La Scuola mangiasoldi della moglie di Umberto Bossi

Manuela Marrone, la moglie del capo, di Umberto Bossi, se l’è inventata nel 1998. A lei, alla first sciura della Lega, proprio non andava giù la riforma delle elementari. Troppe insegnanti per classe, diceva. Maestra unica. Quello che ci vuole è la maestra unica, predicava la signora Bossi, pure lei maestra, ma baby pensionata a 39 anni. E allora ecco la scuola Bosina, per “un’educazione nel segno della tradizione”, recita lo spot. Sede a Varese, naturalmente, la vera capitale della Padania. È cresciuto a tutta velocità l’istituto lumbard. Nasce come scuola dell’infanzia, il vecchio asilo. A seguire arrivano le elementari, poi più di recente le medie. E, infine, dal 2010 c’è posto perfino per un liceo linguistico, perché il dialetto è bello, ma l’inglese serve.

UN SUCCESSONE: gli iscritti sono più di 300, si è vantato a suo tempo Dario Specchiarelli, il presidente della cooperativa che gestisce la scuola. Solo che adesso si scopre che il fiore all’occhiello dell’educazione leghista è stato generosamente innaffiato con i soldi pubblici. Fossero solo quelli delle cosiddette “leggi mancia”, i fondi stanziati ogni anno dal Parlamento per accontentare le più disparate richieste di deputati e senatori. Di questo già si sapeva e molto se n’è scritto in passato.    Peggio, ancora peggio. Un fiume di denaro, quello dei finanziamenti pubblici ai partiti, è stato dirottato negli anni dalle casse della Lega a quelle dell’istituto fondato dalla signora Bossi. Ne parlano al telefono l’ex tesoriere lumbard Francesco Belsito e la segretaria amministrativa Nadia Dagrada. Nei loro incauti colloqui intercettati dagli investigatori i due dirigenti leghisti hanno alzato il velo sulla contabilità nera del partito. Ce n’è per tutti. Anche per la scuola Bosina. La coppia dà i numeri: un milione e mezzo di mutuo arrivano da Pontidafin, la finanziaria della Lega, che si sommano a un altro obolo da 300 mila euro.

Ancora non basta, perché secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i coniugi Bossi avevano chiesto a Belsito di mettere da parte un altro milione da destinare all’istituto varesino. Certo adesso servono le prove. Servono riscontri di fatto agli sfoghi telefonici dei due capataz leghisti che tirano in ballo la creatura di Manuela Marrone. Parole in libertà? Deliri di una coppia sull’orlo di una crisi di nervi? Può darsi. Di certo i conti della scuola Bosina, quelli ufficiali, quelli disponibili al pubblico, sembrano fatti apposta per alimentare sospetti.

Prendiamo il bilancio del 2010, l’ultimo depositato dalla cooperativa di cui risultano amministratori oltre al presidente Specchiarelli, anche la signora Bossi e Dario Galli, il presidente della Provincia di Varese di fedelissimo di Bobo Maroni nonché consigliere del gruppo pubblico Finmeccanica. Alla voce “ricavi delle vendite e prestazioni”, che poi sarebbero le rette pagate dagli studenti, c’è scritto “zero”. Proprio così, niente di niente. Eppure l’anno prima la stessa voce ammontava a oltre 400 mila euro. In compenso, spuntano oltre 500 mila euro iscritti a bilancio come non meglio precisati “ricavi altri”, circa 100 mila in meno di quelli registrati nel 2009. Come dire che, stando a queste cifre, nel 2010 la scuola Bosina sarebbe riuscita a incassare solo 500 mila euro contro il milione e passa dell’anno precedente. Solo che nel frattempo le spese sono addirittura aumentate: 1,3 milioni nel 2010 contro 1,1 milioni nel 2009. E tra i costi vanno segnalati quelli per imprecisati “servizi”, che nel 2010 sono addirittura esplosi (c’è scritto in bilancio) a 748 mila euro dai 300 mila del 2009.

SE I NUMERI sono questi, la Bosina se la passa veramente male. E infatti l’istituto tanto caro all’ex maestra Manuela Marrone ha chiuso il 2010 con una perdita di otre 800 mila euro, quasi il doppio delle entrate. Per tenere in piedi la baracca serve denaro fresco. Ed ecco che, sempre nel 2010, compare un debito di quasi 1,5 milioni. Nel documento non si spiega da dove siano arrivati questi soldi.    È stata Pontidafin, la finanziaria della Lega, a correre in soccorso della scuola? Mistero. Il bilancio della coop leghista non è davvero un monumento alla trasparenza. Una dozzina di paginette in tutto, senza lo straccio di una nota che spieghi le singole voci. L’unico fatto certo è che la scuola Bosina si è mangiata un sacco di soldi. Soldi anche nostri, dicono gli atti d’indagine. Soldi gestiti dalla signora Marrone in Bossi. Quella che voleva “l’educazione nel segno della tradizione”.

di Vittorio Malagutti, IFQ

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: