Archive for febbraio, 2007

9 febbraio 2007

DI.CO.

Il testo licenziato dal governo è un disegno di legge che cerca in qualche modo di ottemperare all’articolo 3 della costituzione, dove è chiaramente precisato che ogni cittadino italiano deve avere gli stessi diritti di ogni altro cittadino (di qualsiasi tipo). Nella costituzione non c’è scritto che il cittadino debba forzatamente sposarsi, anche se con l’articolo 29 tutela il matrimonio. In realtà se non ci fosse questa ideologizzazione di ogni fatto e, soprattutto, le contrapposizioni di rito, questa legge dovrebbe essere già stata approvata tempo fa, senza nemmeno grandi discorsi. La tutela dei diritti delle persone non inficia i diritti degli altri, ma semmai agevola la migliore convivenza sociale. Elemento fondante di uno stato democratico è, dovrebbe essere, il perfezionamento della società e della convivenza civile. Un atto di questo tipo è solo l’espressione di uno stato civile. Chi nega agli altri i diritti che spettano, non può considerarsi una persona civile (i diritti civili sono quelli che vengono sanciti da una carta costituzionale). Dal punto di vista cattolico (non religioso che è un altro fatto) i loro "diritti civili" sarebbero richiamabili a quanto dice la Bibbia (nella sua interezza). A tal proposito, da profano, vorrei che qualcuno mi indicasse in quale parte del testo è menzionato il divieto di vivere insieme ad un’altra persona senza congiungersi in matrimonio e dove questo viene stigmatizzato. Al di là del fatto che la chiesa può dire quello che vuole ma sono i parlamentari che devono decidere per il bene dei cittadini. Ora vorrei sapere, sempre da profano, quale diritto lede al matrimonio l’approvazione di questo disegno di legge? Specificatamente non, come si fa di solito, ideologizzando e decontestualizzando la questione. Non capisco perché ci siano delle persone che si vogliano arrogare il diritto di non dare diritti agli altri (c’è una parola che riassume il concetto ma non la scriverò).

Infine, questo governo ha sfornato un mezzo pasticcio legislativo, ma meglio di niente (almeno c’è un inizio); ma credo che la scelta di farlo passare al senato come prima lettura, abbia una chiara volontà: Noi il nostro dovere lo abbiamo fatto, se il senato non lo vota non abbiamo colpe. Se si fosse invece esaminato il testo legislativo alla camera, i conti sarebbero dovuti tornare, anche senza l’UDEUR. Quindi dire che il DICO (ma!) sia un passo avanti verso la migliore convivenza e la civiltà di uno stato è perlomeno prematuro. Aspettiamo sviluppi.

Anche in questa circostanza faccio seguire due siti che potrebbero essere interessanti sull’argomento specifico:

http://www.liff.it/

http://www.famigliearcobaleno.org/chisiamo_chi.html

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4 febbraio 2007

Non violenza

Si può dire che la nonviolenza sia una direzione: si può solo tendere a essa e ogni giorno sforzarsi per essere sempre più nonviolenti, senza mai raggiungere la perfezione. (Aldo Capitini)

DANILO DOLCI

Un cambiamento non avviene senza forze nuove, ma queste non nascono e non crescono se la gente non si sveglia a riconoscere i propri interessi e i propri bisogni.

