Rogo della Umbria Olii: è stato omicidio colposo

Sette anni e sei mesi di reclusione per Giorgio Del Papa l’imprenditore, allora amministratore unico della Umbria Olii spa di Campello sul Clitunno, dove il 25 novembre 2006 morirono quattro operai di una ditta esterna che stava eseguendo lavori di manutenzione ai silos. Ieri Del Papa è stato condannato per omicidio colposo plurimo, omissione dolosa delle cautele sul lavoro e incendio, ad un risarcimento che, tra le varie voci, prevede un milione di euro per i familiari delle vittime, un milione per il ministero dell’Ambiente, 144 mila euro per la Regione Umbria, oltre 2o mila euro al Comune di Campello sul Clitunno (come risarcimento spese legali) e 289 mila euro per l’Inail. Al momento della lettura della sentenza l’imprenditore, che si è sempre proclamato innocente, non era in aula; la Procura di Spoleto aveva chiesto la condanna a 12 anni, la difesa l’assoluzione. Nel rogo divampato nel silos morirono Giuseppe Coletti, Tullio Mottini, Vladimir Todhe e Maurizio Manili titolare della ditta che stava facendo i lavori. Klaudio Demiri, unico superstite dell’ esplosione del silos 95 che si sviluppò come un effetto domino anche su altri serbatoi. Il giudice ha rimandato in sede civile i risarcimenti per i parenti degli operai morti e per le altre parti civili. Ma tra quello che accadde il 25 novembre 2006 e la sentenza di ieri c’è di mezzo un altro passaggio quasi unico nel suo genere: nel 2008 Del Papa chiede il risarcimento dei danni alle famiglie delle vittime. Il suo legale, Giuseppe La Spina, mette nero su bianco che “tutti i danni subiti da Umbria Olii spa a seguito dell’evento per cui è fatto e colpa in via esclusiva dell’impresa Manili Maurizio e dei suoi dipendenti e condannare per l’effetto, i convenuti tutti al pagamento a titolo di risarcimento danni in favore di Umbria Olii spa”. Del Papa ha chiesto 30 milioni di euro ai figli e alle mogli delle vittime. Secondo la ricostruzione dei pm invece, l’impianto sarebbe stato precedentemente trattato con olio di sansa grezza con la presenza di solventi. “E quindi – si legge nel capo d’imputazione – fonti di potenziali atmosfere esplosive. Tutto senza avere provveduto a valutare i rischi per la salute e la sicurezza e senza avere adottato le misure tecniche e organizzative adeguate alla natura di tale attività, al fine di prevenire la formazione di atmosfere esplosive o comunque di evitarne l’accensione”. Proprio questi gas hanno innescato l’esplosione durante i lavori di saldatura di una passerella tra due silos. Paolo Pacifici, sindaco di Campello sul Clitunno, parla di “una sentenza che conferma l’impianto accusatorio e che è coerente con gli appelli e le dichiarazioni del Capo dello Stato, sulla considerazione che le morti sul lavoro non sono mai tragiche fatalità, ma che hanno invece sempre delle responsabilità che lo Stato e la legge devono individuare per rendere giustizia alla memoria dei lavoratori morti e dei loro familiari.”

OGGI LA UMBRIA Olii spa di fatto non esiste più. Da subito è stata smembrata in altri rami aziendali e quindi anche sulla cancellata ora compaiono altre denominazioni sociali. Solo grazie ai sequestri cautelari di alcune quote della società – fatti all’indomani dell’incidente – le parti in causa potranno contare sul risarcimento che in ogni caso avverrà solo al termine del processo civile che parte dalla sentenza di primo grado del processo penale di ieri.

di Elisabetta Reguitti, IFQ

L’immagine del silos (FOTO MILESTONEMEDIA)

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