Ogni anno 120 miliardi in fumo per la corruzione

La corruzione si conferma un grave problema nei paesi dell’Unione europea e quasi la metà degli europei ritiene che i livelli di corruzione siano aumentati negli ultimi tre anni, scrive Cecilia Malmström, commissario Ue responsabile per gli Affari interni.

In occasione della Giornata internazionale contro la corruzione indetta dalle Nazioni Unite, delude il fatto che, nonostante le numerose iniziative politiche finora avviate, la lotta contro la corruzione nell’Unione europea continui a registrare risultati insoddisfacenti.    La corruzione è un male che distrugge un paese dall’interno. Logora il tessuto culturale, politico ed economico della società, minando la fiducia nelle istituzioni democratiche, indebolendo la responsabilità dei leader politici e alimentando spesso organizzazioni criminali. Secondo alcune stime, il costo economico della corruzione nella Ue ammonta a circa 120 miliardi di euro l’anno, pari all’incirca all’1% del suo Pil e a molto più di quanto l’Unione spenda, complessivamente, nella lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo e nelle politiche in materia di asilo, immigrazione e gestione delle frontiere.    Da un recente sondaggio emerge che tre quarti degli europei considerano la corruzione uno dei principali problemi dei rispettivi paesi ed è opinione generale in Europa che la corruzione esista a tutti i livelli di governo.

Tuttavia, l’aspetto che più colpisce di queste nuove statistiche è forse il senso generale di ineluttabilità e di rassegnazione di fronte a tale fenomeno, che la maggioranza degli europei ritiene inevitabile e parte integrante della cultura imprenditoriale del proprio paese. Nonostante questa visione generalmente negativa, è positivo che solo una sparuta minoranza ammetta di essere stata personalmente vittima di corruzione. Si tratta di un segnale incoraggiante, che non cambia però il fatto che in 24 dei 27 Stati membri della Ue una netta maggioranza di cittadini ritenga che gli sforzi del proprio governo per combattere la corruzione siano vani.

QUANTE VOLTE abbiamo ripetuto che era tempo d’agire? Gli europei si aspettano che i governi nazionali, così come il sistema giudiziario e le forze di polizia, prendano provvedimenti decisivi. È incoraggiante che la lotta contro la corruzione figuri tra le priorità programmatiche di numerosi politici e istituzioni pubbliche. Tuttavia, anche con le migliori intenzioni, non è facile far corrispondere alle parole i fatti. Una diffusa sfiducia dei cittadini nei politici contribuisce ad aggravare il problema. Dai risultati del sondaggio risulta effettivamente che se dovessero rivolgersi a qualcuno per risolvere un caso di corruzione, molto probabilmente gli europei non si affiderebbero ai politici.    Tutto ciò significa forse che l’Unione europea non ha un ruolo da svolgere? Ebbene, queste tendenze mostrano invece che nuove politiche anti-corruzione della Ue possono rispondere alle preoccupazioni e alle aspettative dei cittadini. Inoltre, la crisi finanziaria e del debito accresce la necessità di una maggior integrità e di una maggiore trasparenza della spesa pubblica.

Ciò non significa che non esista già la normativa necessaria. In larga misura, essa esiste, ma viene imposta attraverso strumenti internazionali o europei, oppure adottata tramite iniziative nazionali. Ad esempio, a giugno la Commissione europea ha adottato un pacchetto anti-corruzione e ha istituito un meccanismo specifico di controllo e valutazione a livello di Ue. Dal 2013 verrà pubblicata ogni due anni una relazione sulla lotta anti-corruzione della Ue, per evidenziare le buone pratiche e gli sviluppi negativi degli Stati membri, nonché le tendenze e i punti deboli della Ue. Presto proporremo ulteriori atti legislativi, segnatamente per quanto riguarda la confisca dei proventi di attività illecite e la riforma delle norme sugli appalti pubblici.    La corruzione resta però una questione complessa e le normative, da sole, non possono offrire risultati. Occorre una più stretta cooperazione giudiziaria e di polizia, statistiche perfezionate sulla criminalità e una più efficace politica anti-frode a livello europeo. Anche nell’ambito del processo di allargamento e della cooperazione con i paesi terzi in materia di aiuti e sviluppo bisogna rivolgere maggiore attenzione alla lotta contro la corruzione. Ma più di tutto occorre una leadership politica per tradurre in pratica tutti gli impegni.

di Cecilia Malmström, IFQ

Cecilia Malmström (FOTO ANSA) 

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