Accadde al commissariato

Si pensava che, prima o poi, sarebbe finito in commissariato. Invece è finito commissariato. Il “miglior presidente del Consiglio italiano degli ultimi 150 anni” (ma solo perché 151 anni fa l’Italia non esisteva), quello che a Pratica di Mare metteva “fine alla guerra fredda” con la sola forza del pensiero, quello che convinceva Obama a incontrare Putin (o viceversa, non s’è mai capito), quello che sventava la terza guerra mondiale interponendo il capino bitumato fra Russia e Georgia, insomma lui, il nostro cazzaro di sempre, è da tre giorni un soldatino di piombo telecomandato dalla triade Trichet-Merkel-Sarkozy. Basta una parola di troppo, un cribbio dal sen fuggito, un attimo di distrazione, un’iniziativa non autorizzata, e l’Italia non arriva al 151° compleanno. Ancora giovedì i fratelli De Rege, Silvio & Giulio, assicuravano che la manovra postdatata a babbo morto era ottima e abbondante. Anticiparla – giurava Bonaiuti, la spalla – “avrebbe effetti deflattivi”. Poi è arrivato l’ordine dall’Europa al grido di “Bonaiuti chi?”, e venerdì la manovra è stata anticipata, con buona pace di Bonaiuti. Mentre noi si confidava nel solito stellone, si sghignazzava che l’avremmo scampata anche stavolta per il rotto della cuffia, tanto alla fine una botta di culo arriva sempre e al diavolo i mercati che “sono orologi rotti” e basta parlare di crisi che “ormai è alle nostre spalle e ne stiamo uscendo prima e meglio degli altri” perché “il Paese è solido” e soprattutto “coeso”, l’asse Francoforte-Berlino-Parigi ha assunto il comando delle operazioni e interdetto il Cainano. Capezzone traduce il tutto con un soave “sembra essersi attivata una positiva sinergia tra istituzioni europee e governo italiano”, mentre B. finge di aver vinto lui perché “Sarkozy mi ha telefonato personalmente”. Già, un po’ come il padrone di casa in villeggiatura che chiama la colf per dare disposizioni. Per la serie: ne ho prese tante, ma gliele ho cantate chiare. Meglio così: l’idea di trascinare l’agonia per tutta l’estate, a colpi di moniti di Napolitano per un “dialogo costruttivo pur nella reciproca diversità”, di appelli di Casini per un “governo di responsabilità nazionale” (o di nazionalità responsabile), o di inviti di Bersani per “un passo indietro” del governo o del premier o di tutti e due o di nessuno, di “narrazioni” del Poeta Nichi, era semplicemente agghiacciante. Almeno quanto le alternative: il solito “governo tecnico” pieno di compassi e grembiulini, o peggio ancora il governissimo di Montezuma che invita a “fare squadra”, o – Dio non voglia – un governo-rissa di centrosinistra con qualche Scilipoti ricomprato. Invece no: ci teniamo quelli che abbiamo eletto (si fa per dire, naturalmente) fino a fine legislatura, solo con l’aggiunta di un kapò tedesco e un flic francese armati di frustino che li obbligano a fare ciò che non hanno mai fatto in 17 anni: governare. Inscenino pure, B. e gli altri pupi, i teatrini dei consigli dei ministri, dei patti per la crescita, dei tavoli con le parti sociali, dei dialoghi bipartisan, se questo li aiuta a sentirsi ancora vivi. L’importante è che ogni mattina ritirino il fax in arrivo dalla Germania con la lista della spesa e il menu del giorno. Ed eseguano senza fiatare. Capezzone, nell’ambito della “positiva sinergia”, andrà in tabaccheria a prendere i sigari per Sarkò, Bonaiuti scenderà dal pizzicagnolo a comprare i würstel alla Merkel, mentre ai crauti e al Trota, nel ruolo di se medesimo, provvederà Bossi. Gasparri porterà quel che gli pare, tanto non capisce l’italiano figurarsi il franco-tedesco. Calderoli, il grappino. Per i cannoli, in mancanza di Cuffaro, c’è Alfano. Per i liquori, Frattini Dry. Tremonti starà chiuso in camera a giocare al “Piccolo economista” col muso lungo, mentre Brunetta interverrà fra una portata e l’altra col berretto a sonagli, accompagnato da Maroni alla pianola. Papi, data l’esperienza, allieterà i dopocena con la consueta mercanzia. Tanto, d’ora in poi, avrà parecchio tempo libero.

di Marco Travaglio, IFQ

6 commenti to “Accadde al commissariato”

  1. Travaglio, sei grande ed esaustivo. Vedendo quello che sta facendo il governicchio italiota, mi viene in mente gli ultimi giorni di Mussolini. Solo che, tra lui e il duce, ce ne corre. Sia ben chiaro, non sono nè sarò mai di destra, ma quantomeno Mussolini ha lasciato qualcosa di buono come: la scuola dell’obbligo, la sanità e qualche altra cosa che non ricordo. Mentre il caimano sta distruggendo l’Italia.

    • Alcune le ricordo io: le leggi razziali, i detenuti politici, la distruzione del sindacato, i genocidi in Libia e in Eritrea, le guerre lampo, la seconda guerra mondiale, le leggi contro la stampa, le veline, l’olio di ricino, i lager e altre cose che non ricordo…

      • Volevo ricordare il mussolini socialista, non il fascista. Comunque sia, il berlusconi è il peggior italiano di sempre, in quanto a politico.

      • Il Mussolini socialista non ha mai governato l’Italia (posto che si possano fare queste distinzioni). Per quanto attiene alla questione Mister B. , in realtà non è mai stato un politico ma un affarista che ha continuato a fare i propri affari a spese dell’Italia con metodi corruttivi e di malaffare impregnati della retorica popolare tanto gradita all’italiano medio che naviga nel conformismo da sempre, un po’ come avvenne nel periodo fascista.

  2. Complimenti per il quadro chiaro e conciso.

  3. A casa governo di buffoni e pagliacci incompetenti e bugiardi.

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