Disgusto e umanità. L’Orientamento sessuale di fronte alla legge.

La democrazia deve garantire ai propri cittadini sia eguaglianza (assenza di discriminazioni economiche, etiche, legali, politiche, sessuali, sociali), sia equità (giusta distribuzione di benefici e responsabilità). Martha Nussbaum invoca questi concetti per assicurare agli omosessuali l’accesso a ogni diritto civile, diritto alla base della giustizia: difficile altrimenti parlare di Stato democratico. Ne segue che l’Itali non lo è. Non solo. Privati dei diritti che provengono dalla possibilità di sancire legami matrimoniali, i cittadini italiani omosessuali sono cittadini di serie B. Anzi, di serie C dal momento che, quando aggrediti in quanto gay e lesbiche non vengono protetti da una legge che qualifichi l’omofobia come reato tutte le volte in cui da essa derivino atti discriminatori o violenze (e questo anche grazie al corto circuito tra stigmatizzazione e condizione di minorità giuridica). E allora perché stupirsi se l’Italia occupa una posizione arretrata nell’elenco degli stati attenti ai diritti civili delle cosiddette, brutta espressione, “minoranze sessuali” (una logica triste e incontrovertibile vuole che tale arretratezza riguardi anche i diritti delle donne, dei bambini, dei migranti)? Il fatto di precedere in questo elenco, il blocco dei circa novanta paesi che considerano le omosessualità “illegali” e di quelli che, come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iran, Nigeria, Mauritania, Sudan, Yemen, le puniscono con la pena di morte, dovrebbe forse consolarci?

La giurisprudenza americana assicura una particolare forma di tutela ai cittadini che rientrano in una suspect classification, ovvero una classificazione basata su una discriminazione illegale, è cioè sospetta di incostituzionalità. Per capirsi, l’esempio più citato di “classificazione sospetta” è la “razza”: la storia attesta come la maggior parte delle leggi che impiegano la “razza” quale categoria sistematica degli individui si basa su una discriminazione. Di fronte a una classificazione sospetta (nel contesto di un’azione di governo, di una legge, di un regolamento ecc.), la Corte adotta uno standard più severo (strict scrutiny) di valutazione della conformità al “principio costituzionale di eguaglianza” (Equal Protection Clause). Quali criteri valgono, secondo la Corte Suprema degli Stati Uniti, per qualificare un gruppo come suspect classification?: A) avere una storia di discriminazioni, ostilità, pregiudizi, stigma; b) coincidere con una minoranza identificabili; c) possedere una caratteristica immutabile e/o decisamente visibile; d) non disporre di sufficiente rappresentanza e potere per proteggersi con strumenti politici.

Dai campi di concentramento ai campi di rieducazione, dagli elettroshock alle “terapie riparative”, le persone omosessuali si sono sempre confrontate con persecuzioni e violenze, e questa costituisce una delle ragioni per cui hanno sviluppato una sofisticata cultura della in-visibilità. Atti e individui omosessuali sono transitati attraverso i domini della religione (peccato), della giustizia (illegalità), della medicina (malattia), della psicologia (immaturità e perversione) e solo recentemente sono approdati alla politica dei diritti. Dalla fine degli anni sessanta, soprattutto in Occidente, molti hanno iniziato a definirsi/dichiararsi gay e lesbiche, rivendicando uguaglianza di diritti, doveri, opportunità, esprimendo una combinazione unica tra orientamento sessuale e identità sociale, costruendo soggettività inedite nella storia dell’umanità. Da ciò trae origine una sensibilizzazione ad ampio raggio, che oggi possiamo, tra l’alrtro, apprezzare nelle disposizione dell’Organizzazione mondiale della sanità e delle principali associazione internazionali dei professionisti della salute mentale, nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e nelle risoluzione del Parlamento europeo.

Non stupisce dunque l’attenzione, sempre maggiore, rivoltà agli omosessuali dalla giurisprudenza occidentale, nonché dalle scienze economiche, filosofiche, psicologiche, sociali. Attenzione di fatto accesa da diversi eventi: i movimenti di liberazione gay e lesbici, la depatologizzazione delle omosessualità e la loro cancellazione dagli elenchi dei disturbi mentali, la crescente visibilità degli omosessuali e delle loro famiglie, ma anche i coming out di personaggi noti al grande pubblico nonché la diffusione di opere artistiche e commerciali che raccontano   storie gay e lesbiche. A una consapevolezza e antidiscriminatoria, congiunta alla coscienza che il diritto di una persona rimane il diritto di tutti, si è purtroppo affiancato lo sviluppo  di condanne e intimidazioni, a livello pubblico e privato: manifestazioni di aggressività, disprezzo, più banalmente di diffidenza continuano a popolare le esistenze omosessuali.

