RAI, approvati i palinsesti ma i contratti restano bloccati

Fazio annuncia: il programma con Saviano può traslocare.

Il cda Rai ha approvato i palinsesti: si apprende così che, con discreto senso dell’umorismo, il giovedì sera al posto di Annozero andrà in onda la serie Criminal minds. Sempre restando nei dintorni del ridicolo, intervistato a Un giorno da Pecora su Radio2, l’ex direttore generale Masi ha spiegato che avrebbe preferito “una lite faccia a faccia con Santoro”. Magari una vera scazzottata no, ma una roba da uomo a uomo sì, perché lui è “un tipo sanguigno”. E poi: “Lasciare la Rai è stata una liberazione”. Chissà se il Cavallo di vale Mazzini potesse parlare, che risponderebbe.    Tornando a questioni più concrete, ieri il cda della tv pubblica ha varato con 8 voti a favore e un’astensione (quella del consigliere berlusconiano Antonio Verro), la presa d’atto dei palinsesti autunnali: figurano per Rai3 Ballaro, Parla con me e Report. C’è anche Che tempo che fa, nonostante la trattativa tra i vertici Rai e Fabio Fazio non sia conclusa. Il conduttore ha scritto una lunga lettera a Repubblica, nella quale fa capire di essere più che disponibile a traslocare Vieni via con me, la trasmissione record d’ascolti condotta con Roberto Saviano, su La7 (dove lo aspettano a braccia più che aperte). Prima dell’inizio della seduta, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani aveva “avvertito” i consiglieri: “Attenzione: chi con perfetta cognizione di causa toglierà valore all’azienda pubblica che deve provvedere a promuovere e tutelare, pagherà di tasca propria. Lo prendo come impegno mio e del mio partito”.

IL PORTAVOCE Idv Leoluca Orlando, si ricorda del Tg1 : “Dopo Santoro, la tv pubblica prova a mandare via i suoi migliori professionisti, quelli che fanno ascolti e prodotti di qualità . Intanto Minzolini fa un telegiornale in crollo di audience e resta tranquillamente al suo posto: il simbolo di un servizio che, definire ancora pubblico, sembra una provocazione”.    Approvati i palinsesti, non si pensi di essere vicini a una conclusione. Il nodo centrale restano i contratti. “Mi aspetto che entro poche ore il direttore generale proceda alla definizione dei contratti necessari perché molti programmi previsti possano effettivamente riprendere il prossimo autunno”, ammonisce il consigliere Giorgio Van Straten. Con lui i colleghi d’opposizione (Nino Rizzo Nervo assicura che “i contratti sono in dirittura d’arrivo”) e anche una nota dell’Associazione dirigenti Rai. Al consiglio il direttore generale Lei avrebbe garantito che le trattative con Fazio sono a buon punto. Vedremo. E gli altri? Il contratto di Milena Gabanelli scade il 30 agosto, ma lei non ha avuto ancora nessun contatto per la prossima edizione di Report. A parte un colloquio informale per la clausola di copertura per le spese legali. “Il problema principale”, spiega la giornalista”, “è il tempo. Di solito cominciamo a preparare le inchieste già a maggio. Io non sono in trattativa con nessuno e vorrei restare a Rai3. Ma bisogna vedere a quali condizioni: le mie e le loro”. Stessa musica nella redazione di Presadiretta, dove Riccardo Iacona (che però è dipendente Rai) aspetta con ansia l’apertura della matricola per la trasmissione. “Oggi vediamo la luce”, dice Iacona, “ma restiamo in attesa. Siamo fermi, mentre dovremmo essere da settimane al lavoro per preparare il programma. E questo accade solo per motivi politici. La situazione è preoccupante”. Così chez Dandini: “Ci aspettiamo di essere contattati entro la settimana”, spiega Andrea Salerno, produttore e autore di Parla con me. Il prossimo appuntamento è a stretto giro: già giovedì il cda affronterà il pacchetto nomine. La direzione della seconda Rete dovrebbe passare da Massimo Liofredi, che ha pubblicamente osteggiato l’uscita di Santoro, a un più gradito Gianluigi Paragone. La seduta si occuperà anche del Tg2: dopo l’addio di Mario Orfeo la guida è, ad interim, ancora affidata a Mario De Scalzi.

DI RAI si parlerà ancora molto: forse perché, come ha ricordato Santoro nell’ultimo Annozero, i cittadini sono stanchi di una tv ostaggio della politica. E infatti, al grido di “Riprendiamoci il servizio pubblico”, l’Usigrai lancia una manifestazione per il 21 giugno. “Al di là dell’atto dovuto e comunque positivamente accolto dell’approvazione dei palinsesti ci rivolgeremo da cittadini ai cittadini”, spiega il segretario del sindacato Carlo Verna. “È venuto il tempo della mobilitazione. Speriamo che in primo luogo il popolo dei referendum accetti di farsi coinvolgere: dopo l’acqua, l’energia pulita e la legge uguale per tutti è il momento di riappropriarsi della Rai, strangolata dai conflitti di interessi e dai partiti”.

di Silvia Truzz, IFQ

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