Diritti tv, sentenza vicina e B. rischia

Silvio Berlusconi ha cominciato un altro conto alla rovescia per una sentenza che, al di là della volontà del Tribunale di Milano, arriva in pieno dibattito sulle candidature politiche. Tra giovedì e venerdì è atteso il verdetto del processo Mediaset sulla compravendita di diritti televisivi con presunti costi gonfiati. Un modo, sostiene l’accusa, per accantonare fondi neri. L’ex presidente del Consiglio è imputato di frode fiscale.

QUANDO LEGGERÀ la sentenza, il presidente Edoardo D’Avossa renderà note contestualmente le motivazioni. Dunque, non si dovranno attendere i soliti 60-90 giorni. Un guadagno di tempo, prezioso, in vista della prescrizione che scatterà ad aprile 2014. Se Berlusconi dovesse essere condannato, rischierebbe persino una pena definitiva. I tempi, almeno in astratto, ci sono.    Il 18 giugno scorso, i pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro hanno chiesto per il leader del Pdl 3 anni e 8 mesi di carcere. “Sui fondi neri – ha detto De Pasquale – ci sono le impronte digitali di Berlusconi”. E sempre a proposito dell’ex presidente del Consiglio, l’accusa ha detto che è il beneficial owner delle società off shore. I pm hanno chiesto, inoltre, altre 10 condanne. Tra queste, quella per Confalonieri e per Frank Agrama, produttore e presunto socio occulto di Berlusconi, rispettivamente a 3 anni e 4 mesi e 3 anni e 8 mesi, sempre per frode fiscale. La pena più alta è stata avanzata nei confronti del banchiere svizzero, Paolo De Bue, imputato di riciclaggio: 6 anni e 30 mila euro di multa. Nel 1996, ha ricordato De Pasquale, “il fiduciario svizzero Del Bue fa sparire dallo studio dell’avvocato David Mills (per lui è subentrata la prescrizione, ndr) la documentazione su Universal One e Century One, riconducibili a Silvio Berlusconi”, durante la perquisizione disposta allora dal pool Mani Pulite. Per quanto riguarda il presunto riciclaggio di decine e decine di milioni di dollari (solo l’imputato Erminio Giraudi, per cui sono stati chiesti 5 anni di carcere, avrebbe riciclato 25 milioni di dollari) De Pasquale ha detto che “è stato compiuto nell’interesse di Fininvest, per non dire di Silvio Berlusconi, che poi è la stessa cosa”. Anche i presunti fondi neri confluiti sui conti bancari svizzeri e delle Bahamas, ha detto il pm, attraverso fiduciari tra cui “Del Bue, Danilo Pezzoni e Massimo Maria Berruti (parlamentare del Pdl, ndr) derivano dalla frode e quelle cifre vengono prelevate in contanti”.

SECONDO L’ACCUSA, al netto delle prescrizioni (restano in piedi le contestazioni per gli anni 2001, 2002 e 2003) l’imposta evasa ammonta a quasi 14 milioni di euro. Prima della camera di consiglio, ieri ci sono state le arringhe degli avvocati Alessio Lanzi e Vittorio Virga, difensori di Confalonieri. Hanno ricordato che i pm durante la requisitoria non hanno mai pronunciato, riferendosi al presidente di Mediaset, “la parola dolo”. “Il tutto, ha detto l’avvocato Lanzi, al massimo può ritenersi una vicenda di agenzia delle entrate. Non c’è rilevanza penale”. Gli avvocati hanno chiesto l’assoluzione “perché il fatto non sussiste o per non avere commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato”.    Durante la requisitoria, De Pasquale aveva parlato di “ruolo apicale” di Confalonieri nella vicenda dei diritti televisivi: “Aveva l’ultima parola”.

di Antonella Mascali, IFQ

Il simbolo di Mediaset Ansa

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: