Archive for gennaio, 2008

29 gennaio 2008

In ricordo di Gandhi

“Per una scodella d’acqua,

rendi un pasto abbondante;

per un saluto gentile,

prostrati a terra con zelo;

per un semplice soldo,

ripaga con oro;

se ti salvano la vita,

non risparmiare la tua.

 

Così parole e azione del saggio riverisci;

per ogni piccolo servizio,

dà un compenso dieci volte maggiore:

 

Chi è davvero nobile,

conosce tutti come uno solo

e rende con gioia bene per male”.

(M.K.Gandhi, L’Arte di Vivere, p.90).

 

gandhiL’atteggiamento moderato di Gandhi sul problema della divisione del paese suscita l’odio di un fanatico indù che lo uccide il 30 gennaio 1948, durante un incontro di preghiera.

“…non c’è liberazione per alcuno su questa terra, né per tutta la gente di questa terra, se non attraverso la verità e la nonviolenza, in ogni cammino della vita, senza eccezione”. (M.K.Gandhi, La forza della Verità, vol.1, Sonda, Torino, 1991, p.78)

“La vera moralità non consiste nel seguire il sentiero battuto, ma nel cercare ciascuno la propria strada e nel seguirla senza esitazioni”. (M.K.Gandhi, L’Arte di Vivere, EMI, Bologna, 1992, p.190)

“…l’amore non conosce mai la paura. (Id., p.184)

Una cosa è certa. Se la folle corsa agli armamenti continua, dovrà necessariamente concludersi in un massacro quale non si è mai visto nella storia. Se ci sarà un vincitore, la vittoria vera sarà una morte vivente per la nazione che riuscirà vittoriosa. Non c’è scampo allora alla rovina incombente se non attraverso la coraggiosa e incondizionata accettazione del metodo non violento con tutte le sue mirabili implicazioni. Se non vi fosse cupidigia, non vi sarebbe motivo di armamenti. Il principio della non violenza richiede la completa astensione da qualsiasi forma di sfruttamento. Non appena scomparirà lo spirito di sfruttamento, gli armamenti saranno sentiti come un effettivo insopportabile peso. Non si può giungere a un vero disarmo se le nazioni del mondo non cessano di sfruttarsi a vicenda”. (M.K.Gandhi, Antiche come le Montagne, ed. di Comunità, Milano, 1981).

La nonviolenza è il primo articolo della mia fede e l’ultimo del mio credo(M.K.Gandhi, Gandhi parla di se stesso, EMI, Bologna, 1998, p.63).

 

Per saperne di più: http://www.giovaniemissione.it/testimoni/gandhi.htm

                    http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/gandhi.htm

                    http://aforismi.studenti.it/aforismi-di.htm?n=Mahatma+Gandhi

 

ga

Annunci
28 gennaio 2008

Memores domini

Questa è la presa di posizione di ANM attraverso il suo presidente:
 

Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati è un gip 45enne del tribunale Milano: si chiama Simone Luerti e dopo il trasferimento di Luigi De Magistris ha commentato: "La decisione del Csm dimostra che il sistema funziona, lui potrà fare ricorso in Cassazione. Non si può più parlare di indipendenza senza parlare di responsabilità delle toghe.
È finita la difesa corporativa a tutti i costi". Non proprio un esempio di solidarietà al collega al quale avevano appena stroncato la carriera. Fino al 1999 anche Luerti ha fatto il magistrato a Catanzaro, ma non era amico di De Magistris bensì di uno dei suoi principali indagati: Antonio Saladino, il leader della Compagnia delle Opere nel meridione, il braccio imprenditoriale di Comunione e liberazione. Anche Luerti fa parte di Cl. Si dice sia addirittura un membro dei ‘Memores domini’, il gruppo degli eletti di Cl fondato da Don Giussani che "intendono seguire una vita di perfezione cristiana praticando l’obbedienza, la povertà, e la verginità". Lo statuto dei Memores stabilisce che "i beni economici dell’associazione sono costituiti innanzitutto dal redditi del lavoro dei suoi membri, dai beni da essi devoluti" e che "in caso di estinzione dell’Associazione, i beni economici di cui essa è titolare saranno devoluti alla Fraternità di Cl". Sono sparsi in 29 paesi e vivono in case comuni a gruppi di tre persone, solo donne o solo uomini. Luerti è uno di loro? "Non rispondo a domande che riguardano la mia vita privata", spiega a ‘L’espresso’, "le confermo solo che faccio parte di Cl e che il mio legame amicale con Saladino nasce in Calabria, dove lui aveva un ruolo nel movimento. Ma stiamo parlando di dieci anni fa, non lo sento da tempo e non vedo nessun conflitto di interesse con il mio ruolo attuale. Comunque lui non fa parte dei Memores domini".
 
