La paga del sabato sera

Il circo di Arcore costa al premier un miliardo di euro per appena trenta mesi. Mille milioni per tenere in piedi il tendone di festini, ville, favori ad amici e politici, regali all’infinita schiera delle bunga girls e aiuti vari agli immancabili conoscenti bisognosi. Le spese di gestione di Silvioland non possono essere smentite: sono impresse sul conto corrente 129 acceso da Berlusconi al Monte dei Paschi di Siena. Uno dei tanti depositi di cui dispone il premier e l’unico finora entrato nelle carte delle inchieste che lo coinvolgono, in particolare il commissariamento della banca di Denis Verdini e il caso Ruby. Complessivamente i pm di Firenze e Milano hanno acquisito i movimenti bancari del conto 129 nei periodi compresi tra il gennaio 2007 e il giugno 2008 e da gennaio a dicembre 2009. In questo arco di tempo il premier ha entrate per 810 milioni 142 mi-la euro ma le uscite sono superiori: 988 milioni 73 mila euro. Il circo, del resto, costa.

Full optional

Duecentocinquamila euro se ne vanno in un attimo per l’acquisto di nove Mini, di cui una full optional da 37 mila euro, per le ragazze dei festini, quelle alloggiate nel residence di via Olgettina a Milano. Al ragionier Giuseppe Spinelli, che con l’aiuto di Nicole Minetti, saldava i conti delle bunga girls, dall’affitto alle bollette della luce, il premier versa complessivamente 1,9 milioni. Altrettanti ne vengono distribuiti a una ventina tra attrici, starlette, ballerine, che in modi diversi fanno almeno una comparsa negli spettacoli del circo. Ma il premier si cura anche degli affetti. Al fratello Paolo versa 48 milioni di euro, mentre ai figli di prime nozze Marina e Pier Silvio bonifica mensilmente cifre comprese tra i 100 e i 150mila euro. Infine i costi delle residenze. Ogni trenta giorni circa, il premier invia tra i 30 e i 50 mila euro a Mario Fundoni, il fidato custode di villa La Certosa. Altrettanti bonifici, per i medesimi importi, vanno alla società Calagrande per l’affitto di Palazzo Grazioli. L’immobiliare è di Marco Iannilli e, almeno nel 2008 aveva sede presso lo studio romano di Cesare Previti. Le tre location preferite dal premier per le nottate a ritmo di bunga bunga non esauriscono la lista delle spese del capitolo abitazioni. Ci sono anche quelle nuove, da costruire. Non in Brianza, ma in uno dei paradisi fiscali dei Caraibi: Antigua. Per un complesso di oltre venti ville il premier spende 16 milioni di euro. Un altro lo versa in diverse tranche al fidatissimo architetto Gamonti che cura il progetto.

Il fido Marcello

I movimenti bancari del Cavaliere sono finiti nell’inchiesta fiorentina che vede Denis Verdini indagato per associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e Marcello Dell’Utri per appropriazione indebita con altre 53 persone per finanziamenti e prestiti milionari concessi senza garanzie dal Credito cooperativo fiorentino, oggi commissariato, del coordinatore nazionale del Pdl. Durante le indagini sull’istituto di credito è emersa la particolare posizione di Dell’Utri: il senatore aveva un’esposizione di 7 milioni di euro. Ad aiutarlo è intervenuto, il 22 maggio 2008, l’amico benefattore Silvio con un prestito infruttifero di 1,5 milioni partito dal conto corrente numero 129. I pm toscani hanno così chiesto ai Carabinieri del Ros di verificare i movimenti del deposito. Alzando il sipario sulle spese del circo.

La scia Fininvest

Dal conto partono fondi anche per l’imprenditore Renato Della Valle. L’unico che riceve un prestito e ne restituisce una parte, 800mila euro nel 2008 e 250 mila nel 2009. La fondazione intitolata all’amato Bettino Craxi riceve 200mila euro, mentre la storica fedelissima assistente del premier beneficia di un versamento: il 17 aprile 2008 per 1,4 milioni. Tra gli amici spunta il senatore del Pdl Salvatore Sciascia che beneficia di un bonifico di 500mila euro. Sciascia, ex ragioniere della Fininvest, era stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 2 anni e 6 mesi per la corruzione di alcuni membri della Guardia di Finanza. Confessò di aver versato personalmente quattro tangenti da 100 milioni di lire l’una, con l’intento di ammorbidire le verifiche fiscali sulle società Fininvest, Mediolanum, Mondadori, Edilnord e Telepiù. L’attuale senatore disse che i soldi per le tangenti glie-li aveva dati Paolo Berlusconi. Altro politico a beneficiare dei fondi del premier è Umberto Scapagnini, ex sindaco di Catania, che riceve sessantamila euro.

