Retata superstar: arrestato “Er pelliccia”

A Bassano Romano, il paesino del Viterbese dov’è nato e cresciuto, si ricordano ancora di quella volta che Fabrizio Filippi andò a sbattere con la sua macchina contro una fila di auto parcheggiate. “Era un po’ fatto, ma dopo che l’hanno beccato aveva smesso con quella robaccia” dice un amico. Piccoli precedenti per droga, una famiglia tranquilla che ha tentato di fargli mettere la testa a posto iscrivendolo all’università, a Roma. Filippi, 24 anni, ha scelto Scienze e tecniche psicologiche della Guglielmo Marconi, ateneo privato e telematico: non aveva troppa voglia di frequentare. Preferiva starsene al Tuscolano, o al Tufello, zone periferiche e popolose dove bazzicava ambienti anarchici e giovani arrabbiati.    LA DIGOS, dopo averlo arrestato per resistenza pluriaggravata grazie a un fulmineo decreto di perquisizione firmato dal sostituto Procuratore Tescaroli del Pool Antiterrorismo della Procura di Roma, ieri ha girato nei dintorni per capire se ci fossero altri suoi conoscenti tra i manifestanti che sabato scorso hanno devastato la città. Ma anche nella Tuscia i colleghi sono al lavoro, perché a Roma nessuno sembra aver memoria particolare di questo ragazzo soprannominato ‘er Pelliccia’, diventato il simbolo della distruzione per quell’idrante lanciato in aria tra le fiamme. Gli esponenti dei centri sociali dicono di conoscerlo poco o niente: un tipo strambo, uno che non ha la minima esperienza di cortei e contestazioni. Sennò, mai si sarebbe tolto la maglietta per nascondere il viso lasciando scoperto il tatuaggio sul fianco. Quel tatuaggio l’hanno visto anche i genitori di Fabrizio: Roberto, impiegato alle scuole elementari del paese, e mamma Ornella, che lavora per l’Università della Tuscia. “Siamo in coma, non possiamo far niente, non possiamo dire niente, perché più parliamo e più è peggio” ha detto ieri il padre. La madre ha aggiunto: “Mio figlio non ha mai fatto politica né frequenta centri sociali, non so cosa sia successo. So solo che sabato é uscito con jeans e maglietta per andare all’università. Quando abbiamo visto le foto l’abbiamo riconosciuto subito, siamo rimasti senza parole”.

Un agente invece avrebbe detto di averlo riconosciuto benissimo mentre lanciava l’idrante proprio nella sua direzione. Filippi è incastrato? “La situazione è delicata, e l’atteggiamento della Procura molto aggressivo: credo confermeranno l’arresto per tutti i ragazzi fermati fin qui – dice Cesare Antetomaso, avvocato di Giuristi Democratici che difende un’altra giovane, Ilaria Ciancamerla – La mia assistita era assolutamente pacifica ma è stata comunque accusata di resistenza aggravata, come tutti gli altri. Nel video in cui un cittadino ha ripreso dall’alto la fase del suo arresto, si sente chiaramente l’operatore gridare: “Noooo, questi non hanno fatto niente, prendete gli altri!”. Invece Ilaria resta dentro, e i pm hanno preferito non andare per direttissima proprio sperando di far emergere tutti i materiali utili a convalidare i fermi, magari per poter accusare qualcuno di devastazione e incendio. Insomma anche stavolta hanno fatto gli arresti a strascico, e ci andrà di mezzo anche gente che non c’entra nulla”.

DI COSE STRANE, in effetti, ne stanno succedendo in queste prime ore d’indagine. Ieri il sindaco Gianni Alemanno ha chiesto di costituire nel processo il Comune di Roma come persona fisica: “Il fascicolo è stato accettato, fatto inaudito – continua Antetomaso – La resistenza a pubblico ufficiale che c’entra col Comune? La città chiederà di costituirsi parte civile a un eventuale processo, ma adesso che ruolo può avere il sindaco, se non quello di definire sommariamente ‘animali’ i manifestanti fermati?”.    Filippi, che sul portale per cuori solitari Badoo cercava “relazioni passionali con una ragazza” e su fb si definiva “emarginato perché odio lo Stato” citando Hitler, ha ora una fan page interamente dedicata a Er Pelliccia. Commenti, ironici e amari, partendo dalla prima dichiarazione di Filippi fermato dalla Polizia: “Ho lanciato quell’estintore perché volevo spegnere l’incendio”. “Quando lo vedremo a Domenica In a raccontare la sua storia, naturalmente ben pagato?” si chiede Andrea mentre Giorgio ha un suggerimento: “Se va in Parlamento li trova subito 300 che credono alla sua versione e lo salvano dalla galera”.    L’ultimo post sulla bacheca personale di Filippi è della notte precedente gli scontri: “L’unica cosa che ci rimane è la vita. Se sei disperato, non fare lo sbaglio di buttarla via per paura di affrontare una vita da umile”. Ieri, secondo il padre, avrebbe detto così ai poliziotti: “Sono pentito, ma non sono un black-bloc. Probabilmente mi sono lasciato trascinare dagli avvenimenti”.

di Chiara Paolin, IFQ

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