“Frequenze gratis, patto tra Monti e B.?”

Antonio Di Pietro ormai ha deciso: è ora di pensare a una contromanovra. Sul suo blog ieri il leader Idv ha messo giù numeri e ipotesi, a partire dalla tormentosa vicenda delle nuove frequenze televisive regalate agli operatori già in campo: “Fare cassa a spese dei poveracci sì, ma un’asta per far pagare i diritti televisivi, che per Mediaset sono gratuiti, no. E sì che qualche soldino sarebbe entrato! In Germania l’asta ha portato allo Stato 4,4 miliardi di euro, negli Usa 20 miliardi di dollari. Non è per pensare male, ma non vorrei che questa distrazione non fosse casuale e rispondesse invece a un patto con Berlusconi: io vi faccio fare il governo e voi mi continuate a regalare le frequenze. Tanto poi ci sono sempre i pensionati da spremere”. Al telefono Di Pietro conferma tutto: “Ma è chiaro che su questo punto c’è stata una trattativa. Tu, caro Monti, non tocchi la questione delle televisioni. E io ti darò l’appoggio in aula. Solo che così va a finire come al solito: i privilegi ai potenti, e la povera gente a pagare. Non va bene, per questo abbiamo presentato mozioni, interrogazioni, interpellanze, tutto quel che serve in questi 60 giorni per migliorare la manovra. Si può, si deve”. Ma se Monti dovesse toccare le frequenze che scottano, come potrebbe poi trovare la maggioranza in aula? “Eh ho capito io – continua di Pietro -, ma mica potremo fare quel che piace a Berlusconi anche dopo che Berlusconi se n’è andato. O no? Se Monti non ha una sua linea utile al Paese andiamo subito a elezioni, come l’Idv sostiene da sempre. Speriamo che pure il Pd si convinca. Dalle pensioni a ‘sto beauty con-test dovranno vedere pure loro che i conti non tornano”.    Un bel sasso lanciato nello stagno delle polemiche, che il senatore Idv Pacho Pardi raccoglie volentieri e mette sul tavolo con un’interrogazione al ministro Passera: “Vorrei tanto sapere perché la questione del beauty contest non sia stata esaminata per inserirla in manovra – spiega Pardi -. Già quell’annuncio fatto in conferenza stampa, “non ne abbiamo discusso”, mi suona come un’ammissione chiarissima: non vogliamo parlarne. Sennò, per gente che deve andare a caccia di miliardi, era proprio quello il primo passo. Il più banale: basterebbe che Passera facesse una telefonata al presidente della commissione messa lì a decidere sulla gara dicendo “scusate, cambio di programma, le frequenze ce le vendiamo anziché regalarle”. Tutto qua, e miliardi di euro in bilancio da subito: perché rinunciarci se non per aver preso un impegno preciso sul punto?”.

IN EFFETTI i – parecchi – miliardi in arrivo da un’asta delle frequenze farebbero comodo. “Ma vogliamo parlare delle spese per gli armamenti? Da qui al 2026 abbiamo messo in pista 50 miliardi di euro per un settore che non ha alcun senso – spiega Massimo Donadi -. Altro che Iva e pensioni, questi sì sono soldi da ridare alla gente, alla scuola, alle famiglie. Cominciando dai 131 cacciabombardieri F35 che abbiamo ordinato, totalmente inutili visto che per fortuna non abbiamo intenzione di dichiarare guerra a nessuno. Solo quelli costano 19 miliardi. E poi ci sono i 100 caccia Eurofighter Typhoon, per qualcosa come 10 miliardi di euro”. Dettagliato il rapporto del senatore Idv Augusto di Stanislao, che ha preparato una mozione da inserire in manovra: “Vogliamo la cancellazione dei finanziamenti previsti per il 2012 per la produzione di 4 sommergibili, dei cacciabombardieri F35 e delle due fregate Orizzonte. Oltre al blocco della mini naja ‘ViVi le forze armate’ con un risparmio immediato di circa 8,5 milioni di euro”. Certo molti contratti sono già attivi e non sarebbe semplice sganciarsi. Soprattutto perché l’attuale ministro in carica, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, ebbe un ruolo centrale nel firmare l’accordo tra Italia e Usa per la produzione degli F35. Troppo tardi ormai? “No. Tutto si può fare. Basta rinegoziare, decidere, dare un’impronta più forte a questa manovra che finisce addosso ai cittadini e lascia intatti i grandi interessi – insiste Donadi -. Infatti tra qualche giorno presenteremo un progetto organico di lotta all’evasione fiscale, punto su cui Monti si è dimostrato poco aggressivo. Insomma bisogna fare di più e molto meglio su diversi fronti. Se questa manovra resterà così com’è, noi non la voteremo di sicuro”.

di Chiara Paolin, IFQ

Antonio Di Pietro (ELABORAZIONE FABIO CORSI) 

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