Storie dall’Italia che odia l’uomo nero

Un paio di settimane fa sul Fatto raccontavamo una storia di Bologna, dove i ragazzi del liceo Copernico erano riusciti a evitare che attorno alla loro scuola si costruisse una cancellata per tener fuori i clochard che di notte si rifugiano lì. “Droga, senza tetto, gang urbane: un cancello non potrà niente contro queste realtà, realtà di cui dobbiamo prendere atto. È facile rinchiudersi in sè stessi relegando all’esterno il male che non si vuole riconoscere e affrontare”: così gli studenti, in una bellissima lettera, avevano convinto la Giunta provinciale. Due giorni fa, sempre a Bologna, cinque ragazzi hanno pensato bene di non far durare troppo a lungo la buona notizia. Con grande coraggio e umanità, una notte si sono avvicinati a un clochard di 74 anni che dormiva, l’hanno preso a calci e pugni e gli hanno portato via tutto quello che possedeva: duecento euro. Se la viltà ha una faccia, assomiglia tanto a quella di questi ragazzi. O al gruppetto di Verona che venerdì ha picchiato e insultato un tredicenne cingalese. “Che cazzo guardi negro di merda?”: questa la gentile domanda rivolta al piccolo immigrato da un ragazzo sull’autobus. Ma non finisce qui. Il giorno dopo il 13enne ha la sfrontatezza di farsi vedere ancora in giro e incontra di nuovo il ragazzi del bus. Uno di loro – racconta il quotidiano l’Arena – ha una bottiglia di birra in mano e la versa sulla faccia del ragazzino, che viene buttato a terra. “Poi i quattro delinquenti cercano di farlo rotolare sotto un’auto in transito, ma per fortuna non ci riescono”. Lo picchiano, forse con una spranga: cinque segnalati, tre denunciati (uno solo è maggiorenne) per lesioni con l’aggravante dell’odio razziale. La stessa del rogo al campo rom di Torino, per cui sono finite in cella due persone. Risultato: il 13enne è terrorizzato e non vuole uscire di casa. Come ugualmente impauriti sono molti neri che vivono nel nostro paese, dopo la strage di Firenze. On line il sito razzismoitalia.blogspot.com   tiene una rassegna stampa piuttosto interessante, un elenco delle quotidiane vergogne d’Italia. Alcune storie sono molto note, come l’aggressione alla cestista di colore Abiola Wabara, destinataria di insulti e sputi durante un incontro di Serie A. Altre sono meno conosciute, ma raccontano un clima.

DENUNCIANO gli studenti universitari dell’Emilia Romagna che la Regione avrebbe escluso gli immigrati dalle borse di studio: “Nell’anno accademico 2011/2012 sono risultati idonei 17.505 studenti – si legge in un comunicato diffuso da Sinistra Universitaria – ma l’azienda regionale per il diritto allo studio riesce a erogare solo 16.822 borse. Gli esclusi? Tutti gli studenti extra-comunitari immatricolati. Solo 40 ragazzi stranieri, cioè il numero minimo garantito dal bando, hanno avuto accesso alla sovvenzione”. A Segrate, un imprenditore di 38 anni è stato condannato a due anni e mezzo di carcere: costringeva uno dei suoi operai, un cingalese di 47 anni, a tenere sul carrello di lavoro la seguente scritta “Negro non capace di lavorare ma capace di prendere soldi”. A lui si rivolgeva consuetamente con l’epiteto “sporco negro”. C’è un video che mostra un episodio accaduto a bordo di un treno delle Ferrovie Appulo Lucane: il controllore aggredisce un tranquillo gruppo di immigrati spiegando loro: “Speriamo che venga Hitler, vi tagli la testa e vi spedisca al forno crematorio”. A Pordenone, sempre quest’anno, un cartello avvertiva senza mezzi termini: “Si affitta solo a italiani”. La propietaria si è giustificata così: “Abbiamo avuto una brutta esperienza con quella casa. Una coppia di stranieri ci ha vissuto lo scorso anno. Lei una brava ragazza, ma lui l’ha lasciata e lei si è trovata in difficoltà. Non ce la faceva a starci dietro. Così abbiamo detto basta. Tanto più che nel palazzo vivono dei professionisti. Vogliamo che qui abitino brave persone”.

MONTESACRO, Roma: un manifesto affisso fuori da un bar spiega che è “vietato l’ingresso agli animali e agli immigrati”. Ci sarà stata una rissa? Massì, per ogni discriminazione si trova sempre una giustificazione. In Italia, secondo i dati Istat, gli stranieri residenti sono oltre 4 milioni e mezzo: chi tra loro è occupato in media guadagna trecento euro in meno di un lavoratore italiano (dati della Cgia di Mestre). E dove dovrebbero abitare? Sotto i ponti no, è troppo pericoloso. Si rischia che qualche Borghezio – europarlamentare della Lega Nord – passi e dia fuoco ai materassi (il per nulla onorevole nel 2002 è stato condannato a cinque mesi di carcere con la sospensione condiziona-le insieme ad altri sette militanti del Carroccio). Appunto, la Lega: il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha pubblicamente condannato l’aggressione al ragazzino cingalese. Ma si può dimenticare la petizione “Firma per mandare via gli zingari dalla nostra città” per cui Tosi è stato condannato in via definitiva, insieme ad altri leghisti veronesi? Oppure – se c’è un peggio in questo peggio – che quando era consigliere comunale d’opposizione, propose un ingresso differenziato sugli autobus per gli immigrati? Forse no, se non altro per far sentire diverso chi se la prende con qualunque diverso, nero o rom che sia.

di Silvia Truzzi, IFQ

(FOTO EMBLEMA)

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