Forza Nuova e Altan al rogo

Forza Nuova invoca roghi per Altan. Attraverso il profilo Twitter di FN Milano, è giunta la scomunica virilmente fascistissima: “Il piccolo uovo di Altan, odiosa cultura omosessuale insegnata ai bambini, roghi in piazza”. Sembra uno scherzo, o l’ennesimo delirio politico, ma la questione arriverà il 9 febbraio in consiglio comunale. Da mesi il centrodestra presenta mozioni di censura, rivelandosi stranamente coincidente con le posizioni di Forza Nuova, da sempre paladina di tolleranza e libertà. Il piccolo uovo di Francesco Tullio Altan, talento tra i più puri d’Italia, racconta la storia di un pinguino che trova la famiglia ideale in una coppia di suoi simili omosessuali.

PIERFRANCESCO Majorino, assessore Pd alle Politiche sociali e noto eversivo, aveva criminosamente proposto a settembre di adottare il libro negli asili e nelle scuole, per spiegare ai bambini le diverse tipologie di famiglie esistenti. Derubricare la querelle a prova tangibile di una preoccupante (nonché ennesima) deriva destrorsa italica, sarebbe riduttivo. Peggio ancora: banale. Per almeno due motivi. Il primo è che il riferimento al rogo è assai significativo. Ne esistono di letterari (Ray Bradbury) e di nazisti. Quello odierno, più che Goebbels, ricorda per portata caricaturale l’illuminato e rubizzo Calderoli, quando si impose di incenerire tutto ciò che reputava inutile. Dimenticandosi di ardere – metaforicamente s’intende – l’unica cosa davvero pleonastica di quel fuoco fatuo: se stesso. Il secondo motivo è che il problema esiste. E non va sottovalutato.

Quella di Altan è una deliberata e reiterata propaganda bolscevica. Leninista. Trotzkista. I suoi pinguini gay non sono che i cattivi maestri contemporanei: li si bruci, ordunque. Non solo: forti della meritoria condanna di Forza Nuova, occorre vietare anche la Pimpa, il cui manto a pois (rossi, guarda caso) è pur’esso un chiaro rimando sovversivo. Urge poi mandare al rogo Minnie (nota fiancheggiatrice di Stalin), Pingu (palesemente effeminato), Nonna Papera (verosimilmente lesbica) e soprattutto Cipputi, l’operaio paradigmatico altaniano, i cui continui accenni all’ombrello conficcato nelle natiche vanno trattati per quel che sono: biechi incentivi alla più torbida perversione. È tempo di porre fine a cotanto scempio morale. Confidiamo che il sindaco Pisapia si farà carico di una tale battaglia, opponendo la serietà che gli è consona a questa inaccettabile Sodoma&Gomorra in salsa cartoon, di cui Altan è imperdonabile – e si direbbe compiaciuto –- artefice.

di Andrea Scanzi, IFQ

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