di Marco Lillo
 
anm Il palazzo della Cassazione, all’ultimo piano la sede di ANM.
Finale:
Roma-14 maggio 2008
Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Simone Luerti ha deciso di rassegnare le dimissioni dal suo incarico. La decisione è stata presa dopo la notizia di un suo incontro con l’imprenditore calabrese Antonio Saladino, coinvolto nell’inchiesta “Why not” nell’autunno scorso.
 
28 gennaio 2008

Le dimissioni di De Magistris

Faccio seguire la lettera con cui il PM Luigi De Magistris si è dimesso da ANM (Associazione Nazionale Magistrati) vista la speculazione che avviene intorno a questo magistrato, reo di aver fatto il proprio dovere, è meglio leggere di persona cosa ha scritto per farsi un’idea senza passare attraverso gli organi di stampa.
 
Già da alcuni mesi avevo deciso – seppur con grande rammarico – di dimettermi dall’Associazione nazionale magistrati. I successivi eventi che mi hanno riguardato, le priorità dettate dai tempi di un processo disciplinare tanto rapido quanto sommario, ingiusto ed iniquo, mi hanno imposto di soprassedere.
Adesso è il tempo che ‘tutti i nodi vengano al pettine.
Vado via da un’associazione che non solo non è più in grado di rappresentare adeguatamente i magistrati che quotidianamente esercitano le funzioni, spesso in condizioni proibitive, ma sta – con le condotte ed i comportamenti di questi anni – portando, addirittura, all’affievolimento ed all’indebolimento di quei valori costituzionali che dovrebbero essere il punto di riferimento principale della sua azione.
L’Anm – che storicamente aveva avuto il ruolo di contribuire a concretizzare i valori di indipendenza interna ed esterna della magistratura – negli ultimi anni, con prassi e condotte censurabili ormai sotto gli occhi di tutti, ha contribuito al consolidamento di una magistratura ‘normalizzata’ non sapendo e non volendo ‘stare vicino’ ai tanti colleghi (sicuramente i più ‘bisognosi’) che dovevano essere sostenuti nelle loro difficili azioni quotidiane spesso in contesti di forte isolamento; ha fatto proprie tendenze e pratiche di lottizzazione attraverso il sistema delle cosiddette correnti; ha contribuito – di fatto – a rendere sempre più arduo l’esercizio di una giurisdizione indipendente che abbia come principale baluardo il principio costituzionale che impone che tutti i cittadini siano uguali di fronte alla legge.

