Disabili gravi, sciopero della fame contro i tagli all’assistenza

Dal 21 ottobre, 42 disabili gravissimi hanno cominciato uno sciopero della fame per indurre il Governo Monti all’ascolto delle istanze che, da molto tempo, vengono rivendicate.
Infatti lo scopo della protesta è quello di chiedere al Governo il ripristino del fondo non-autosufficienze azzerato dall’ “illuminato” Governo Berlusconi.
Da aprile a luglio ci sono stati dei sit-in di protesta che hanno indotto il Governo allo stanziamento di 658 milioni di euro nel ddl spending review, vanificato a tutt’oggi dalla mancanza assoluta di un piano organico per la non autosufficienza, che garantirebbe a tutti i disabili gravissimi il diritto all’assistenza.
Anche se il Governo Monti, come ha ampiamente dimostrato, è poco avvezzo a considerare uno stato sociale equo e solidale, non può continuare a giocare sulla pelle di persone che versano in condizioni di salute gravissime, negando loro le risorse necessarie per adeguate ed essenziali cure domiciliari.
Il recente “Rapporto sulla povertà ed esclusione sociale 2012” della Caritas italiana ha palesemente denunciato una evidente incapacità del sistema di welfare evidenziando, tra i vari limiti, l’estremo ritardo con cui vengono attivate soprattutto le misure di sostegno economico legate alla perdita di autonomia psico-fisica. Con le tante e nuove emergenze sociali ed il sempre più inesorabile restringimento delle disponibilità finanziarie nel settore socio-assitenziale, il sistema di welfare italiano mostra tutta la sua inadeguatezza, negando dei diritti a fasce sociali deboli e bisognose che, fino a poco tempo fa, ne beneficiavano.
L’attenzione italiana verso la disabilità, inoltre, è tutta in un’analisi del Censis che pone l’Italia tra gli ultimi paesi in Europa per risorse destinate alla protezione sociale delle persone con disabilità, dove in pratica il nostro paese è solo davanti alla Spagna, relegata all’ultimo posto. Per non parlare della spesa per servizi che risulta meno di un quinto della media europea, per un paese che, meritatamente all’ultimo posto, mostra una grave e cronica carenza di servizi assistenziali.
Di contro a questi dati impietosi vi è l’indecente realtà di una politica dedita ad uno sperpero di denaro pubblico, vergognoso ed inaccettabile, come dai recentissimi fatti di cronaca che hanno visto interessate le Amministrazioni Regionali di Lazio e Lombardia ma che, come evidenziato dalle indagini in corso da parte delle forze dell’ordine, probabilmente interesseranno anche le altre regioni italiane.
L’iniziativa di protesta dei 42 malati e disabili gravissimi, affetti da Sla, Sclerosi Multipla, Distrofia Muscolare, è organizzata dal “Comitato 16 Novembre” (comitato16novembre.blogspot.it) al cui appello alla mobilitazione aderisco appieno nella consapevolezza che, nonostante una forma di protesta rischiosa per uno stato di salute gravissimo e di cui mi assumo tutte le responsabilità, non vi sia altro modo per far sentire le nostre voci. Anche se silenziate da patologie devastanti, esse si levano imperiose con grande dignità ed immensa tenacia, nel non accettare più che il Governo Monti continui a negare il diritto a cure adeguate così come sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana: “La Repubblica Italiana tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.

di Paolo Di Modica, Micromega

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