Da Saccà a Ben Ammar fiction per i soliti amici

Chi supera fisicamente i cancelli neri di viale Mazzini entra letteralmente nell’enclave Rai: non si sentono nemmeno gli avvisi di sfratto che il governo di Mario Monti spedisce, e rispedisce ancora, attraverso colloqui formali e casuali. Dietro quei paramenti di ferro, che circondano l’ultima alleanza Bossi-Berlusconi, i nuovi affari si fanno con le vecchie regole. L’ultimo contrattone milionario sarà distribuito nel Consiglio di amministrazione per l’approvazione: 180 milioni di euro per il piano Fiction 2012, l’appalto che tiene insieme destra e sinistra. L’intramontabile Fabrizio Del Noce (Rai Fiction) e il dg Lorenza Lei vantano un merito enorme: i milioncini dispensate qua e là, che sfondano una cifra pazzesca di produzioni esterne in tempi di tagli e cuci, accontentato amici di amici. E segnano il debutto ufficiale di Agostino Saccà, ex massimo dirigente di viale Mazzini e frequente interlocutore di Silvio Berlusconi, in veste di imprenditore cinematografico: la sua Pepito, interamente a conduzione familiare, avrà 1,9 milioni di euro per Stirpe di Vipere e 4 milioni per Eleonora D’Arborea. Il poliedrico Luca Barbareschi disse che la politica è un piatto vuoto per mangiare tanto, e dunque – dimenticata l’emigrazione da Berlusconi a Fini per poi tornare dal Cavaliere – può festeggiare i successi (almeno economici, aspettando gli ascolti) di Casanova: 10 milioni di euro per la seconda serie di Nero Wolf, in attesa di vedere completamente la prima e l’evoluzione di un investigatore in bianco e nero e soprattutto letterario; 3,6 milioni di euro per il racconto di Adriano Olivetti in due sbrigative serate. Perché in viale Mazzini, dove il futuro s’incarta nel presente, subiscono il fascino di un passato che si può ancora descrivere o manipolare: anni 70 più tremendamente rossi o neri? Maurizio Gasparri sarà felice di sapere che la Trilogia anni 70 sarà un’opera di Albatross (9,8 milioni di euro), la società del suo caro amico Lorenzo Jacchia e di Maurizio Momi. Via libera per le repliche di Paura di amare, 7,8 milioni di euro per la Titania di Ida Di Benedetto, l’ex attrice napoletana e compagna di Giuliano Urbani. Anche il fondatore di Forza Italia fu beccato al telefono con Saccà, all’epoca direttore di Rai Fiction: “Ti lanciavo un Sos per Ida, lei è in una situazione delicatissima per via della Sicilia, però ha tre spade di Damocle sulla testa, l’importante è che non diventino negative. Come sai, lei non ha mai avuto il contratto. Il regista è in Senegal”. Le chiamate non finiscono mai. Anche Guido De Angelis, proprietario di Dap Italy, parlava e viaggiava col Cavaliere preoccupato per le sue attrici-amiche a spasso: consumati imbarazzi e curiosità, dovrà girare Una buona stagione per 8 milioni di euro. Tutte le strade portano a Mediaset: non è mica un’ossessione, purtroppo è colpa di uno stradario di viale Mazzini mai aggiornato. Scrivi di Carlo Macchitella e ti ricordi che lasciò Rai Cinema per un fugace coinvolgimento nell’inchiesta sui fondi neri Media-set . Macchitella non lavora per la Rai, però l’azienda ha preacquistato per un milione di euro Il ritorno, una pellicola di Beta Film, una società tedesca. Che c’entra Macchitella? Ferdinand Dohna, presidente di Beta Film, è socio di Macchitella in Dog’s Film. Alberto Tarallo, uomo Mediaset, non poteva partecipare a una commessa Rai col marchio del Biscione, e quindi l’appalto di 4 milioni di euro per le Memorie di Adriano (protagonista Gabriel Garko) sarà gestito da Notorious, la società di Teodosio Losito, il suo sceneggiatore di fiducia, in particolare per le serie di Canale5. I 2 miliardi di debiti di Endemol sono un peso per Mediaset (che controlla una quota del 30% che ora vale meno), ma Endemol in Rai va benissimo: 10 milioni euro, pronti, per Provaci ancora prof.    Ma il colosso per cartoni animati o biografie impegnate resta la Lux Vide che Ettore Bernabei fondò vent’anni fa e che la figlia Matilde fra crescere a dismisura con l’aiuto di un socio influente, Tarak Ben Ammar (che detiene il 18,53%), l’imprenditore francotunisino da sempre legato a Berlusconi. La Lux è una macchina perfetta: 8,8 milioni di euro per Che dio ci aiuti; 10 milioni per Un passo dal cielo; 4,5 milioni per Anna Karenina; 4,5 milioni per Aladino. I leghisti infilano nei progetti 3,8 milioni di euro per Casa e Bottega di Alto Verbano, la società di Re-nato Pozzetto e famiglia. E l’Udc tira verso la quinta edizione di Un caso di coscienza (7,5 milioni) di Red Film.

di Carlo Tecce, IFQ

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