L’Anm è divenuta, con il tempo, un luogo di esercizio del potere, con scambi di ruoli tra magistrati che oggi ricoprono incarichi associativi, domani siedono al Csm, dopodomani ai vertici del ministero e poi, magari, finito il ‘giro’, si trovano a ricoprire posti apicali ai vertici degli uffici giudiziari. È uno spettacolo che per quanto mi riguarda è divenuto riprovevole.
Anche io, per un periodo, ho pensato, lottando non poco come tutti i miei colleghi sanno, di poter contribuire a cambiare, dall’interno, l’associazionismo giudiziario, ma non è possibile non essendoci più alcun margine.
Lascio, pertanto, l’Anm, donando il contributo ad associazioni che, nell’impegno quotidiano antimafia, cercano di garantire l’indipendenza concreta della magistratura molto meglio dell’associazionismo giudiziario.
Non vi è dubbio che anche il Consiglio superiore della magistratura, composto da membri laici, espressione dei partiti, e membri togati, espressione delle correnti, non può, quindi, non risentire dello stato attuale della politica e della magistratura associata.
I magistrati debbono avere nel cuore e nella mente e praticare nelle loro azioni i principi costituzionali ed essere soggetti solo alla legge.
So bene che all’interno di tutte le correnti dell’Anm vi sono colleghi di prim’ordine, ma questo sistema di funzionamento dell’autogoverno della magistratura lo considero non più tollerabile. Il Csm deve essere il luogo in cui tutti i magistrati si sentano, effettivamente, garantiti e tutelati dalle costanti minacce alla loro indipendenza.
Non è possibile assistere ad indegne omissioni o interventi inaccettabili dell’Anm, come ad esempio negli ultimi mesi, su vicende gravissime che hanno coinvolto magistrati che, in prima linea, cercano di adempiere solo alle loro funzioni: da ultimo, quello che è accaduto ai colleghi di Santa Maria Capua Vetere.
Non parlo delle azioni ed omissioni riprovevoli – da parte anche di magistrati, non solo operanti in Calabria – sulla mia vicenda perché di quello ho riferito alla magistratura ordinaria competente e sono fiducioso che, prima o poi, tutto sarà più chiaro.
 
normal_demagistris
28 gennaio 2008

Roma chiama Napoli

Sembra incredibile, ma siamo di fronte a un nuovo record nell’Italia della politica sprecona. La vicenda dei rimborsi record concessi a dieci consiglieri della Provincia di Roma appare semplicemente paradossale. Sia per gli importi: tre milioni di euro. Sia perchè a beneficiarne sono stati gli organi di un ente, la Provincia, considerato sempre più come una fabbrica di poltrone: un ente che ha poche ragioni per giustificare la sua esistenza e molte per suggerire lo scioglimento. I fatti – oggetto una serie di articoli pubblicati dall’edizione romana del "Corriere della Sera" – sono choccanti. Dal 2003 al 2007 la Provincia di Roma presieduta da Enrico Gasbarra con una maggioranza di centrosinistra  ha erogato 3 milioni e mezzo di euro per risarcire venti consiglieri dei mancati guadagni per loro attività professionale privata.

Gran parte del tesoro è finito a soli dieci consiglieri, che si sono divisi tre milioni. Al primo posto c’è Massimo Davenia de La Destra, con oltre 600 mila euro; seguito da Alessandro Coloni del Pd con 387 mila e da Francesco Paolo Posa, anche lui del Pd, con poco più di 300 mila. Nella lista ci sono in tutto 5 nomi del Pd, due di An, uno di Forza Italia, della Destra e dello Sdi. Guido Milana, per esempio, presidente del Consiglio provinciale e tessera Pd ha ricevuto 281.000 euro in poco più di due anni. Adesso la procura aprirà un’inchiesta, perché c’è il sospetto che molti risarcimenti siano stati ottenuti grazie a contratti fittizi: consiglieri che si sarebbero fatti assumere da mogli e figli solo per giustificare il mancato guadagno e farsi rimborsare con denaro pubblico. Uno scandalo nello scandalo, che ancora una volta ripropone il tema dei costi della politica. E della moralità delle persone a cui affidiamo la gestione della cosa pubblica.

