Casapound oltraggia persino i morti

L’odio verso un magistrato ha scavalcato l’ultima barriera: quella della morte, del rispetto per chi ha appena chiuso gli occhi. A superarla, il leader dell’associazione neofascista CasaPound Italia, Gianluca Iannone, che su Facebook ha esultato per la morte di Pietro Saviotti, capo del pool anti-terrorismo di Roma, ucciso mercoledì scorso da un infarto. “Questo 2012 si prospetta come un anno interessante… Evviva”: parole postate da Iannone con lo pseudonimo di Gianluca da Tortuga, accanto a un lancio di agenzia che dava conto della scomparsa del 56enne Saviotti. Una frase su cui ora indagherà la Procura della capitale, per il reato di istigazione a delinquere.    A MARGINE, un diluvio di proteste e condanne, con in testa quella il ministro della Giustizia Severino: “Parole raccapriccianti”. Ha preso le distanze anche il sindaco, l’ex missino Alemanno (“Una cosa scellerata, non ci posso credere”), a cui l’opposizione rimprovera “rapporti con quei loschi figuri”. Tutto (o quasi) il mondo politico punta il dito e chiede sanzioni contro CasaPound, per cui Saviotti era dichiaratamente un nemico.    La sua colpa? Aver richiesto due mesi fa l’arresto di Alberto Palladino, soprannominato Zippo. Uno degli esponenti di spicco di Blocco Studentesco, costola universitaria dell’associazione: attivo soprattutto nel IV Municipio romano, che racchiude i quartieri Montesacro e Trieste. Saviotti lo accusava del pestaggio di cinque militanti del Pd, aggrediti mentre affiggevano manifesti in via Prati Fiscali. Uno dei Democratici, Paolo Marchionne, aveva denunciato Palladino come uno degli aggressori. E così nel novembre scorso il dirigente del Blocco era stato arrestato per lesioni aggravate, violenza privata e porto d’arma impropria. Poco prima di Natale, il gip gli ha concesso i domiciliari. Ma CasaPound non ha dimenticato le manette.

COME NON HA scordato quell’aprile del 2010, in cui Saviotti firmò altre richieste d’arresto, a carico di altri quattro membri di Blocco Studentesco, per scontri all’università di Tor Vergata e nei pressi della Terza università. Così ieri Iannone si è sfogato, alla sua maniera. Raccogliendo il plauso di decine tra amici e simpatizzanti: 32, ieri pomeriggio. “Io aspetto la dipartita di qualcun altro” scriveva uno dei sodali. Sulla stessa linea un altro commento: “Bocca, Saviotti… Avanti il prossimo, la lista è lunga e c’è l’imbarazzo della scelta”. Morte celebrata e invocata, insomma, come vogliono i più macabri codici fascisti. Sta di fatto che ieri Casa-Pound è rimasta spiazzata dal montare del caso. Nel pomeriggio, il vicepresidente Andrea Antonini ha risposto con ostinata sincerità: “È ipocrita aspettarsi contrizione da parte nostra, dato che questo pm ha avuto a che fare almeno due volte con noi: prima negli scontri studenteschi di Piazza Navona con 12 indagati a torto (era il 2008, ndr), e poi nel caso di Palladino”. Poi, in serata, è arrivata la nota di Iannone: “L’Italia ormai è peggio della Corea del Nord: tutti devono piangere, chi non lo fa va nei campi di recupero. E persino una battuta infelice, scritta in uno spazio privato, può essere scambiata per istigazione a delinquere”. Parzialissima correzione di rotta, insomma.

IANNONE grida “al paradosso, al linciaggio bipartisan”, e alla violazione “del profilo personale”. E conclude, pugnace: “A tutti i rancorosi comunque dico: stiano tranquilli, quando morirò io potranno vendicarsi”. Ora il leader di CasaPound dovrà dare spiegazioni al pm Eugenio Belmonte, che indagherà su quella “battuta infelice” assieme alla polizia postale. Ad aprire l’inchiesta è stato il procuratore vicario, Giancarlo Capaldo, nel giorno in cui la procura si è affollata di colleghi e politici, per la commemorazione di Saviotti. Sulle agenzie, un oceano di condanne . Durissimo il presidente della Provincia di Roma, Zingaretti: “Parole vomitevoli e indegne per la razza umana”. L’Associazione nazionale magistrati parla di “farneticazioni indegne e criminali, nei confronti delle quali occorre reagire con rigore”. Indiretta la risposta del Quirinale, che sul suo sito ha pubblicato il messaggio di cordoglio alla vedova di Saviotti, inviatole dal segretario generale Donato Marra per conto di Napolitano.

di Luca De Carolis, IFQ

Il leader di CasaPound, Gianluca Iannone (FOTO LAPRESSE) 

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