© Disgusto e umanità  di Martha C. Nussbaum

L’orientamento sessuale di fronte alla legge

Cap.1 Classificazioni sospette di Vittorio Lingiardi e Nicla Vassallo

Edizioni Il Saggiatore pagg.352, € 19,50

Contatti: gigante@saggiatore.it – tel. 02-202301.

Dalla politica del disgusto alla politica dell’umanità. La strada tracciata dalla legge verso il rispetto, l’empatia, l’immaginazione. “Disgusto e umanità. L’orientamento sessuale di fronte alla legge”, volume di Martha C. Nussbaum con un saggio, “Classificazioni sospette”, di Vittorio Lingiardi e Nicla Vassallo.

Con una tesi originale e con una proposta politica, Martha C. Nussbaum studiosa di etica e di diritto di fama internazionale, si schiera contro la discriminazione delle persone omosessuali. Verso le omosessualità, dice Nussbaum, la nostra società ha sempre manifestato un’avversione viscerale, connessa al fastidio provato di fronte alle secrezioni corporee, ai rifiuti organici, alla materia in decomposizione.

Proprio sul disgusto si sono fondate, nel tempo, discriminazioni giuridiche e sociali, nei confronti degli individui e delle pratiche omosessuali: carcerazione, deportazione, esilio, leggi antisodomia, interdizione al matrimonio. Oggi la politica del disgusto incontra due avversari sempre più influenti: il rispetto e l’empatia. Nella vita sociale e giuridica, commenta Nussbaum, si fa strada la politica dell’umanità, costruita attorno al riconoscimento dell’altro, della sua soggettività, delle sue ragioni, percezioni, emozioni. “Disgusto e umanità. L’orientamento sessuale di fronte alla legge” sfida la società e la politica su vari terreni, dal diritto di famiglia, alle leggi antidiscriminazione, alla legislazione sul lavoro. Sono in gioco i diritti fondamentali, i principi costituzionali. Come quelli dell’eguaglianza di fronte alla legge e delle libertà individuali. Realtà vitali, che vanno concretizzate nell’esistenza di ogni cittadino, se vogliamo che le parole della Costituzione non rimangano solo belle parole. Vittorio Lingiardi e Nicla Vassallo dialogano con le tesi di Martha Nussbaum, arricchendole di istanze psicologiche e filosofiche.

Vittorio Lingiardi (milanese, psichiatra e psicoanalista, è Professore Ordinario presso la Facoltà di Psicologia 1, Sapienza Università di Roma, dove dirige la II Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica e insegna “Psicopatologia Generale”. È psicoanalista con funzioni di training del Centro Italiano di Psicologia Analitica, CIPA/IAAP e membro analista dell’International Association for Relational Psychoanalysis and Psychotherapy – IARPP. Dal 1988 al 1998 ha lavorato all’Ospedale San Raffaele di Milano. Tra il 1987 e il 1995 ha trascorso periodi di formazione presso Menninger Clinic (USA), Chestnut Lodge Clinic (USA), McGill University (Montreal, Canada).

Nicla Vassallo, genovese, è Professore Ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università di Genova. I suoi contributi innovativi si danno in filoni di studio e ricerca analitica che riguardano, da una parte, la natura della conoscenza nelle sue tante declinazioni, dall’altra alcune forme specifiche d’espressione epistemica in cui si presuppone l’esistenza di categorie ontologiche. Tra le sue numerose pubblicazioni scientifiche, ricordiamo alcuni volumi: “Teoria della conoscenza” (Roma-Bari 2003, seconda edizione 2008); “Filosofia delle donne” (Roma-Bari 2007) in qualità di co-autrice; “Donna m’apparve” (Torino 2009) in qualità di curatrice; “Knowledge, Language, and Interpretation” (Frankfurt 2008) in qualità di co-curatrice. Scrive regolarmente di filosofia sulle pagine culturali di alcune riviste e di alcuni quotidiani.
di Rossella Bellinvia – http://www.liguria 2000news.com

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