Corruzione, evasione fiscale, reati finanziari Trovare le risorse per evitare i sacrifici sarebbe facile

La manovra da 40 miliardi si avvicina e sulla sua definizione si rincorrono le ipotesi. Il ministro del Tesoro Giulio Tremonti deve trovare 40 miliardi di qui al 2014 per rientrare nell’accordo Ue sul pareggio di bilancio. La ricerca di questi fondi non sarà indolore. Le prime bozze parlano di riforma fiscale con aumento dell’Iva, di ticket sani-tari, di tagli alle pensioni con innalzamento dell’età delle donne a 65 anni anche nel privato. Di tagli agli sprechi per nulla chiari e di riduzioni di trasferimenti agli enti locali già in affanno.

EPPURE, a cercare bene, i soldi per intervenire sul deficit italiano si possono trovare. Basta guardare alle incredibili diseguaglianze, all’enorme evasione fiscale, alle economie sommerse, all’illegalità diffusa e spesso istituzionalizzata. Una bella disamina di questo buco nero, che succhia energie e risorse all’Italia, la fa Nunzia Penelope, giornalista economica che nel libro Soldi Rubati (Ponte alle Grazie) che è una miniera di dati: “Ogni anno in Italia abbiamo 120 miliardi di evasione fiscale, 60 miliardi di corruzione, e 350 miliardi di economia sommersa, pari ormai a quasi il 20 per cento della ricchezza nazionale. Ma varrebbe la pena di aggiungere gli oltre 500 miliardi nascosti da proprietari italiani nei paradisi fiscali e su cui non si pagano tasse. Sessanta miliardi di corruzione e 120 di evasione fanno 180 miliardi l’anno. In 10 anni sarebbero 1800 miliardi: esattamente quanto l’intero stock del debito pubblico. Si potrebbe azzerarlo e vivere felici”.    Anche l’Italia dei Valori, come già aveva fatto lo scorso anno, ha presentato una “contromanovra” per indicare a Tremonti soluzioni alternative alla solita bastonata su statali e lavoratori dipendenti. Tra le proposte dell’Idv, per esempio, c’è l’idea di riportare il budget della Presidenza del Consiglio sotto il controllo del ministero del Tesoro. Un dettaglio burocratico? Mica tanto, visto che così si smonterebbe il sistema dei grandi eventi e degli appalti agli amici degli amici, con un risparmio annuo di miliardi (5 nel 2012, 6 nel 2013, 7 nel 2014 e così via). Investire di più nei controlli sulle false pensioni di invalidità, come ha dimostrato proprio la stretta di Tremonti, potrebbe far risparmiare almeno 400 milioni all’anno. Per non parlare di una revisione mirata delle agevolazioni fiscali, che lasci inalterate quelle per famiglie, lavoro e pensioni ma ritocchi tutte le altre: risparmi da 5 miliardi all’anno. Quanto a misure di emergenza, per mettersi in regola subito con l’Europa, l’Idv suggerisce di pescare tra i beneficiari dei condoni fiscali del passato, o di cartolarizzare (cioè cedere ad altri) i ruoli esattoriali che lo Stato non riesce a farsi pagare. Tremonti ha ancora tempo per modificare la bozza che oggi andrà in Consiglio dei ministri, in questa pagina può trovare qualche idea sul come farlo.

di Salvatore Cannavò, IFQ

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