Lazio, i soldi per la pubblicità sì quelli per i pazienti mai

La Polverini spende 15 milioni di euro per la comunicazione aerea Intanto l’ospedale Santa Lucia rischia di chiudere

   Chissà cosa penseranno i pazienti, piccoli e grandi, ricoverati al Santa Lucia quando vedranno sfrecciare nei cieli della Capitale roboanti aerei o elicotteri addobbati con le icone della Regione Lazio. I bimbi (quelli che saranno nelle condizioni di farlo) forse saluteranno con la manina. Non sapranno che, per pubblicizzare il Colosseo o l’Agro Pontino, la presidente Polverini spende 15 milioni di euro in tre anni, cinque dei quali in soli tre mesi del 2011. Eppure, quando uno dei migliori istituti in Italia per la riabilitazione neuromotoria (accreditato presso la Regione) chiuderà, forse anche quei pazienti si interrogheranno sulle scelte incomprensibili della politica laziale. Lo farà sicuramente il giornalista Lamberto Sposini, ricoverato lì da qualche giorno dopo l’emorragia cerebrale che lo ha colpito a fine aprile pochi minuti prima di andare in onda. Per volere della famiglia, l’istituto non diffonde bollettini medici, ma da quando è stato trasferito le sue condizioni sembrano migliorare.

LA FONDAZIONE Santa Lucia (che è anche un Ircss, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) ha maturato un credito nei confronti della Regione Lazio di oltre 90 milioni di euro. Non solo colpa della Polverini, per carità, visto che tutto è cominciato con l’ex presidente Marrazzo. Ma proprio lei, che in campagna elettorale si era spesa con tanto di maglietta per sostenere l’istituto, non solo non ha la minima intenzione di onorare quel debito, ma continua a tenere 2500 pazienti (la media annua dei ricoverati), 750 dipendenti e 450 studenti appesi alle commesse mensili.    La Regione eroga (“ma finora siamo stai pagati solo su protesta”, sottolinea il direttore generale, Luigi Amadio) tre milioni e 200 mila euro ogni mese, soldi che dovrebbero servire a pagare i dipendenti, i fornitori e a garantire gli standard elevati di qualità (anche attraverso la ricerca scientifica) e che invece bastano a malapena per gli stipendi. “Il livello delle prestazioni non è sceso e ci siamo impegnati a corrispondere con puntualità i salari – prosegue Amadio –, ma accumuliamo debiti con i fornitori. Per cui ogni mese quel credito di 90 milioni aumenta”. E questo nonostante una quarantina di ricorsi al Tar e due decreti ingiuntivi del Tribunale di Roma (per sei milioni di euro). Quando finalmente un giudice riuscirà a imporre il pagamento, il danno erariale per la Regione sarà tale che forse anche la Corte dei conti avrà qualcosa da ridire. La governatrice, nel giugno scorso, ha annunciato al mondo di aver elargito al Santa Lucia 48 milioni di euro. Se fosse vero, mancherebbero giusto i 15 spesi per la pubblicità a garantire al Santa Lucia la sopravvivenza annua. Ma invece, secondo la Fondazione, non sono arrivati neanche quei 48: “La Regione ha corrisposto i tre milioni e 200 mila euro al mese in sette tranche, per un totale che supera di poco i 22 milioni”, fanno sapere dalla direzione.

FORSE ALLORA la presidente ha fatto una gran confusione, o non è stata bene informata: per il 2010 la Regione aveva proposto alla Fondazione un contratto di remunerazione di 51 milioni, a fronte dei 65 richiesti. Un contratto che non è mai stato firmato dall’amministrazione.    Eppure per l’istituto si sono spesi anche tanti politici. Oggi sarà la volta del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che visiterà l’ospedale, ma in passato si sono interessati della sorte del centro il Campidoglio, la commissione Affari sociali di Montecitorio, quella parlamentare presieduta dal senatore Pd, Ignazio Marino, le opposizioni in consiglio regionale. Rispondendo a un’interpellanza urgente della deputata udc Anna Teresa Formi-sano, il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha confermato di aver incontrato quattro volte la direzione del Santa Lucia e ha annunciato di individuato una soluzione condivisa. Notizia confermata dal dottor Amadio che, pur non volendo entrare nel dettaglio, ha spiegato che si tenterà un convenzionamento extra budget regionale con l’Inail e con il ministero della Difesa. Ma è chiaro che, fino a quando non si metterà tutto nero su bianco, tra i 325 posti letto dell’ospedale regna lo sconforto.    Chi vive a Roma dalle parti della sede della Regione Lazio ormai ci è abituato: una volta al mese incorre nelle proteste di pazienti in carrozzina, personale e amministrazione del Santa Lucia. Vanno a bussare alla porta della Polverini e della commissione Sanità. Ma si vede che sbagliano giorno. Forse la prossima volta, alzando gli occhi al cielo, potranno salutare la governatrice impegnata in qualche giro d’onore.

di Silvia D’Onghia, IFQ

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