Nasce nel 1926. Poeta, pedagogista e animatore di iniziative di pace, ha dedicato la sua vita a combattere quello che definiva il virus del dominio. La sua lotta inizia negli anni Cinquanta in Sicilia  dove si era trasferito nel 1952 in un piccolo paesino della provincia di Palermo, Trappeto  a fianco della gente più povera, con metodi nonviolenti, contro la mafia e i suoi sostenitori: il suo insegnamento e il suo esempio hanno spinto molti giovani siciliani a prendere coscienza e a trovare il coraggio per combattere. All’estero  dove aveva moltissimi amici  lo avevano soprannominato il Gandhi di Sicilia. La sua attività era tesa a risvegliare le coscienze alla reale situazione siciliana. Affrontò la mafia e le autorità, diffondendo un modello in tutta Europa e ispirando migliaia di persone. Il 14 ottobre 1952 inizia il suo primo digiuno sul letto di un bambino siciliano morto per fam, é animatore delle iniziative di riscatto sociale dei disoccupati e con loro avvia a Partinico, in provincia di Palermo, un clamoroso sciopero alla rovescia per riattivare una strada intransitabile. Dopo due anni a Enna un’iniziativa simile raccoglie tremila braccianti i quali con un altro sciopero alla rovescia sollecitano la costruzione di una diga iniziandone i lavori. Manifesta per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza al servizio militare e per la ricostruzione dei paesi del Belice devastati dal terremoto del 1968. A quei tempi gli obiettori di coscienza andavano in carcere. Tanti giovani siciliani decidono di non rispondere alla chiamata alle armi per protesta contro il mancato intervento del governo nelle zone terremotate. Chiedono una legge che riconosca lÕesonero del servizio militare e l’istituzione di un servizio civile per la ricostruzione. Dopo giorni di lotta il Parlamento approva una legge che riconosce il loro diritto di partecipare alla ricostruzione evitando di dover andare al nord a fare il servizio militare. Due anni dopo viene approvata la legge sull’obiezione di coscienza per tutti i ragazzi d’Italia. Le iniziative di lotta nonviolenta valgono a Danilo Dolci il sostegno di numerosi comitati di solidarietà in Italia e all’estero, ma anche denunce, arresti e processi. Negli ultimi anni della sua vita promuove molte iniziative di educazione alla pace e alla nonviolenza per gli insegnanti. Muore nel 1997.

 

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Non è un caso che questo post venga messo dopo le violenze scoppiate a Catania. Vuole essere un gesto simbolico senza un commento per la dolorosa morte di una persona che stava svolgendo il proprio lavoro. Dedicato a Filippo Raciti.

Per chi non sapesse:

http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/sport/calcio/serie_a/agente-morto-catania/filippo-raciti/filippo-raciti.html

 

2 febbraio 2007

I have a dream

Dal Discorso tenuto sui gradini

del Lincoln Memorial a Washington il 28 agosto 1963 (…) C’è qualcosa che devo dire alla mia gente (…) Nel percorso per guadagnare il nostro giusto posto non dobbiamo renderci colpevoli di fatti illegali. Non cerchiamo di soddisfare la nostra sete di libertà bevendo dalla coppa dell’amarezza e dell’odio. Dobbiamo sempre condurre la nostra lotta sull’alto livello della dignità e della disciplina. (…) Il meraviglioso nuovo attivismo che divora la comunità negra non ci deve portare a diffidare di tutti gli uomini bianchi, poiché molti dei nostri fratelli bianchi, come dimostra la loro presenza qui oggi, sono venuti per riconoscere che il loro destino è strettamente legato al nostro destino e che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Non possiamo camminare da soli. E mentre camminiamo, dobbiamo impegnarci ad andare avanti. Non possiamo voltarci indietro. (…) Non trasciniamoci nella valle della disperazione: vi dico oggi, amici miei, che malgrado le difficoltà e le frustrazioni del momento, io ho ancora un sogno. È un sogno profondamente radicato nel sogno americano. Ho un sogno: che un giorno questa nazione sorgerà e vivrà secondo il vero significato del suo credo: Noi sosteniamo «che queste verità sono ovvie: che tutti gli uomini sono creati uguali».

Ho un sogno: che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli degli ex-schiavi e i figli degli ex-padroni di schiavi potranno sedere insieme al tavolo della fratellanza. (…)

Ho un sogno: che i miei quattro figli un giorno vivranno in una nazione dove non saranno giudicati per il colore della loro pelle ma per il contenuto del loro carattere.

Ho un sogno oggi. Sogno che un giorno lo Stato dell’Alabama (…) sarà trasformato in uno Stato in cui le bambine e i bambini neri potranno prendersi per mano con i bambini e le bambine bianche e camminare insieme come fratelli e sorelle. (…)

Questa è la nostra speranza. (…) Con questa fede saremo capaci di staccare dalla montagna di disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le disarmonie stridenti della nostra nazione in una bella sinfonia di fratellanza. Con questa fede potremo lavorare insieme, pregare insieme, lottare insieme, andare in galera insieme, alzarci per la libertà insieme, sapendo che saremo un giorno liberi…

 Martin Luther King jr.

Sotto c’è l’indirizzo dove potrete trovare la foto proposta e anche le altre per il concorso organizzato dall’Unione Europea per sensibilizzare i giovani al tema della diversità.

http://www.repubblica.it/2005/j/gallerie/scuola/giovanieufoto/1.html

http://www.stop-discrimination.info/2184.0.html

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