Lega libera tutti (e piazza i parenti)

A Fabio Rolfi (neosegretario provinciale della Lega a Brescia e vicesindaco della città) le auto blu non piacciono. Così quel giorno a Milano a sistemare la moglie ci andò in treno. Si apre il nuovo capitolo di famigliopoli leghista in salsa bresciana che racconta molto del “nuovo che avanza” anche in casa del Carroccio. Il “maroniano” Rolfi al congresso provinciale ha sbaragliato (255 preferenze su 434 votanti) l’avversario protetto dalla “casta” di Lady Bossi. Un film già visto per la verità un paio di settimane prima, quando il duo (Trota) Renzo-Monica Rizzi era stato sbeffeggiato con la nomina del nuovo segretario in Valle Camonica. Cambiano le facce, ma non le abitudini. E se il Senatur piazza i figli (dopo Renzo in arrivo anche Roberto Libertà) in politica, gli altri seguono l’esempio con le mogli, parenti e affini.    SEMPRE di famigliopoli si parla. Protagonista questa volta Silvia Raineri in Rolfi, balzata agli onori della cronaca nazionale per una vicenda di collocazione parentale alla Provincia di Brescia. A un concorso pubblico, indetto dall’ente guidato dal leghi-sta Daniele Molgora, la moglie di Rolfi ottiene il miglior risultato allo scritto e il peggiore all’orale, riuscendo ad arrivare quarta tra centinaia di persone che ambivano a quei fantastici otto posti. Una storia – che coinvolge anche altre signore vicine alla Lega – che non è passata del tutto inosservata ed è ancora in fase di accertamento, tanto che la famiglia Rolfi ha deciso di guardare altrove . Ecco dunque che la signora ci riprova, con un concorso all’Asl di Milano dove trova una collocazione lavorativa come impiegata amministrativa a tempo indeterminato nella direzione generale. Silvia Raineri infatti, nonostante si fosse piazzata solo diciottesima al concorso, dal 16 dicembre 2010 viene assunta a tempo indeterminato proprio per quell’unico posto disponibile nell’azienda sanitaria del capoluogo lombardo. Fin qui quasi nulla di strano se non fosse che il giorno dopo la neo assunta ottiene l’aspettativa. Per cosa? Per un contratto a termine (dal 17 dicembre 2010 al 16 dicembre 2011) niente meno che in Regione Lombardia. Così, l’Asl di Milano adotta una delibera (la numero 2226 del 31 dicembre 2010 e pubblicata dal sito Tempo Moderno) in cui viene concessa l’aspettativa non retribuita dal servizio a tempo indeterminato per assumere quello a tempo determinato al Pirellone. Ma rimane tutto in famiglia visto che la signora Raineri sembra destinata alla segretaria del consigliere leghista di Bergamo, Daniele Belotti. Insomma i casi sono due: o la signora Raineri-Rolfi è una donna fortunata (vince un concorso a tempo indeterminato in un’Asl a Milano e all’indomani ottiene l’aspettativa per lavorare in regione Lombardia) oppure Fabio Rolfi (34 anni) neo segretario della Lega (e vice del sindaco pidiellino Paro-li) di strada ne ha fatta da quando, giovane militante, appiccicava furtivamente (e abusivamente) i manifesti contro Roma ladrona. Diplomato in agraria, ha sempre vissuto solo di politica. Figlio di un piccolo imprenditore, Rolfi è entrato in Lega come protetto dell’ex assessore regionale alla Sanità Alessandro Cè. Finita la stagione dei gazebo e delle lotte come presidente di circoscrizione (di minoranza durante la giunta di centrosinistra) ha capito che con la politica si guadagna. Ecco allora il suo primo incarico nel 2005, sempre in Provincia, come “consulente informatico a 22 mila euro lordi” pochi mesi retribuiti grazie all’appoggio dell’allora vicepresidente (altro leghista epurato, Massimo Gelmini).    VICESINDACO con delega alla Sicurezza è l’autore di tutte le delibere più originali: vietato sedersi sui monumenti (unica multata un’anziana signora marocchina), giocare a cricket nel parco e organizzare pic-nic sull’erba pubblica. Lo si ricorda anche per aver fatto tagliare la corrente nel campo rom dove, tra l’altro, c’era un bambino la cui vita dipendeva da apparecchiature elettriche. Fabio Rolfi ha un chiodo fisso: gli stranieri. Quando ancora non contava si spese per la raccolta di firme contro l’ampliamento della moschea.    Oggi? Preferisce occuparsi delle questioni immobiliari affidate a un suo fedelissimo architetto, nominato presidente della società controllata Brixia Sviluppo. Peccato che sull’operato della società la Procura di Brescia abbia aperto un fascicolo, così come è stata presentata un’interrogazione parlamentare rispetto all’acquisizione di immobili da parte del Comune “al fine di verificare la legittimità del contratto d’acquisto”. Come a dire: maroniani? Il nuovo che avanza.    E nelle altre parrocchie leghiste cosa succede? Ieri, pur di guadagnarsi un titolo sui giornali, il viceministro ai Trasporti Roberto Castelli ha dichiarato: “Napolitano che dice il popolo padano non esiste mi offende e mi fa paura. Si vede che per lui non esisto e sono un ectoplasma”. Bocche cucite invece a Varese, dopo che è dovuto intervenire il Senatur per risolvere le beghe congressuali di domenica prossima. Aria pesante invece in Veneto dove scoppia il caso Tosi (spalleggiato dall’ex sindaco-sceriffo di Treviso Gentilini) che ha dichiarato: “Secessione? Solo filosofia, i problemi sono ben altri”. Insomma sempre più fratelli coltelli quelli della Lega e magari fosse solo questione di “cerchio magico” e “maroniani”.

di Elisabetta Reguitti, IFQ

Famigliopoli padana

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