==========
Giovedì 21 dicembre, mentre Mario Landolfi criticava il comportamento del Tg1 sulla diffusione delle intercettazioni di Silvio Berlusconi, i carabinieri arrestavano l’ex capo della sua segreteria personale al ministero. Cosimo Chianese, imprenditore di Mondragone, città natale e feudo elettorale di Landolfi, è da sempre uno dei più stretti collaboratori del parlamentare di An. Chianese è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa: assieme al fratello e ad altri familiari avrebbe ottenuto 250 mila euro di finanziamenti pubblici per realizzare dei corsi di formazione professionale mai eseguiti. Una vicenda con un corollario surreale. Scrive il giudice nell’ordine di cattura: «Chianese utilizzava il telefono cellulare intestato al ministero delle Comunicazioni, nella sua disponibilità quale segretario particolare del ministro (Mario Landolfi, appunto) per intrattenere lunghe telefonate con i congiunti al fine di consentire loro l’autoricarica”. Per il gip l’episodio testimonia ”la propensione di Chianese all’approfittamento delle pubbliche risorse”. Ed è singolare notare come i tabulati sui viaggi dei ministri a bordo di motovedette della Guardia di Finanza mostrino Chianese con il ministro in una missione sulla rotta Napoli-Capri…
Da un mese Landolfi è anche sotto inchiesta anche con un’accusa molto più grave: corruzione con l’aggravante di avere agevolato un clan camorristico locale. Saranno i magistrati a stabilire la rilevanza delle ipotesi penali. Ma resta una questione etica e politica. La carica di presidente della commissione di vigilanza sulla Rai, con un ruolo istituzionale così importante in questa stagione, può essere affidata a un personaggio che, quanto meno, non ha saputo vigilare sui suoi più stretti collaboratori?
==========
Quella della Regione Campania di sicuro è una macchina complessa, che svolge molte funzioni ma che ha anche accumulato debiti mostruosi. Per questo in una stagione di tagli ai bilanci pubblici non può non sorprendere la notizia del nuovo appalto per l’acquisto di cellulari deciso dalla giunta guidata da Antonio Bassolino. Sorprende soprattutto il numero di nuovi telefonini previsti dal capitolato: ben settecento. Che dovrebbero andare agli assessori, ai dirigenti e al personale con particolari esigenze di reperibilità. C’è bisogno di così tante persone sempre reperibili tramite cellulare? Il numero appare alto. Così come la spesa ipotizzata per la telefonia mobile: 116 mila euro in un anno. Il fatto che alcuni di questi apparati, come specifica il capitolato d’appalto, siano definiti "modello top con lettore mp3" o che l’elenco includa 60 apparati Blackberry con tanto di navigatore Gps diventa quasi secondario. Tutti questi navigatori Gps andranno alla Protezione civile o qualcuno diventerà un gadget per notabili a spese del contribuente?
L’ufficio stampa della Regione ha replicato spiegando che gli apparati serviranno "per ragioni" di servizio. E che la giunta Bassolino ha già dimezzato le spese per la telefonia mobile. Ma siamo sicuri che di telefonini ne servissero proprio settecento?
 
Tratto da: www.spreconi.it
 
1142_Ulisse Ulisse, Palazzo Valentini, Roma
25 gennaio 2008

26 gennaio: Giornata d’azione mondiale del World Social Forum

Milioni di donne e uomini, organizzazioni, reti, movimenti, sindacati di tanti Paesi del mondo si mobiliteranno il 26 gennaio, per la Giornata d’azione del World Social Forum 2008, negli stessi giorni in cui a Davos si riuniscono i “pochi eletti” del World Economic Forum.
logo[1]

L’appello alla mobilitazione è promosso da tutte le organizzazioni e i movimenti a livello mondiale, nazionale e locale che fanno riferimento alla Carta dei Principi del Forum sociale mondiale. "L’idea di una giornata di azione globale non è nuova. Negli ultimi anni vi sono stati molti tentativi di mettere in piedi una giornata di azione che potesse diventare un momento di riferimento per il nuovo "movimento dei movimenti", in analogia al 1° Maggio per il movimento dei lavoratori o l’8 Marzo per la giornata delle donne. Dal 2001, il Forum Social Mondiale è diventato lo spazio principale in cui tutti questi movimenti si incontrano e costruiscono alleanze" – sottolineano i promotori.

banner[2]

Dopo il World Social Forum di Nairobi dello scorso anno "la sfida principale oggi, è legare lotte locali e nazionali agli obiettivi di tutto il mondo, per dare maggiore forza alle nostre lotte, alternative e campagne ed allargare le nostre alleanze". Questo è l’obiettivo della Giornata Globale di Azione del 2008: agire localmente per cambiare globalmente. E dare risalto alle nostre lotte locali attraverso una giornata di azione comune. "Ogni gruppo auto-organizzato di movimenti, associazioni, reti, decide indipendentemente come organizzare la propria iniziativa pubblica e quali temi, forme e collegamenti internazionali adottare con altre azioni" – spiegano i promotori che sottolineano come il "WSF non è un evento, ma un processo che vive in Forum locali, nazionali, regionali e tematici, nelle molte lotte, campagne, alternative per un altro mondo che si stanno sviluppando in tutto il pianeta". La decisione di tenere il prossimo WSF nel 2009, due anni dopo l’ultimo Wsf in Nairobi, aiuta ad emergere l’dea di una mobilitazione globale in tutto il mondo.

