Uno Stabile molto instabile

C’è un teatro italiano che ha un problema: funziona bene. Molto bene. Quindi va indebolito. È la sensazione, forse fallace, che si ha approfondendo la vicenda che riguarda lo Stabile di Catania. La Regione Sicilia, presieduta dal noto giglio Raffaele Lombardo, ha provveduto a un taglio degli stanziamenti del 34 per cento. Da 3 milioni e 690 mila euro del 2011 (800 mi-la in meno rispetto al 2010) a 2 milioni e 430 mila. I tagli per gli altri teatri siciliani si aggirano sul 15 percento. Perché questa discrepanza? Lo Stabile funziona bene, è il terzo teatro d’Italia, il più attivo in Sicilia. Nonché proscenio assai caro ad Andrea Camilleri. Il feeling tra il presidente Pietrangelo Buttafuoco e il direttore Giuseppe Dipasquale – allievo di Camilleri – è radicato. Nonostante le differenze ideologiche (il primo di destra, il secondo di sinistra). O forse proprio per quelle. È l’unico teatro del Sud con un laboratorio, organizza una Scuola gratuita di avviamento al teatro triennale. Duecentocinquanta persone coinvolte ogni anno, di cui 38 maestranze fisse (che ora rischiano) e 20 tecnici stagionali. Martedì prossimo la Commissione Bilancio si riunirà per uniformare la percentuale del taglio con quella degli altri teatri siciliani. C’è ottimismo e i toni si sono ammorbiditi.

SIA DA parte di Lombardo, che si dichiara vicinissimo alle sorti dello Stabile, sia dei consiglieri regionali che avrebbero sferrato l’attacco. Nicola D’Agostino del Mpa, che il 28 maggio scriveva a La Sicilia di voler “squarciare il velo di ipocrisia su uno Stabile che non è proprio lo specchio della salute”, e Fabio Mancuso del Pdl. In una lettera aperta a Lombardo e al sindaco di Catania, riferendosi a Mancuso, Buttafuoco scriveva: “La vicenda che sta colpendo il Teatro che mi onoro di presiedere è squallida e vergognosa (…) Un consigliere regionale, noto alle cronache per le continue offese a questo teatro, e per altro!, ho notato che usa al nostro riguardo la parola “ruberie”. Per la mia tutela personale ho già dato incarico al mio avvocato di procedere ad azione legale. Pertanto io non voglio fare sconti a nessuno. Riconosco soltanto la loro malafede”. Mancuso, ex sindaco di Adrano, ha appena rifiutato la proposta di assessorato da Lombardo. Nel dicembre scorso era agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta. Una teoria piuttosto in voga a Catania, che si è mobilitata per salvare il teatro, vuole Lombardo infastidito dalla indipendenza dello Stabile. Da qui il desiderio di sostituire Dipasquale con un regista di fiducia, Guglielmo Ferro. La fregola di Lombardo per la cultura è nota: una sorta di karma, per riscattarsi da tutte le ansie sociali. La sua musa è Maria Grazia Cucinotta, a cui riserva finanziamenti generosi da usare per pellicole che ammaliano il mercato cinese (sì, cinese).    In una intervista al Corriere della Sera del 2 giugno scorso, l’ex Iena Pierfrancesco Diliberto (Pif) raccontava di avere atteso due ore nell’anticamera di Lombardo, per parlargli del suo esordio registico, venendo però “dimenticato” con l’arrivo della Cucinotta. Lombardo ha poi scelto, come produttrice del Festival del Cinema di Taormina, Tiziana Rocca. Credenziali: moglie di Giulio Base, Pr dei vip e accompagnatrice della consorte di Lombardo quando si fa shopping. Nella vicenda si inserisce anche una nota riservata al ministero di Roma, contro lo Stabile. Scritta, forse, dal regista 74enne Pietro Carriglio. Vicino prima a Salvo Lima e poi a Gianni Letta, bersaglio facile di Carmelo Bene. Carriglio dirige lo Stabile di Palermo e vorrebbe che di Stabile ne esistesse solo uno: il suo.

A questa ricostruzione, certo fantasiosa, mancano due nomi. Il primo è quello della notissima attrice Ersilia Saverino. È gravitata nella soap Agrodolce (ahi), recitava nel-l’immortale Il macellaio con Alba Parietti ed è sposata con Massimo Buscema. Il presidente dell’Ordine dei Medici di Catania (la sanità è il primo bacino elettorale di Lombardo).    La Saverino è stata vicedirettrice allo Stabile, cavallo di Troia che doveva minare il duopolio Buttafuoco-Dipasquale.    La guerra a quest’ultimo è stata totale, accusandolo di fare più figli che regie e di gestione familistica (per aiutare la moglie).    LO STEP successivo sarebbero state le accuse di “ruberie”: interrogazioni parlamentari, indagini amministrative (che i diretti interessati avevano chiesto di loro volontà per fugare i dubbi), ispezioni (senza esiti rilevanti).    La Regione è socia dello Stabile, quindi poteva adottare una “guerra interna”, ma si è mossa diversamente. Il ruolo della Saverino, recentemente entrata – ovviamente per nomina di Lombardo – anche nel Cda di Cinesicilia, è legato a quello di Toti Lombardo. Figlio del presidente della Regione. Il “Trota siciliano”. Lombardo ha creato per il figlio una lista ad hoc, con nomi pesanti e ottime possibilità di elezioni alle imminenti regionali. Di Toti Lombardo, la Saverino è fida “tutrice”. Lo sostiene e lo affianca. Verso un futuro migliore.

di Andrea Scanzi, IFQ

One Comment to “Uno Stabile molto instabile”

  1. Si è concluso lunedì 14 a Torino il Salone Internazionale del Libro. Tra i tanti autori presenti, va segnalata la presenza di una nostra concittadina, Laura Ingallinella, che sabato 12 maggio ha ricevuto il premio “Lingue in Scena! Io scrivo per te” Festival studentesco europeo di teatro plurilingue, alla sua dodicesima edizione, ha prodotto nel tempo un’esperienza multiculturale altamente qualificata di pratica dell’arte teatrale da parte delle giovani generazioni. Il Gruppo di Progetto in collaborazione con il Salone del libro di Torino ha pertanto pensato di lanciare un concorso per la scrittura di un testo teatrale originale aperto a giovani autori di nazionalità italiana, francese e tedesca. Si intende così promuovere la scrittura drammaturgica, offrire un’occasione creativa e formativa a giovani appassionati alla scrittura scenica e promuovere attivamente la stesura di nuovi testi per il teatro contemporaneo. http://www.comune.torino.it/infogio/lingue/scrivo.htm .

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