Professor Battaglia esperto in strafalcioni

Uno dei sostenitori dell’energia nucleare più in vista sui mezzi di comunicazione italiani è il prof. Franco Battaglia, docente di Chimica ambientale all’università di Modena ed editorialista de Il Giornale.    A Porta a Porta, Annozero, Exit e Otto e mezzo, il professore ha portato le sue tesi, generalmente drastiche, senza compromessi: “Zero morti nella popolazione intorno a Chernobyl”, “Chernobyl è una colossale mistificazione mediatica”, “Nessuna conseguenza sanitaria da Fukushima”, “Fukushima aiuterà la ripresa nucleare”, “Eolico e foto-voltaico sono una colossale truffa”, “L’uomo non c’entra proprio nulla col riscaldamento globale”, “I referendum sono una cosa antidemocratica” e “La Merkel mente”. Generalmente sono interventi che lasciano allibiti gli astanti (“Ma è un film?” si domandava esterrefatto Angelo Bonelli dei Verdi ad Anno-zero) e provocano lo scherno del pubblico televisivo, come si vede da una semplice ricerca sul web. Oltre alle tesi infondate e senza senso, gli interventi e gli scritti del prof. Battaglia sono costellati da numerosi errori. Quando cita un numero, quasi sicuramente è sbagliato. Ad Annozero ha affermato con decisione che “il fotovoltaico incide nel mondo per lo 0.001%”, commettendo un errore del 15.000%, ossia sottostimando la produzione fotovoltaica mondiale di 150 volte. Il dato sulla produzione fotovoltaica europea era sbagliato invece “solo” di 50 volte. Secondo il blog scientifico climalteranti.it  , che si diverte a collezionare gli strafalcioni del professore modenese, il record è stato raggiunto in un articolo su Il Giornale del primo dicembre scorso, in cui è riuscito a sbagliare in una sola frase 6 numeri su 7.

MA COME può essere che un docente universitario proponga, spesso con una notevole arroganza intellettuale, numeri sballati e tesi che a volte sembrano palesemente insensate? La spiegazione è semplice. Se si consultano i database delle riviste scientifiche, risulta che il prof. Franco Battaglia non ha alcun lavoro pubblicato su riviste scientifiche internazionali che trattano temi legati in qualche modo alle strategie energetiche, all’ambiente o ai cambiamenti climatici. La sua produzione scientifica ha riguardato, in anni passati, per lo più argomenti di chimica fisica teorica; sulle tematiche relative a clima ed energia, nulla. È autore invece di molti articoli su quotidiani, nonché di due libri, che hanno avuto la prefazione di… Silvio Berlusconi e Renato Brunetta. In una recente puntata di Otto e mezzo ha rinfacciato all’eurodeputata dei Verdi Monica Frassoni di avere “una formazione tecnica in un altro campo, non nel campo dell’energetica”, senza dire di essere esattamente nelle medesime condizioni. Non frequentando il mondo della ricerca scientifica sulle tematiche energetiche, è probabile che Battaglia non sia a conoscenza del fatto che sulle più prestigiose riviste internazionali si discute da anni sul ruolo importante che potranno avere nei prossimi decenni le energie rinnovabili e che l’energia nucleare non sarà così determinante. Alcuni esempi possono aiutare.

L’IMPORTANTE lavoro “ADAM comparison” pubblicato su “The Energy Journal” nel 2010, realizzato da 16 studiosi di 6 diversi centri di ricerca europei, ha confrontato i mix tecnologici proposti dai modelli economico-energetici-ambientali di diversi gruppi di ricerca, concludendo che l’energia nucleare non è indispensabile per soddisfare la richiesta energetica mondiale e per ridurre drasticamente le emissioni di gas climalteranti. La recente sintesi del “Rapporto speciale sulle energie rinnovabili ” dell’IPCC, il Comitato Onu sul clima, a cui hanno partecipato una cinquantina di esperti europei, ha concluso che fino all’80% dell’energia può essere soddisfatta da fonti rinnovabili entro il 2050. Anche in base a questa crescente evidenza sul contributo importante che potranno dare le energie rinnovabili, la Commissione europea ha da poco definito la “Roadmap al 2050”, che prevede entro 40 anni il settore della produzione elettrica sarà quasi completamente decarbonizzato, e certo senza prevedere un ruolo significativo dell’energia nucleare in Europa. Franco Battaglia però ha già scritto che le politiche europee sono dovute al fatto che “l’Europa non conosce le leggi della fisica”, ai “burocrati di Bruxelles” che “non hanno niente di meglio da fare”.

di Stefano Caserin, IFQ

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