E Mediaset scoprì il fascino del giustiziere

Sfoggiando uno dei migliori lapsus degli ultimi anni, la madre di Er Batman ha così rampognato Barbara D’Urso quattro giorni fa a Pomeriggio 5: “Lei indirettamente sta offendendo in una maniera indelicata, insensibile un ragazzo che deve ancora essere giustiziato”. Ha detto proprio così Anna Tintori, mamma di Franco Fiorito: “giustiziato”. Non “giudicato”. E a suo modo aveva ragione. Di fronte a lei, con gran sfoggio di faccette tipo “F4=basito” della serie tivù Boris, Barbara D’Urso si ergeva a novella giustizialista. In un trionfo di neuroni, aveva appena espresso gran sdegno di fronte alle presunte (va be’) ruberie di Fiorito, ascoltando rapita il soave Paolo Del Debbio. Accade anche questo, a margine di ciò che resta della cosiddetta Seconda Repubblica: Mediaset si reinventa “giustizialista”. La nuova tendenza è stata notata anche da Giuliano Cazzola, Pdl, in una lettera al Foglio. Davvero Mediaset, proprio Mediaset, si reinventa giustizialista? Così pare. Lo stesso Del Debbio, l’uomo del popolo divenuto televisivamente celebre per “intervistare” vent’anni fa – alternandosi con lo scomparso Giorgio Medail – solo chi votava Berlusconi , arringa ora la plebe a Retequattro. Quinta Colonna, lunedì sera. Ottimi ascolti, Gad Lerner umiliato nello share e largo spazio a onorevoli (magari il dipietrista Barbato) che incarnano il giustizialismo sopra le righe. Doppiamente utili: sia perché fanno colore, sia perché è facile prenderne le distanze. Del Debbio, pressoché ubiquo, spadroneggia anche a Mattino Cinque. Mediaset vicina alla magistratura, con tanto di esondazioni populiste e demagoghe, è come dire che Calderoli farà la nuova legge elettorale (ops, sta accadendo sul serio). La rete è la stessa dei pedinamenti a Mesiano, il giudice crocefisso perché andava “addirittura” dal barbiere. I volti sono i medesimi che fino a ieri dipingevano Sallusti come novello Solenicyn. E i vari Fiorito, a puro titolo di cronaca, militerebbero nello stesso partito di Berlusconi. Plurindagato e, accidentalmente, gran capo dei neo-scandalizzati. Pazienza: in Italia tutto può accadere. Sembra una replica del ’92, con gli ex craxiani – e non solo – che d’un tratto si dissociarono. Anzitutto da se stessi. Qualcuno finì in galera, molti sono rimasti in sella: come nuovi. Buoni per ogni stagione. Cangianti e simbionti. Conformisti, sempre dalla parte giusta.

di Andrea Scanzi, IFQ

2 commenti to “E Mediaset scoprì il fascino del giustiziere”

  1. non è tutto,

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