Pechino

Molteplici gli eventi in tutto il mondo. Dall’Afghanistan dove il 26 gennaio si apre a Kabul una grande conferenza della società civile afghana curata dalla ong italiana Peacewaves che vedrà la partecipazione di centinaia di rappresentanti delle organizzazioni afghane, all’Algeria con l’incontro magrebino su “l’altermondialismo: mito e realtà” ad Algeri, al Bangladesh dove si terrà la marcia popolare a Dhaka per il diritto alla casa dopo i recenti uragani, al Benin con manifestazione a Cotonou dal titolo “Attacca il debito”, al Brasile con un corteo di carnevale a Belem, un grande concerto a Rio ed azioni a Sao Paulo, Brasilia, Curitiba, Natal, Belo Horizonte, Goiania, Pelotas e Pontal do Paranapanema. Iniziative in Camerun, Cile, Colombia, ma anche in Congo, Guatemala, Guinea Conaki, fino all’Iraq dove l’Hiwar Centre di Erbil sta coordinando azioni che si terranno a Erbil, Dohuk, Suleymania e altre città del Kurdistan iracheno, tra le quali un dialogo pubblico tra attivisti e protagonisti politici laici e religiosi, mentre l’Iraqi non violent movement organizzerà azioni in città del centro e del sud del paese, la Lega delle Donne Irachene organizzerà un’iniziativa a Najaf, a Samawa City ogni ragazzo sostituirà la sua pistola giocattolo con un palloncino, Veen Organization a Mosol promuoverà un seminario sui diritti dell’infanzia, L’Unione della Gioventù democratica e l’Unione degli studenti del Kurdistan organizza letture di poesie in cinque città, a Bagdad un gruppo di intellettuali promuoverà sulla stampa locale la diffusione del dossier Wsf.

In Israele l’Alternative Information Centre svolgerà attività di controinformazione sull’occupazione in Palestina e un Relief Convoy si muoverà verso i due lati del confine di Gaza unendo gruppi di pacifisti israeliani e palestinesi e negli USA ad Atlanta, la Poor People’s Caravan in giro per le strade, e a New Orleans con azioni simboliche gli sfollati dall’uragano Katrina invocheranno il Right to Return con la voce dei superstiti, a Seattle, iniziative contro il razzismo, oltre a mobilitazioni e spettacoli a New York, a Washington, a San Francisco e nelle principali città. A New Orleans grande manifestazione per il diritto alla casa, teatro di strada anti-Bush a Louisville. Azioni al confine col Messico contro il “Muro della morte”, nel Vermont e in Indiana. Incontri e azioni anche in Siberia e Uzbekistan.

In Italia sono previste numerose iniziative contro la guerra, per il disarmo, contro il razzismo e la xenofobia, sui temi del lavoro, dei diritti, dell’ambiente e dell’altra economia – riporta Fair che in Italia ha l’incarico di facilitare un gruppo stampa internazionale per coordinare tutte le attività di comunicazione. Con un comunicato Rete di Lilliput partecipa all’iniziativa rilanciando la proposta di iniziativa popolare "Per un’Italia libera da armi nucleari" e conferma il sostegno alla richiesta di moratoria sulla nuova base ‘Dal Molin’ a Vicenza. E Terra Futura promuove una tavola rotonda virtuale di alcuni membri del comitato consultivo (Vandana Shiva, Wolfgang Sachs, Susan George, Enzo Manzini, Leonardo Becchetti, Gianfranco Bologna e Roberto Savio) per discutere del tema delle alleanze globali e locali. [GB]

