Pontecagnano un aeroporto per pochi intimi

L’aeroporto di Salerno (o Pontecagnano) è il più comodo d’Italia. Anche se via Olmo è Comune di Bellizzi, anche se il cartello indica destra (sbagliato!) anziché sinistra (corretto!), anche se costeggi una discarica abusiva, anche se l’asfalto è un maglione bucato. L’aeroporto di Salerno è adorabile: parcheggi senza monetine e senza maledire. È accogliente: panchine bianche e larghe, cestini per i rifiuti, carta, cartone, plastica, vetro e misto. È moderno: c’è la scritta enorme Costa d’Amalfi. Peccato che sia completamente deserto.    Cinque minuti a mezzogiorno, t’aspetti traffico, valigie, confusione. E invece avverti soltanto un rumore sordo, due colpettini a bassissima quota: due pacchi di patatine, non unte non fritte, che il custode compra per sé. E mentre sgranocchia, spiega: “Fra 5 ore c’è un volo per Milano oppure domani mattina”. E poi basta, niente. Capodichino (Napoli) è lontano un’ora di autostrada. Vuoi mettere, però, l’ebbrezza di sorvolare la statale Litoranea piena di puttane notte e giorno? “Pure i principi William e Kate volevano atterrare qui!”, racconta fiero Carmine Maiese, persona cortese, presidente del consiglio di amministrazione. E lei? “Ho chiesto: che mezzo avete?”. E quindi? “Nulla. Troppo grande per noi. Rischiavano di schiantarsi con la nostra pista di un chilometro e mezzo”. Che la Regione giura di raddoppiare con 50 milioni di euro.

LA PISTA, benedetta: una striscetta ridicola per il trasporto civile, perfetta per i privati e i paracadutisti. In provincia di Salerno, un paio di curve da Pontecagnano, vola addirittura Alitalia. E come fa? “C’è un accordo”, risponde sconsolato Maiese. Una convenzione strampalata sia per l’aeroporto di Salerno che per la compagnia di bandiera. Il Consorzio Salerno-Pontecagnano, cioè 18 soci fra Provincia, Comune e Camera di Commercio, stacca un assegno di 3,5 milioni di euro l’anno, Alitalia incassa il contributo pubblico e garantisce un servizio 5 giorni a settimana con un vettore di 30 posti: andata a Milano all’alba e ritorno, ancora a Milano e rientro in serata. L’esterofilia è durata sei mesi con una rotta settimanale per Barcellona e Bucarest. Un gioco a perdere: “Nessuno ci guadagna. Perché la tratta costa 5 mila euro – riflette Maiese – e l’aereo conta 15 o 20 persone al massimo”. Come il custode che scopre le patatine nel distributore automatico, facilissimo : trovare un biglietto a 100 euro è un affare se il pezzo medio oscilla fra 200 e 250.    Forse l’Aeroporto di Salerno vanta un primato mondiale: ogni giorno ci sono più dipendenti che passeggeri. Il presidente, preciso: “Eh, spese abbondanti: 50 assunti, 3 squadre di vigili del fuoco, 3 gruppi di sorveglianza. Cento, più o meno”. Semplice intuire che sia un’azienda disastrata, e giovane anche: gran debutto Salerno-Milano il 12 maggio di 3 anni fa.

NON ARRIVA il fallimento perché la cattiva politica è una tassa puntuale per i cittadini: bilancio 2010, passivo di 2,4 milioni di euro; nel 2011, peggio, 3,2 milioni. E così sempre, al ritmo di 2 milioni se l’annata è positiva. Con sofferte e sincere scuse ai cittadini, una società (pubblica) avrebbe licenziato se stessa. A Salerno, però, vogliono l’aeroporto. Come Napoli, più di Napoli, abbasso Napoli. E dunque Edmondo Cirielli (Pdl), il presidente della Provincia, annuncia trionfante vagonate di euro: “Cento milioni! Per il nostro aeroporto, ci pensate? La Regione ha sbloccato i fondi”. Piano. Una delibera regionale, una settimana fa, promette 50 milioni di euro per un progetto vecchio di tre anni: espropriare il terreno (ovviamente privato, perlopiù serre contadine), allungare la pista, sfondare il capannone e farne tre. E poi, semmai, di nuovo 50 milioni per asfaltare le strade e scavare gallerie. La matematica di Cirielli è ineccepibile: se la somma fa il totale, direbbe Totò, siamo esattamente a cento. Maiese gongola: “Non possiamo vivacchiare con milioni di euro sprecati, dobbiamo investire: la pista è l’unica possibilità”. L’unica, certo. E se l’investimento va male? “Nooo. Noi dobbiamo avere un milione di passeggeri per creare mille posti di lavoro”. Di posti, per adesso, ne avete cento: “Quando costruisci una casa mica ti chiedi se funziona? Se non ti piace, la vendi. Basta con la politica che ragiona per i fatti suoi. Noi vogliamo Boeing e Airbus”. Aerei giganti che planano sui centri abitati? “Credo sia distante un chilometro. Come Napoli, che fa?”. A dire il vero: 200 metri. “Sono case agricole”. Non avete paura che l’aeroporto sia inutile? “Nooo. Sai che bello per i vip imbarcarsi per New York con i bagagli a Salerno?”.    Ennesimo rumore sordo, cambio di custode, stavolta sceglie salatini integrali. Almeno si risparmia sui grassi.

di Carlo Tecce, IFQ

L’ingresso dell’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi (ANSA)

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