Diseguaglianza Italia pochi godono, molti soffrono

Se anche le Acli mettono al centro della loro attenzione la diseguaglianza dei redditi in Italia la situazione è davvero seria e solo il governo, questo governo, può fare finta di non accorgersene. Ieri l’Associazione cattolica dei lavoratori italiani ha presentato il suo rapporto “sul lavoro scomposto” a cui ha dedicato un convegno in corso in questi giorni. E ha rivelato che la differenza tra lo stipendio “medio” di un dirigente e la paga di un operaio è di ben 356 euro al giorno. Per guadagnare quello che un operaio guadagna mediamente in un mese a un dirigente basta lo stipendio supplementare di quattro giorni. Le cose migliorano un po’, ma non riducono la diseguaglianza, con i “quadri”, rispetto ai quali un operaio guadagna in meno, ogni giorno, 127 euro mentre rispetto agli impiegati la differenza è di “soli”, fanno notare le Acli, 22 euro.    LA RICERCA mette in evidenza anche un altro dato, spesso nascosto o sottovalutato, quello tra la differenza retributiva delle donne rispetto agli uomini: ben 27 euro al giorno in meno, circa 600 euro e oltre al mese.    “Al di là delle ovvie componenti organizzative – spiega il presidente delle Acli Andrea Olivero – sono dati che mettono in evidenza una divaricazione eccessiva delle retribuzioni, che non può non essere presa in considerazione in queste ore in cui si discute di sacrifici per il Paese. Ancora una volta la questione della redistribuzione si rivela cruciale”. Sembra di sentir parlare il segretario della Fiom e invece siamo in un mondo tradizionalmente sobrio e moderato. L’Acli, tra l’altro, è una di quelle sette organizzazioni, assieme a Cisl e a Comunione e liberazione, recentemente impegnate in un processo di federazione del mondo cattolico, anche sul piano politico. Insomma, non si tratta di opposizione pregiudiziale al governo, ma di un’analisi piuttosto seria della realtà.    Realtà che rimbalza anche dall’indagine “Dieci anni in Eurolandia” condotta da Altroconsumo e in cui si quantifica in una percentuale del 7 per cento il calo del potere d’acquisto degli italiani. Un risultato ricavato dalla differenza tra la crescita dell’inflazione, 21 per cento, e crescita delle retribuzioni , 14 per cento, un dato che spazza via qualunque polemica pretestuosa su salari fuori controllo e stipendi da congelare. Non a caso, rileva sempre Altro-consumo, negli alimentari, dove i prezzi sono saliti in dieci anni del 25 per cento, la spesa relativa è diminuita e il consumo è più selettivo.    Il dato delle Acli conferma una condizione dei redditi in Italia che ha superato le soglie dello scandalo. Come abbiamo scritto recentemente, l’Associazione del private banking italiana ha conteggiato in poco più di 600 mila le famiglie che possiedono patrimoni mobiliari superiori ai 500 mila euro, per un totale di circa 850 miliardi di euro. Patrimoni che la manovra non sfiora nemmeno a eccezione dell’aumento delle aliquote sulle rendite finanziarie. Così come non viene sfiorato il patrimonio immobiliare che, solo per fare un esempio, nella registrazione catastale è lontano anni luce dai valori di mercato. Ovvio, quindi, che la ricchezza italiana, come spiega la Banca d’Italia, sia concentrata per il 45 per cento circa nelle mani del 10 per cento delle famiglie. Circa 2,5 milioni di nuclei familiari controllano la bellezza di 4.230 miliardi di euro. Eppure, perfino la misura, parziale, del contributo di solidarietà sopra i 90 mila euro di reddito all’anno è stata eliminata dal governo per non scontentare il proprio serbatoio elettorale. Chi ha tanto continuerà ad avere tanto e chi ha poco avrà sempre meno.

di Salvatore Cannavò, IFQ

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: