In onda l’idillio tra Fazio e Passera

Il buongiorno si vede dal mattino, l’idillio si intuisce da Filippa Lagerback. Non ha fatto in tempo a introdurre Corrado Passera, due sere fa, che l’amore era già scoppiato. Anzi mai sopito. Fabio Fazio (scattando in piedi): “Benvenuto, abbiamo molte cosa da chiedere e da dirci” (che ovviamente nessuno chiederà e dirà). “Si ricorda del nostro ultimo incontro?”. E Passera: “Come potrei dimenticarmi quella serata?”. Due innamorati. Share discreto (12.6%). Ritmo catacombale. Per ventitre minuti.    Che tempo che fa non cambia, al di là dell’esperimento al lunedì sera. Il conduttore è incalzante come il Pulcino Pio, l’ospite un amico da mettere a suo agio. In ogni modo. Anche glissando sugli aspetti scabrosi che eventualmente lo riguardano. Come quello di essere indagato per evasione fiscale. Imbarazzante, ancor più se si è Ministro per lo Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti. Dell’accusa non si è parlato: per educazione, beninteso.    Ieri l’Apocalisse, oggi il Bengodi. Passera: “Abbiamo rischiato di perdere indipendenza e libertà, sotto il controllo di entità esterne che avrebbero fatto macelle (testuale). Il paese, grazie al governo Monti, si è messo in sicurezza”.    Agende digitali e balbetti. Esigendo da se stesso l’impossibile, ovvero passione, Passera ha cercato di esaltarsi. Dissertando di agende digitali (wow). Solo che ha cominciato a balbettare , forse per osmosi, data la vicinanza con Fazio (che, ogni tanto, qualche domanda provava a farla). “Pensi alle ist.. inc… strutt… alle informazioni sanitarie”. “Un sistema per com…con…conc…compensare”. Ist. Inc. Umpf.    Gioca Jouer. Se Passera si sentiva (senza motivo) in difficoltà, soleva rifugiarsi nel “prenda e pensi”. “Prenda la Borsa, pensi alla recessione”. “Prenda la Fiat, pensi all’Alcoa”. Prendere, pensare. Nuotare, sciare, spray, macho: il Gioca Jouer dei Tecnici.    Buoni sentimenti. Aderendo con sobrio giubilo al clima da Frank Capra, Passera ha parlato di “certificazioni e trasparenza”. “Spero e penso che la legge elettorale si farà”. “La Fiat sta molto meglio di qualche anno fa e ha successo negli Stati Uniti, di questo dobbiamo essere contenti”. “Non può esistere alternativa tra salute e lavoro”. “Dobbiamo ricostruire il nostro paese, l’Italia se la può giocare alla grande”. E vissero felici e contenti: Passera, quantomeno.    Non siamo come loro. Passera: “Berlusconi su Euro e Germania? Dire due cose così sbagliate è raro da sentire” (ovazione). “(La brutta politica) va oltre la mia immaginazione”. E il governo Monti, invece? “Ha segnato la fine di un periodo non buono per il nostro paese e l’inizio di un nuovo paese, ehm, di una nuova fase. E adesso deve partire la Terza Repubblica”. Minaccia?    Il mio amico Sergio. Ecco lo sketch. Passera parlava di Squinzi e Marchionne chiamandoli per nome: “Giorgio, Sergio”. Fazio: “Chi è Sergio?”. Passera: “Marchionne”. Fazio: “Ah ecco, credevo fosse un mio amico di nome Sergio, mi stavo chiedendo come faceva a conoscere il Ministro”. Passera: “Ah ah, mi scusi”. Ah ah.    Ilvia Libera. Passera: “L’Ilvia deve trovare il modo di andare avanti”. L’Il-via, forse. L’Ilva, no.    É stato meraviglioso. Quando Fazio ha dato (garbati) segni di insofferenza, Passera se n’è accorto: “Vedo che ha fretta”. Fazio: “No no, abbiamo trascorso meravigliosi 20 minuti piacevolissimi”. E chi ha un superlativo, qui, lo aggiunga. Purchè trasudante gioia e candor.

di Andrea Scanzi, IFQ

É di nuovo in onda la trasmissione “Che tempo che fa” Domenica di fronte Fazio e Passera  ( LaPresse) 

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