 
 
Vietatoarmeggiare
 
 
16 gennaio 2008

Un pesticida è per sempre

Uno studio su quattrocento spagnoli rivela la presenza di almeno un tipo di composto pericoloso nei tessuti di tutte le persone esaminate

 Quanto siamo esposti alle sostanze dannose che si accumulano nell’ambiente? E per quanto tempo continuiamo ad esserlo, dopo che l’utilizzo dei composti è cessato? Se lo sono chiesto alcuni ricercatori del Dipartimento di Radiologia e Fisica Sanitaria dell’Università di Granada (Spagna), che hanno condotto un’indagine su quasi quattrocento adulti di entrambi i sessi,  provenienti da un’area urbana (Granada) e da una semi-rurale. Risultato? Il cento per cento degli spagnoli ha accumulato nel proprio corpo almeno un tipo di pesticida.

I volontari, pazienti ricoverati per interventi chirurgici, hanno acconsentito a un prelievo di tessuto adiposo, nel quale tendono ad accumularsi i composti organici persistenti (Poc). Si tratta di sostanze classificate a livello internazionale come potenzialmente dannose per la salute, che entrano nell’organismo attraverso il cibo, l’acqua e perfino l’aria, e che si accumulano soprattutto nei grassi. I pazienti hanno anche compilati questionari sulle abitudini di vita e il tipo di dieta seguita, per consentire ai ricercatori di studiare l’importanza di questi fattori sul bio-accumulo delle sostanze dannose.

Gli autori dello studio  hanno analizzato i campioni di tessuti per sei differenti tipi di Pos: il Dde (diclorodifenildicloroetilene), un composto derivato dalla degradazione ambientale del noto pesticida Ddt oggi abolito, il funghicida esaclorobenzene, tre diversi tipi di Pcb (policloro-bifenili), utilizzati nell’industria, e l’insetticida esaclorocicloesano. Le analisi hanno rivelato che il Dde è presente in tutti i pazienti, mentre gli altri composti sono stati trovati in una percentuale di casi compresa tra l’84 e il 92 per cento.

Nelle donne e negli anziani sono stati riscontrati livelli di contaminazione più elevati rispetto agli uomini e ai volontari più giovani. Secondo gli autori, l’accumulo nelle persone più anziane può essere spiegato con la prolungata esposizione a questi agenti, anche in periodi in cui se ne faceva un uso incontrollato. Per gli altri casi invece la dieta sembra essere un fattore determinante, in quanto il consumo di alimenti di origine animale, specialmente ad alto contenuto di grassi, porta a un’elevata presenza di questi composti nell’organismo.(m.f.)

Tratto da: http://www.galileonet.it

Per saperne di più: http://www.greenpeace.it/archivio/toxic/pest.htm

                    http://www.terrasanapiemonte.it/notizie/notizie.htm

                    http://www.artac.info/print.php?sid=static:AppelItalien.txt&metalang=

                    

 

9 gennaio 2008

Badili Badola: come rendere più verde Torino a colpi di rastrello

Badile: arnese tipo vanga. Badola: bighellone, fannullone, un pò tardo. Hanno scelto un nome più che piemontese, Badili Badola, i ragazzi del MeetUp di Beppe Grillo. Sulla scorta del movimento Guerrilla Gardening nato negli anni 70 negli Stati Uniti, tentano di rendere più verde e bella Torino a colpi di rastrello. 
Piantano, rigorosamente notte tempo, fiori colorati, ortaggi e piante da frutto nelle zone degradate delle città, negli angoli abbandonati. A volte ripulendole dalla sporcizia, dalle cartacce, per ridare alla terra di tutti una nuova vita. Ne abbiamo parlato con Isabella, membro attivo dei Badili Badola.

A Torino
Isabella Z. mi racconta che il gruppo è nato intorno al 22 ottobre 2007, collaborando con i milanesi di guerrillagardening.it. Ad oggi il gruppo conta una quindicina di partecipanti. Non ha sede fissa: i Badili Badola si incontrano a casa di uno dei membri. Chiedo notizie di un sito di riferimento, e Isabella mi risponde che è in fase di costruzione, sarà visibile a tutti e vi saranno illustrati via via i nuovi progetti. 

