Aversa, tagliano i fondi al ristorante strappato a Gomorra

L’anticamorra dei fatti, che produce belle esperienze di riscatto, sta per soccombere di fronte ai tagli di bilancio. È quel che sta accadendo a San Cipriano d’Aversa, paese cruciale nella mappa dei clan casalesi, dove il presidente della cooperativa sociale “Agropoli”, Peppe Pagano, il 17 ottobre ha iniziato uno sciopero della fame. Pagano protesta perché potrebbe essere costretto a chiudere il ristorante aperto dalla coop, la Nco (acronimo che è un gioco di parole: sta per ‘Nuova cucina organizzata’ e non per la ‘Nuova camorra organizzata’ di cutoliana memoria). E sarebbe davvero un peccato perché la coop, attraverso la Nco e utilizzando un bene confiscato al killer Pasquale Spierto, ha dato il via a un’iniziativa di grande rilevanza su un territorio difficile.

GRAZIE AI BUDGET di salute, che consentono progetti terapeutici individuali finalizzati all’inclusione sociale, la Nco si prende cura di persone con disabilità mentali e impiega alcuni di loro nel ristorante dove tra un piatto e l’altro si organizzano presentazioni di libri ed eventi anticamorra. Pochi giorni fa, però, la doccia fredda di una breve lettera dell’Asl: i soldi non ci sono, le persone in cura nella Nco vanno assegnati altrove. “Stanno silenziosamente smantellando il sistema dei budget di salute – afferma Pagano – così dovremo chiudere il ristorante che fattura 230.000 euro, dei 425.000 complessivi della coop, produce profitti coi quali abbiamo ristrutturato per la collettività il bene confiscato, e rappresenta un’ottima terapia occupazionale per persone che altrimenti finirebbero in strutture dove la malattia si cronicizza. Le coop non sono pagate da un anno, mentre i centri privati da sei mesi. In questo modo stanno delegittimando la nostra attività, ci lasciano soli di fronte alla criminalità organizzata. Noi siamo persone libere, e questo a qualcuno dà fastidio. Come probabilmente – conclude il presidente della coop – dà fastidio un sistema di assegnazione delle risorse sanitarie che non prevede gare e procedure dove la camorra può esercitare la sua ‘mediazione’”.

“NEGLI ANNI scorsi i ragazzi della Nco hanno subìto numerose intimidazioni – scrive la deputata del Pd Luisa Bossa in un’interrogazione – è assurdo che oggi siano le istituzioni, innanzitutto l’Asl, a compromettere quanto realizzato in anni di duro lavoro”. Pagano non è solo: ha da poco interrotto lo sciopero della fame perché la protesta prosegue attraverso una campagna di digiuno collettivo. Esponenti delle coop casertane, politici, semplici cittadini, sostengono la sua battaglia digiunando a turno per un giorno. E per difendere questa esperienza si è schierato anche Raffaele Cantone, l’ex pm che ha condotto le inchieste sulla camorra casalese. Sul blog che cura sul sito de Il Mattino, Cantone cita la Nco come un esempio “di antimafia vera, non quella parolaia molto di moda” e si chiede: “Da cittadino di queste terre, possiamo perdere un presidio di legalità vera? E’ mai possibile che la legalità si debba solo imporre con arresti e sequestri?”.

di Vincenzo Iurillo, IFQ

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: