Politica, affari ed esercizi spirituali: i tronisti del Meeting di Cl

Che la politica fosse una delle strade maestre del movimento di Cl lo predicava già Don Giussani. Che forse però non ne aveva previsto la deriva a 5 stelle di yacht, aragoste e consulenze a troppi zeri che l’affaire Formigoni sta scoperchiando. Il governatore lombardo sta partecipando agli annuali esercizi spirituali di Comunione e Liberazione a Rimini, forse per cercare di ricordarsi delle ricevute delle vacanze extralusso alle Antille: “C’è un attacco politico e mediatico senza fondamento, quando ti tirano vagonate di fango ti sale l’adrenalina”. Rimini è Rimini, la passione tra Cl e la politica è un tratto che accomuna deputati, senatori e ministri di destra e sinistra che agitano la foglia di fico degli universali valori cristiani. Del resto, ai funerali del fondatore, nel 2005, si presentò mezzo parlamento: Berlusconi, Bersani, Mastella, Casini, Pera, Letta jr. Palco d’onore di questi reciproci corteggiamenti, il Meeting di Rimini. Un posto dove Dio e Mammona si danno affettuosamente la mano, davanti a un passeggio misto di famiglie con prole numerosa al seguito e uomini d’affari con occhiali scuri e affamati portafogli. Basta dare uno sguardo alla sezione “il Meeting e la politica” sul sito ufficiale: quasi nessuno s’è sottratto all’evangelica passerella. A partire, naturalmente , dagli storici leader della Dc: Forlani, Fanfani, Rognoni, Goria, Gava e molti altri negli anni 80-90, Giulio Andreotti nel 2006. Negli anni della Seconda Repubblica, all’appello non manca nessuno. Certo non il generoso Berlusconi, i cui rapporti con Cl risalgono alla fine degli anni ‘70 quando il cavaliere rampante finanziò il settimanale d’area “Il sabato”.

   Il periodo coincide con la fase piduista di B, ma agli ecumenici ciellini la circostanza non dava fastidio. Al Meeting fu invitato quattro volte: nell’87, nel 2000 e nel 2006 da capo dell’opposizione e nel 2002 con le effigie di presidente del Consiglio. Nessuna meraviglia: don Giussani l’aveva benedetto e investito con un imprimatur importante: “L’uomo della provvidenza”. E infatti, all’alba del nuovo millennio, folle di ciellini accolgono entusiaste B, tanto che l’Ansa batte un lancio intitolato “Berlusconi conquista Cl”, al netto dei consueti insulti alla magistratura che animano il discorso. Ma i guai giudiziari non sono mai stati pregiudiziali per i ciellini: invitarono anche Totò Cuffaro nel 2006, presidente della Regione Sicilia (allora imputato per mafia).

   Con la Lega, che in questi giorni condivide con Cl le grane giudiziarie, i rapporti sono più tempestosi. Il primo Bossi, quello dell’era rivoluzionaria, disse nel 1996: “Dovremo stare molto attenti a come si muovono questi sporcaccioni”. Poi le cose si appianarono e nel 2009, a Rimini sfilano Calderoli, Tosi, Zaia e Cota. Cl appoggerà i candidati padani alle Regionali del marzo successivo. Cota e Zaia restituiranno il favore – come ricorda Ferruccio Pinotti in “La lobby di Dio” – con dichiarazioni pubbliche contro la pillola abortiva. E i compagni? I ciellini non hanno mai amato i comunisti, ma dopo le mille svolte democratiche ci hanno un po’ ripensato. Tant’è che Bersani è stato ospite assiduo della kermesse agostana: da governatore del-l’Emilia Romagna, da ministro dell’Industria e da capo dell’opposizione. Una volta fu invitato perfino alla conferenza stampa di presentazione a Roma, in qualità di testimonial: “Il Meeting è l’occasione per tornare a casa con qualcosa di nuovo a cui pensare”. Tipo gli affari delle coop rosse, sempre presenti al PalaFiera con imponenti stand, per nulla infastidite (anzi) dai vicini della Compagnia delle opere, con cui spartiscono gli affari del Nord. Nel 2003 Bersani e Letta si aggregarono a Lupi, Alfano e Volonté dell’Udc, formando l’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, l’abracadabra del “modello Formigoni”. E nel 2009, mentre incombevano le primarie per la segreteria del Pd, Bersani si fece un lungo giro di padiglioni ciellini, sorrisi e strette di mano per una giornata di campagna elettorale extra-territoriale. Lo accolse il compagno di intergruppo Lupi: “Ecco il mio candidato”. Ma siccome il Meeting è uno dei luoghi delle grandi decisioni, ci sono sempre andati più che volentieri anche i tecnici governativi. Mario Monti, come commissario europeo, soprattutto Corrado Passera, negli anni di Intesa era un habitué. Vedremo se quest’anno (il tema è il rapporto con l’infinito) si concederanno di nuovo.

di Silvia Truzzi, IFQ

Roberto Formigoni sul palco del Meeting di Rimini (FOTO ANSA)

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