Ruby e le 26 dame

Trasferimenti da 15mila euro a 3 milioni ciascuno, per 26 donne diverse. Una buona fetta è finita già sotto i riflettori per il caso Ruby e i loro nomi sono presenti anche nelle carte dell’inchiesta in cui il premier è indagato per prostituzione minorile. Dall’Ape Regina Sabina Began – che riceve 50mila euro con un bonifico del marzo 2008 – a Barbara Matera che con 3 bonifici racimola 95mila euro. Ecco le new entry, le cui posizioni sono ancora da definire che però, sono finite nelle carte dell’inchiesta della Procura di Firenze. 325mila euro dal gennaio 2007 al marzo 2008 a favore della “figlioccia” di battesimo Isabella Orsini che riceveva 50mila o 100.000 euro. Evelina Manna, che si accreditava come la signora segreta del capo del Governo viene “retribuita” con 700mila euro mentre ne arrivano 300mila alla “arcorina” Albertina Carraro. Altre beneficiarie sono showgirl, aspiranti soubrette e giovani partecipanti delle feste del premier finite nelle carte dell’inchiesta Ruby e oggetto di altri “regali”. Ci sono anche Friederike Girth che riceve 115mila euro in 4 tranche, Cristina Ravot 150.000, Valentina Frascaroli 45.000. Mentre Alessandra Sorcinelli appena 30mila in tre parti. Oltre a Francesca Impiglia e Claudia Galanti Ortigoza spuntano nomi nuovi come Natalia Mesa Bush (20.000 euro), Kutyle Rasa che ne riceve 220.000, Licia Emanuela Zonin 19.000 (con bonifico del 23.2.2011), Julia Eli Espino Coque 200.000 (prestito infruttifero con bonifico del 27.5.2008), Angela Immacolata Di Ninni 50.000. E ancora, nelle carte si trovano Raissa Skorkina che riceve bonifici per 150.000 e per 40.000 euro, la già nota Virginia Sanjust 170.000 euro. Ancora: Michelle Nouri, Antonietta de Pascale 20.000, Assunta Fortunato 100mila euro, Rosangela Pruna 40.000, Renata Teixeira Nune 25.000, Angela Sozio 38mila, Giuliana Speziale alla quale arrivano ben 3 milioni di euro. Infine Isabella Orsini, principessa per matrimonio (con il belga Edouard Maloral de Ligne): 275 mila euro in In questo vortice di donazioni, regali e generosi pensieri a attrici e ballerine di bunga bunga spunta un bonifico di 20mila euro a Radio Maria.

Il coordinatore PdL

Ma le spese folli il Cavaliere può permettersele. Lo stile di vita a sei zeri contagia anche i suoi uomini. Come Verdini, che però ha entrate a dir poco inferiori. E finisce nei guai. Le finanze dell’onorevole sembrano piuttosto in affanno. Gli atti dei Ros ricostruiscono i movimenti vorticosi sui conti correnti del coordinatore Pdl. A cominciare da quei 250mila euro pagati per comprarsi una Maybach 57. O i 100mila euro spesi in un atelier dell’esclusivissima Crans Montana. Il Credito Cooperativo Fiorentino (definito ieri dai pm “una scatola vuota”) puntella le traballanti casse della famiglia.

Dalle tasche di Verdini escono tanti soldi. Ma ne entrano anche. Dalle informative dei Ros emerge che su un conto del Ccf intestato al coordinatore Pdl presso la Elacont Srl (società del commercialista Luciano Belli) vengono accreditati dieci bonifici per un totale di 1,3 milioni. Somme, annotano i Ros, provenienti da persone fisiche e giuridiche di “interesse investigativo”. Tra cui le cementerie Barbetti, della dinastia impegnata nell’editoria (Corriere del-l’Umbria) e nel cemento. Maria Antonietta Barbetti è tra i 55 indagati nell’inchiesta. E proprio per i cementifici di famiglia, Verdini si spese come è emerso da una gustosa intercettazione dell’inchiesta sugli appalti del G8. Tutto ruota intorno alla commessa per la realizzazione di autostrade tra Marche e Umbria. Ad aggiudicarselo un gruppo di imprese tra cui quelle di Riccardo Fusi, amico fraterno di Verdini. Rocco Girlanda, parlamentare Pdl nonché amministratore del Corriere dell’Umbria, si adopera perché le forniture di cemento per la grande opera siano effettuate dai Barbetti (un affare da 40 milioni).

di Sara Frangini Ferruccio Sansa e Davide Vecchi, IFQ

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