I neutrini superveloci e il viaggio nel tunnel dei ministri ignoranti

La scoperta del secolo durata lo spazio di un mattino. Uno scienziato italiano, Antonio Ereditato, ha dimostrato che i neutrini possono viaggiare a una velocità superiore a quella della luce, compiendo il percorso di 730 chilometri in 2,43 millisecondi. Subito dopo, il ministro Mariastella Gelmini ha dimostrato che la stupidaggine della classe dirigente italiana può compiere più volte il giro del mondo in alcuni secondi, via internet.

Le due sensazionali scoperte – che accostano pochi neutrini a pochissimi neuroni, un grande italiano sconosciuto a una piccola italiota che conosciamo fin troppo bene – rivelano uno squarcio d’Italia contemporanea. Delle Italie, anzi, al plurale. Esiste un’Italia fatta di eccellenze assolute, di autentico genio , che raccoglie ammirazione in giro per il mondo, che esprime un candidato Nobel per la fisica ogni cinque anni, arricchisce le capitali del Pianeta con opere architettoniche meravigliose,esporta talento ed eleganza. Questa Italia è del tutto ignorata in patria. E poi esiste l’Italia delle Gelmini, di un ceto politico d’ignoranza e volgarità spaventose, deriso e disprezzato dall’opinione pubblica internazionale, ma che dobbiamo sorbirci da mane a sera in ogni angolo di vita pubblica, a cominciare dai media.

Quella del ministro naturalmente non è soltanto una “gaffe”, come si sono affannati a ripetere i telegiornali. Un ministro della Ricerca e dell’istruzione che crede sul serio alla possibilità di aver contribuito con 45 milioni di danaro pubblico alla costruzione di un tunnel di 730 chilometri fra Ginevra e il Gran Sasso per farci viaggiare i neutrini, realizzato alla velocità della luce, senza che la notizia abbia mai meritato una riga di giornale o la protesta di un No Tav, non è soltanto una persona con scarsissime cognizioni della materia sulla quale dovrebbe deliberare. È una persona priva di ogni logica. Ed è questo il personaggio cui il governo ha fatto firmare la più impegnativa e rovinosa riforma scolastica degli ultimi decenni. Si era discusso e malignato parecchio su come la Gelmini avesse ottenuto prima l’abilitazione e poi il posto al governo. Ma quello che la diretta interessata ha rivelato di Sé con quel comunicato è ben più clamoroso e deprimente di ogni congettura giornalistica.

Ed è qui che ha fallito il giornalismo di questi anni. Nell’inseguire soltanto le verità nascoste di un potere indecente, ossessionato dallo scoprire che cosa c’era dietro il berlusconismo. Quando bastava soffermarsi su quello che si vedeva davanti. La miseria culturale e umana di un leader considerato come un penso clown dal resto del mondo. L’isteria comica di una corte popolata da servi sciocchi e ignoranti. Grazie alle parole della e non sulla Gelmini, ora abbiamo capito tutti come nell’Italia di Berlusconi si fa carriera.

di Curzio Maltese, Il Venerdì

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