Tutto cominciò alla Stazione Dora 
All’ indirizzo del MeetUp di Grillo dove i Badili si sono incontrati ed è nata l’ idea si può leggere: "Davanti a Stazione Dora a Torino da stanotte al posto di un’aiuola abbandonata a se stessa c’è un angolo meraviglioso dedicato alla natura ed alla cittadinanza con tanto di cedro, piante, piantine, un vialetto con la ghiaietta bianca ed un messaggio firmato "Badili Badola".
Autofinanziandosi e con la gentile donazione di alcuni privati, i Badili Badola si propongono di rendere più spontanea e gioiosa la cura dell’ ambiente da parte di tutti i cittadini. Un modo decisamente nuovo di riportare la cittadinanza ad amare la terra che appartiene a tutti. O per dirla con parole loro: "Autofinanziare il nostro diritto al benessere". 

Azione diretta e non violenta 
Questa è la filosofia dei "guerriglieri verdi", che ora hanno spostato la loro sede internazionale dagli Usa a Londra. Concretamente, l’ azione dei gruppi di Guerrilla Gardening funziona in questo modo: si individua una zona, si fa uno scrupoloso studio del terreno e delle piante, in base alle loro caratteristiche (per esempio la resistenza al freddo). Poi attraverso Internet se ne discute e con il passaparola si progetta l’ "attacco". Armati di badili, vanghe, e tutto il necessario si ripulisce il terreno, si pianta il nuovo verde e lo si concima. Si agisce di notte perchè in molti Paesi la modifica del suolo pubblico ad opera di privati cittadini è vietata.
Ma nei casi più belli i gardeners escono allo scoperto e collaborano con il quartiere e le associazioni di cittadini. Chissà che non ci sia anche dietro casa vostra un’ aiuola dismessa da segnalare ai Badili Badola.
 "Non tutte le ciambelle riescono col buco….qualcuna riesce come un cerchio con un cedro in mezzo! E che bel cerchio di belle teste, braccia, badili in mano, smorfie e sguardi….che siamo." 

Tratto da: http://www.lastampa.it/

 

7 gennaio 2008

La rinascita delle favelas

Dal 9 al 22 gennaio mostra fotografica all’Istituto Romero di Rivoli

Un percorso attraverso le originalità e le contraddizioni del Brasile, un caleidoscopio di volti, paesaggi, amicizie e speranze: tutto questo è "La rinascita delle Favelas. Un caso di valore mondiale", una mostra fotografica che documenta come sia possibile combattere la povertà urbana e migliorare la qualità della vita della popolazione attraverso un programma di lavoro e un metodo molto particolare. Quello di AvsI, l’organizzazione non governativa impegnata dal 1972 con progetti di cooperazione allo sviluppo in 35 paesi poveri del mondo (America Latina, Africa, Medioriente, Est Europa). La mostra sarà inaugurata mercoledì 9 gennaio alle ore 14 a Rivoli presso l’istituto Romero (viale Giovanni XXIII, 25) alla presenza del presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, di Davide Pignocchino, referente Avsi per il Piemonte e di Nicola Coccìa, dirigente del Romero. L’esposizione è stata realizzata con il patrocinio della Provincia di Torino e con la collaborazione del Centro Culturale P. Frassati.

Info:
dal 9 al 22 gennaio
dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16
il sabato dalle 10 alle 12
Per classi o gruppi, visite guidate su prenotazione
Tel. 011 958 6761

Preparazione anteprima immagine

 

2 gennaio 2008

Teatro Civile

Il teatro per ricominciare a vivere, a pensare, a progettare un futuro.
Ripartire dalla scena con la sola arma della fantasia, pronti a ritornare nel mondo.
Gli istituti penali per minorenni di Bologna, Catania, Palermo e Milano si uniscono per ospitare il primo festival di teatro itinerante con protagonisti i ragazzi detenuti.
Il progetto parte da Palermo dove l’associazione Euro ha portato avanti il progetto "IPM di scena" a cui si è unito in corsa un secondo progetto "On stage"– entrambi finanziati dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito del programma Equal – : il primo è rivolto ai giovani detenuti tra i 14 e i 21 anni, degli istituti di pena di Palermo (carcere "Malaspina"), Milano ("Cesare Beccaria") e Bologna ("Pietro Siciliani"); il secondo, a livello regionale, coinvolge i ragazzi del Malaspina e due altri istituti di pena siciliani, di Acireale e Catania Bicocca.

