Frane&Alluvioni: via un miliardo di fondi

Uccidono le frane, le alluvioni. Ma a volte anche le leggi, i commi. I tagli indiscriminati. Nella manovra anti-crisi il governo ha previsto di far saltare il finanziamento da un miliardo per interventi preventivi per evitare frane e alluvioni. Una decisione che rischia di avere effetti tragici, ma che sta passando inosservata. Suscita più interesse il dibattito sull’Iva. E pensare che in Italia quasi il 70 per cento dei comuni ha problemi idrogeologici, 1.700 sono a rischio frana, 1.285 a rischio alluvione. Addirittura 2.596 corrono entrambi i pericoli. Non solo: chi crede di risparmiare tagliando sulla prevenzione rischia di spendere dieci, cento volte tanto per riparare i danni (vedi le alluvioni del Veneto lo scorso anno), ammesso che sia possibile (nessuno restituirà alle famiglie i 37 morti delle frane del 2009 in Sicilia).Il costo per riparare i danni idrogeologici è di oltre un miliardo di euro ogni anno: il Consiglio nazionale dei geologi calcola che negli ultimi 20 anni siano stati spesi 22 miliardi per rimediare ai disastri naturali. Gli enti locali spesso si trovano senza risorse e senza mezzi di fronte a un territorio martoriato da incuria e cemento. Il fondo ministeriale era una delle poche risorse, ma ora, con la manovra, rischia di essere tagliato.    Un tesoretto che ha consentito di stipulare con le Regioni accordi di programma per realizzare la messa in sicurezza del territorio (in Puglia, per esempio, erano previsti 210 milioni, in Campania 110). Nella conferenza Stato-Regioni di metà agosto Tremonti, alla richiesta di non toccare il fondo, aveva chiarito: “Sono altri gli equilibri da salvare”. Dura la replica di Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia (Pdl): “Sotto le macerie poi contiamo i morti”. Ma in Italia abbiamo la memoria corta: secondo i dati dell’Associazione Nazionale Bonifiche in cinquant’anni si sono contate 470 mila frane. Sei morti ogni mese. In tutto 3.500 vittime.

di Ferruccio Sansa e Nello Trocchia,IFQ

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