Per i minatori del Sulcis la beffa è doppia: né pensioni né mobilità. Essere disoccupati a due anni dalla pensione.

Dopo anni passai nelle viscere della terra, i minatori del Sulcis Iglesiente. Dopo anni passati nelle viscere della terra, si vedono negare il diritto alla pensione. L’Inps, infatti, sta addirittura chiedendo indietro, ad alcuni di loro, quelle già date. Una vicenda pirandelliana, con decine di persone sospese tra il lavoro e il non lavoro. Non esistono per l’Inps e non esistono più nemmeno per la loro azienda. L’incubo è iniziato con la legge 122 del 2010 che, tra le altre cose, impone – da gennaio 2011 – a chi ha raggiunto i requisiti per andare in pensione, di attendere la cosiddetta “finestra d’uscita” che si apre dopo 12 mesi. Una legge “ingiusta e schizofrenica” sostiene la parlamentare del Pd Maria Luisa Gnocchi. Ma tutto pensavano i minatori, tranne che quella “finestra” arrivasse dritta dritta sulla loro testa. E avevano buoni motivi per crederlo: dal 1960, e per legge, usufruiscono di una gestione speciale di previdenza (versano una contribuzione integrativa, la cosiddetta “marca pesante”) che ha lo scopo di concedere  agli iscritti pensioni in anticipo in considerazione della natura usurante del lavoro in miniera. Dovrebbe essere dunque sufficiente aver lavorato per 15 anni in miniera per poter accedere alla pensione, dal mese successivo al compimento del diritto. Pra, però, non sembra più sia così. Una decina di lavoratrici che, a gennaio, sono andati in pensione, si sono visti recapitare una lettera dall’Inps che comunicava loro il mancato accoglimento della domanda. Non solo, l’Istituto di previdenza richiedeva anche indietro le somme eventualmente percepite “indebitamente”. Per l’Inps, anche i minatori sono soggetti alla riforma del 2010. Punto. “Queste norme sono devastanti” spiega Francesco Carta, segretario della Filctem Cgil, la sigla sindacale che riunisce i lavoratori chimici e minerari. “Le conseguenze si ripercuotono anche sui minatori che negli anni scorsi sono stati collocati in mobilità tramite accordi stipulati fra le parti sociali e il ministero del Lavoro”. Amalia Schirru, deputata del Pd, spiega che “70 minatori della Carbosulcis, in lista di mobilità in accompagnamento alla pensione, hanno appena scoperto di non avere i requisiti previsti dalle nuove norme. Si ritrovano così senza pensione e senza assegno di mobilità”.

di Giampiero Cazzato, Il Venerdì

Essere disoccupati a due anni dalla pensione

Egregio direttore, sono un uomo di 64 anni, a novembre ne compirò 65, da due anni sono discoccupato, perché l’azienda presso la quale lavoravo da venticinque anni, ha chiuso. Il primo anno ho percepito la disoccupazione, però da agosto 2010 non ho più nessun ammortizzatore sociale, La pensione  avredi dovuta averla a novembre 2011 (al compimento dei 65 anni) ma l’Inps mi ha comunicato che potrò percepire la tanto sospirata pensione solo a dicembre 2012.

Per concludere, da agosto 2010 a dicembre 2012 dovremmo vivere con la pensione di mia moglie di 700 euro? Dopo aver decurtato le spese, ogni mese restano per il vitto 200 euro. Quello che voglio far presente è che questa legge (che prevede di potere recepire la pensione a sessantasei anni) può andar bene per chi lavora, ma non certo per chi non ha nessun lavoro e nessun altro tipo di introito. Vorrei sapere come si può fare ad aspettare i sessantasei anni in questa condizione. Vorrei essere consigliat, vorrei sapere da qualcuno che cosa fare, vorrrei sapere a chi rivolgermi.

di Antonio Pariglia, Napoli, Il Venerdì

Il balzello sui pensionati illegittimo dal 1978

L’ente che lo giustificava non esiste più da 33 anni, eppure il balzello resiste. E si materializza ogni mese nella busta paga dei pensionati. È la trattenuta a favore dell’Onpi, l?opera nazionale pensionati d’Italia, ente soppresso nel 1978. Si tratta di 0,01 euro (un centesimo) su ogni rata di pensione ma, come diceva Totò “è la somma che fa il totale”. E alla fine, un centeismo sopra l’altro, esocno fuori 2,5 milioni di euro l’anno. Il bello è che la maggior parte dei pensionati 2ignora la natura e la logica di questo ” prelievo dice la deputata del Pd Lucia Codurelli. Il percorso di questi 2,5 milioni di euro non brilla per trasparenza. L’inps, presieduto da Antonio Mastrapasqua, trasferisce le trattenute al ministero del Tesoro perché siano ripartite tra le Regioni. E poi? Poi  è “plausibile” conclude Codurelli” che le Regioni inseriscano i fondi tra le proprie entrate, non destinandoli invece agli scopi originari”.

di Giamperio Cazzato, Il Venerdì

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