In ogni istituto lavorano già da alcuni anni associazioni e cooperative che adesso hanno curato i progetti: Bloom cultura teatri a Bologna, cooperativa Dioniso a Palermo, associazione Puntozero a Milano e Centro Kerè a Catania e Acireale.
Dopo due anni di lavoro, 25 laboratori e oltre 200 ragazzi coinvolti, si è giunti alle messinscene finali.
Ecco quindi nascere il festival di teatro "IPM di scena – on stage" che quasi unanimemente è ruotato attorno alla drammaturgia di Shakespeare, in particolare sul Re Lear: a Bologna, dal 4 al 16 dicembre al "Teatro del Pratello" andrà in scena "Fool Bitter Fool", spettacolo di Paolo Billi e Valentina Fulginiti di Bloom cultura teatri.
Segue a ruota Catania-Bicocca dove l’11 dicembre aprirà proprio uno spazio teatrale all’interno del carcere minorile: una struttura da ottanta posti, gradinate ed impianti tecnici che ospiterà per l’inaugurazione, un "Romeo e Giulietta" in dialetto siciliano ridotto dagli stessi ragazzi con l’aiuto di Mario Bonica del centro Kerè.
In programma anche un convegno, sul tema del teatro/carcere minorile in Italia e in Europa, con la partecipazione delle realtà siciliane coinvolte. Dal 12 al 15 dicembre il teatro Polis del Malaspina di Palermo ospiterà "Quel che resta del mio regno" (liberamente ispirato al "Re Lear") di Claudio Collovà con la cooperativa Dioniso. Chiude Milano: dal 20 al 30 dicembre al "Fabbrica Teatro" ecco "King Lear" di Giuseppe Scutellà con l’associazione Puntozero. Tutto il percorso formativo e gli spettacoli saranno poi racchiusi in un volume fotografico con i testi di Massimo Marino e le immagini di Maurizio Buscarino.

"Da anni ci occupiamo del reinserimento dei giovani a rischio, attraverso diversi progetti – spiega Eugenio Ceglia, presidente dell’associazione Euro – riteniamo che le attività teatrali siano tra le più importanti per il recupero dei ragazzi, che impegnano tempo ed energie scoprendo capacità che non pensavano di possedere. Imparando la disciplina e a relazionarsi con gli altri. E, spesso, anche un nuovo mestiere".

I laboratori. I ragazzi hanno seguito laboratori di scenografia e costumi, tecniche di trucco e allenamento fisico e, come nel caso di Catania, hanno collaborato alla riduzione e stesura del testo. Parecchi di loro, superate le normali ritrosie dell’inizio, hanno espresso la volontà di continuare: IMP di scena e On stage hanno quindi contribuito a formare figure professionali in ambito artistico e tecnico, da spendersi in futuro sul mercato del lavoro.

I progetti.
IPM di scena e On stage hanno visto il coinvolgimento dei centri di Giustizia minorile, della magistratura che si occupa dei reati commessi dai minori, e del corpo di polizia penitenziaria. I progetti sono coordinati dall’ufficio studi e ricerche del dipartimento di Giustizia Minorile, e organizzati dall’associazione palermitana EURO che ha anche tre partner europei per ognuna delle iniziative: Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Francia per IPM di scena e Olanda, Inghilterra e Ungheria per On stage.

 
Tratto da: www.teatro.org/
 
                    http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=1206
                    http://www.associazioneantigone.it/
                    http://www.ruotesicure.it/news.asp?id=315
 
carcere
 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: