o meno di considerare i due gruppi come facenti parte della stessa categoria diagnostica.

Una considerazione importante riguarda la presenza di stereotipie e il loro possibile modificarsi in riferimento agli stimoli ambientali. Lungi dall’essere semplici attività afinalistiche è stato possibile correlare la loro presenza in risposta a situazioni emotivamente stressanti. Le stereotipie hanno quindi per il bambino una funzione di difesa nei confronti della relazione con l’altro e non possono essere modificate dall’esterno con tecniche comportamentistiche.

Ciò che emerge dallo studio è che il disturbo autistico è la conseguenza di un danno psicobiologico. Le varie teorie psicodinamiche sottolineano che, a causa di fattori predisponenti a carico del bambino, non si attiva una relazionalità soddisfacente con la figura di accudimento. È grazie alla responsività del bambino che la madre impara ad accudirlo e a contenerlo ed è grazie alla responsività della madre che il bambino impara ad avere fiducia nella relazione. Che venga prima lo psichico e poi il biologico o viceversa è poco significativo nella misura in cui un danno così arcaico non può non portare conseguenze in tutti gli ambiti dello sviluppo.

La terapia viene progettata in base all’osservazione per rispondere alle necessità del singolo bambino. Il progetto terapeutico è quindi individualizzato in riferimento al bambino e alla sua famiglia e integrato nella misura in cui vengono effettuati interventi differenziati in base agli stimoli ma unificati da obiettivi comuni. Parte integrante del progetto è inoltre la collaborazione con la scuola. Il Progetto Tartaruga prevede sia la terapia al bambino sia il sostegno ai genitori.

 
Per saperne di più:
 
Tartaruga
 
 
2 novembre 2007

Il paradosso

Nei paesi in via di sviluppo il numero degli obesi ha superato quello degli affamati. Che cosa possono fare le nazioni più povere per combattere l’obesità?
Di Barry M. Popkin
Con la globalizzazione, nel Terzo Mondo è arrivata anche la dieta occidentale. Negli ultimi vent’anni, nei paesi in via di sviluppo è molto aumentato il consumo di bibite dolcificate, oli di semi e cibi di origine animale (carne, pollame, pesce, uova e latticini). Gli abitanti di questi paesi stanno anche adottando uno stile di vita occidentale, molto più sedentario, che favorisce l’obesità. Nessun paese moderno è ancora riuscito a ridurre il numero delle persone sovrappeso. Governi e organizzazioni umanitarie stanno però valutando diversi interventi, tra cui un uso opportuno dei sussidi all’agricoltura per favorire la coltivazione di frutta e verdura al posto dei cereali destinati al bestiame.
Il Messico è probabilmente l’esempio più clamoroso di un paese in via di sviluppo colpito dall’epidemia di obesità. Nel 1989, meno del 10 per centodei messicani era sovrappeso. Di obesità, all’epoca, non parlava nessuno: i problemi urgenti erano la povertà e la fame. ma le indagini nazionali del 2006 hanno rilevato che il 71 per cento dei messicani maschi e il 66 per cento delle donne sono obesi o sovrappeso: cifre molto vicine a quelle degli Stati Uniti.Anche gli effetti sulla salute stanno diventando evidenti: in Messico 15 anni fa il diabete era praticamente inesistente, ma oggi quasi un sesto della popolazione soffre di diabete di tipo 2 (che insorge in età adulta), e il numero di malati è in rapido aumento (…)
Una spiegazione si trova nel legame tra obesità  e povertà. Sia nei paesi in via di sviluppo sia negli Stati Uniti, infatti, l’obesità è soprattutto un problema dei poveri. In tutti i paesi con un prodotto interno lordo superiore ai 2500 dollari pro capite (cioè quasi tutti i paesi in via sviluppo al di fuori dell’Africa subsahariana), i tassi di obesità sono più alti fra le donne povere che fra quelle di condizioni-economiche migliori. (…)
Uno dei fattori che più hanno contributo all’epidemia di obesità nel terzo Mondo è la diffusione delle bevande dolcificate. Le uniche bevande che l’essreumano ha consumtato per quasi tutta la sua storia evolutiva sono state il latte materno, subito dopo la nascita, e l’acqua, dopo lo svezzamento. Tuttavia, poiché l’acqua non ha calorie, il corpo umano non è attrezzato a compensare le calorie assunte con le bevande ridecendo l’apporto di cibo. Il risultato è che, quando una persona beve qualunque cosa che non sia acqua, generalmente continua a mangiare la stessa quantià di cibo, e le calorie totali aumentano.
 
Il resto dell’articolo, per chi fosse interessato, lo potrete trovare sul numero di Novembre de "Le Scienze".
 
Mentre si tenta di ridurre  l’obesità nei paesi occidentali, abbiamo esportato il nostro stile di vita anche nei paesi più poveri, con conseguenze assai più gravi rispetto a noi. Siamo davvero ineffabili, riusciamo ad esportare tutto. Per garantire la "tranquillità" economica di alcuni distruggiamo la vita di altri. E come si può pensare di porre rimedio se nemmeno nei paesi che, teoricamente, dovrebbero essere più preparati in educazione alimentare, riescono a ridurre questa piaga? Si parla di OGM per salvare il mondo dalla fame. In realtà quello che si produce ora, secondo i dati della FAO, è cibo per 12 miliardi di persone. Jean Ziegler, della commissione diritti umani delle Nazioni Unite, spiega che “tutte le cause della fame sono umane. E’ un problema di accesso alle risorse, non di sovrappopolazione o di sottoproduzione. Questa situazione può essere cambiata con decisioni umane.” Decisioni che non vengono mai prese, mascherando, un problema così vasto e diffuso, per deficit produttivo. I motivi per cui difficilmente si sente parlare di tutto questo potrete senza dubbio capirlo da soli.
 
Andate a leggere anche questo articolo:
 
cereali_biocarburanti Cereali per biocarburanti.
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