Il trucco del fondo salva Stati

I mercati hanno festeggiato all’annuncio delle trovate di ingegneria finanziaria che dovrebbero portare il fondo salva Stati Efsf a disporre di mille miliardi di euro per sostenere il debito dei Paesi in difficoltà. Ma come funzionerà il meccanismo? Nessuno lo sa. I dettagli li definiranno i ministri delle Finanze europei. Mercoledì il Parlamento tedesco ha deliberato che l’impegno della Germania nel fondo salva Stati non aumenterà rispetto ai 211 miliardi previsti. La sera stessa la Commissione Ue dice di avere trovato un accordo sulla ricapitalizzazione delle banche: gli istituti di credito saranno obbligati ad aumentare il proprio patrimonio chiedendo risorse al mercato, se non fosse sufficiente interverrebbero gli Stati e se questi non hanno i soldi possono usare i fondi del Efsf. Il meccanismo sarà testato subito dalle banche greche che si troveranno in condizioni di insolvenza non appena sarà decisa la percentuale di perdita che dovranno subire sui titoli di Stato. Ma nessuno sa qual è la reale situazione di liquidità del sistema bancario greco. Non sapendo questo non si sa neanche quanti soldi rimarranno al Efsf. Al momento solo 220 miliardi non sarebbero ancora impegnati: non si tratta però di cash bensì di garanzie perché il fondo è garantito dagli Stati, ma deve ancora raccogliere i soldi dagli investitori sul mercato. In pratica il fondo si indebiterà per comprare altro debito, se il debito comprato non verrà ripagato allora gli investitori saranno ripagati dagli Stati garanti. Vi siete persi? C’è qualche complicazione ulteriore. Il fondo potrà conferire le garanzie rimaste in un nuovo veicolo finanziario che sarà aperto ai “fondi sovrani” che dovrebbero a loro volta conferire garanzie o soldi per poi garantire il 20 per cento delle nuove emissioni obbligazionarie dei Paesi che ne facciano richiesta. Il nuovo strumento ha l’acronimo di SPIV, (special purpose investment veicle) ma, per ironia della sorte, in inglese la parola spiv significa trafficone, maneggione. Sarkozy si è preso l’impegno di presentare lo SPIV al presidente cinese nella speranza di un contributo di Pechino alla salvezza dell’Europa. L’area economica più ricca del mondo chiede aiuto ai paesi meno sviluppati ma più virtuosi del mondo, perché le nazioni europee più forti si rifiutano di continuare ad aiutare i paesi più deboli dell’area euro. Dalla tortuosità del ragionamento si capisce che questo progetto non ha le gambe lunghe e si arenerà in poco tempo.    http://www.superbonus.name, IFQ

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: