La barzelletta c’è anche a sinistra. E non fa ridere

A leggere sui giornali tutto quello che sta succedendo ultimamente nel Pd, mi è tornata in mente una vecchia barzelletta che ci raccontavano da ragazzi tranquilli, non è una delle solite storielle sconce come quelle che ama tanto raccontare il nostro premier). È la barzelletta di quei due pazzi che decidono di scappare dal manicomio, ma per riuscirci  devono scavalcare cento cancelli. Cominciano pian piano, ma, arrivati al novantanovesimo cancello, si accorgono di essere esausti per l’enorme sforzo e decidono, quindi, di abbandonare l’impresa e di ritornare indietro. “Sì, però che c’entra?” potreste obiettare voi, “quella era una barzelletta e quei due, per giunta, erano pazzi”.

Sul primo punto vi darei anche ragione: quella era una barzelletta e invece su ciò che sta accadendo adesso nel Pd non c’è proprio nulla da ridere. Ma rispetto alla vostra seconda obiezione, mi verrebbe da dire che anche nel Pd pare che i pazzi non manchino.

E sì, perché in un momento nel quale l’avversario politico è palesemente in difficoltà, è completamente disorganizzato e mostra a tutto il mondo le conseguenze delle scelte politiche dissennate di questi ultimi anni, nel Pd non trovano nulla di meglio da fare che dividersi al loro interno e continuano a litigare.

Cìè Renzi che è talmente fissato con la rottamazione, che forse avrebbe fatto meglio a far carriera alla Fiat invece che nel Pd, Ci sono i veltroniani, il cui nome è già tutto un programma, perché a volte sentirli parlare sembra che vengano da un altro pianeta, Poi c’è Gentiloni, che ha aperto l’assemblea Modem chidendo un cambio di rotta, come se all’interno del Pd ci fosse veramente una rotta. E, ancora, c’è Fioroni, che sembra preoccupato solo dal fatto che i cattolici non guardano al pd (vorrei tranquillizzarlo dicendogli che ormai nemmeno molti atei ci guardano più). In mezzo a questo marasma interno, nel Pd solo una cosa sembra unire tutti trasversalmente, da Veltroni a Bersani passando per Letta e D’Alema: il fatto che sia necessario un governo di transizione e che non sia il caso di ricorrere al voto.

Questa teoria piace così tanto a tutti, che ora pare litighino  anche per accaparrarsene la paternità. Insomma, dopo tutto che ha combinato Berlusconi, il Pd non è ancora certo che se si votasse adesso il centrosinistra vincerebbe le elezioni. Praticamente il centesimo cancello, quello oltre il quale c’è la libertà, è lì a portata di mano, basta solo saltarlo. Ma nel Pd non sono sicuri di avere la forze per farlo, Queste sì che sono cose da pazzi!

di Dario Vergassola, IFQ

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