L’imprenditore Silvio ora è in difficoltà a causa del politico B.

La fine del ciclo berlusconiano comincia da dove è cominciata l’avventura, dal partito azienda di Mediaste. In politica Berlusconi è ancora forte per le debolezze altrui. Ha intorno servi e marionette, compresi i bluff Bossi e Tremonti, e contro un’opposizione incapace di non litigare, di non lanciargli la centesima ciambella di salvataggio, di non organizzare l’ennesimo “soccorso rosso”.

In definitiva, un ceto politico senza speranza e senza futuro, ma abbastanza furbo da capire che la fine di Berlusconi coinciderà con la propria. Sul mercato le cose sono diverse. Il mercato si muove, guarda avanti, fa calcoli, ragiona e scommette già da tempo sulla fine della stagione del Cavaliere. Basta guardare le cifre di Mediaste. Stiamo parlando di un’azienda che, unica al mondo, nell’ultimo decennio ha goduto l’immenso vantaggio di avere per otto anni il suo proprietario a Palazzo Chigi. Non premiere, ma padrone del governo e della maggioranza. Quindi in grado di far approvare in un baleno tutte le leggi che favorivano lui e le sue aziende. Addifirttura di decidere i destini della principale e a lungo unica concorrenza, la Rai, come si evince anche dalle intercettazioni.

Ebbene, nonostante questo, Mediaset è oggi un colabrodo. L’acquisto di un terzo di Endmol, la società del Grande Fratello, trasformata oggi in grande fardello, si è rivelata un fallimento colossale, con due miliardi di buco, L’azione Mediaset, negli ultimi tre mesi, è crollata del 28 per cento, quella di Telecinco del 32, in un settore dove il calo medio è stato del 4 per cento. E questi sono i dati in attesa della sentenza Mondatori e della fine dei contenziosi fiscali con l’Agenzia delle Entrate. Bisogna poi aggiungere al quadro l’immagine decrepita dei palinsesti, Rete4 ancora in mano a un catafalco come Emilio Fede, l’informazione azzerata, i grandi fratelli che si ripetono sempre uguali e con minor successo, la  finta satira sempre più di regime di Striscia, qualche guizzo nei talent: fine delle trasmissioni. Tanto che l’agonia non fa più notizia nelle cronache, divise fra il suicidio della Rai e l’espansionismo di La 7 e Sky.

Ad Arcore e dintorni si susseguono le riunioni di famiglia, anzi di famiglie, con Pier Silvio e Marina lanciati ormai in guerra contro i figli di Veronica Lario. Il punto è che bisognerebbe vendere ora, subito, ma a chi? Gheddafi, possibile soluzione, ha altri problemi. Putin è un po’ meno amico di prima. L’uomo che doveva gestire l’Italia come un’azienda non è più neppure capace di garantire un futuro alla sua vera azienda. Non è la più formidabile delle nemesi?

di Curzio Maltese, Il Venerdì

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: