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17 maggio 2006

Identità e diversità

Diceva Ghandi che "l’uomo spesso diventa quello che crede di essere", questa situazione, in una società come la nostra, diventa pericolosa allorchè la propria individualità non è chiara nemmeno a noi stessi e gli impulsi esterni ci fanno veleggiare verso diverse individualità. Ma senza la consapevolezza di quello che siamo,  saremo sempre soggetti ad influenze da parte di quanto ci circonda senza la possibilità di interagire in modo chiaro rispetto a noi stessi. Pur essendo molto importante la definzione che ci viene dall’altro, è altrettanto importante che il nostro io sia consolidato, non si può cambiare personalità a seconda delle logiche correnti se non alterando l’equilibrio che ognuno di noi ha. E consuetudine parlare di identità multiple dell’individuo come se questo fosse una qualità, la complessità dell’uomo viene pensata come un continuo cambio di identità. Ma questo comporta non sapere realmente quello che siamo, se la personalità è il complesso delle qualità proprie di un uomo che ne fanno un individuo distinto dagli altri, non avere una propria identità certa è come non avere una propria individualità. Per fare un esempio di carattere morfologico, se ogni mattina ci alzassimo con la possibilità di avere una statura diversa, a seconda delle convenienze, per aprire uno sportello in basso o in alto, certamente sarebbe utile, ma come appariremmo ai nosti occhi? Non avremmo una chiara visione della nostra morfologia non avremmo punti di riferimento, allo stesso modo se l’individuo non ha una personalità psicologica chiara non avrà reali punti di riferimento rispetto a quello che è, con significative difficoltà di accettazione della propria individualità. Questo ormai avviene ogni giorno, è consuetudine dire "Sai io sono difficile da capire perchè ho molte personalità". Ma la personalità, come viene definita in psichiatria,  è la totalità dei tratti emozionali e comportamentali che caratterizzano la persona nella vita quotidiana e in situazioni ordinarie, come tale è relativamente stabile e prevedibile. Se manca la stabilità se non abbiamo la certezza, tornando all’esempio morfologico,  di quanto siamo alti sbatteremo contro lo stipite della porta ogni volta perchè non avremo punti di riferimento. Oltretutto avendo una chiara visione del proprio io non saremmo facilmente manipolabili nella società che tende invece sempre di più a voler far passare il messaggio che si può essere tutti pur rimanendo se stessi, con conseguenze  di appiattimento dell’individuo ed evidenti disastri visibili a tutti. Il concetto della società odierna potrebbe far pensare che se si ha una maggiore capacità di essere altri, si possa facilmente comprendere la diversità (anche se è completamente disinteressato a fattori non economici). In realtà è esattamente l’opposto, da sempre la maggiore stabilità individuale è in grado di accettare la diversità degli altri perchè non teme il confronto e non teme il pericolo di una sopraffazione da parte dell’altro. L’identità come forte spinta all’accettazione della diversità, se noi siamo certi di quello che siamo non avremo paura di confrontarci con quello che non siamo e ci sarà una maggiore evoluzione della persona perchè lo scambio tra diversità porta ad un miglioramento della propria condizione e di quella degli altri.

 

Faccio seguire, come esempio di una delle tante diversità, uno stralcio della conferenza dell’UNESCO sulla "diversità culturale" :

 

     IDENTITA. DIVERSITA E PLURALISMO

 

Articolo 1 – La diversità culturale: il patrimonio comune dell’umanità:

 

La cultura assume forme diverse attraverso il tempo e lo spazio. Questa diversità si incarna nell’unicità e nella pluralità delle identità dei gruppi e delle società che costituiscono l’umanità quanto la biodiversità per la natura. In questo senso, è il patrimonio comune dell’umanità e dovrebbe essere riconosciuta e affermata per il bene delle generazioni presenti e future.

 

Articolo 2 – Dalla diversità culturale al pluralismo culturale

 

Nelle nostre società sempre più differenziate, è essenziale assicurare un’interazione armoniosa e un voler vivere insieme di persone e gruppi con identità culturali molteplici, variate e dinamiche. Le politiche per l’inclusione e la partecipazione di tutti i cittadini sono garanzie di coesione sociale della vitalità della società civile e della pace. Definito in questo modo, il pluralismo culturale dà espressione politica alla realtà della diversità culturale. Indissociabile da un quadro democratico, il pluralismo culturale favorisce lo scambio culturale e lo sviluppo delle capacità creative che sostengono la vita pubblica.

 

Articolo 3 – La diversità culturale come fattore di sviluppo

 

La diversità culturale amplia la gamma di opzioni aperte a tutti; è una delle radici dello sviluppo, inteso non semplicemente in termini di crescita economica, ma anche come mezzo per raggiungere un’esistenza più soddisfacente dal punto di vista intellettuale, emotivo, morale e spirituale

 

Per chi fosse giunto fino a qui ed è interessato all’argomento dia un’occhiata al sito dell’Unione Europea per la lotta alle discriminazioni:

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=423&langId=it

16 maggio 2006

Tanto per inziare…

Amo in te di Nazim Hikmet
 
Amo in te
l’avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l’impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.
 
Amo in te l’impossibile
ma non la disperazione.
 
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