Vogliono Las Vegas, io una nuova Cagliari

“Vedi, l’ultima volta il centrodestra ha vinto al primo turno, al 53%. Ma adesso, dopo 20 anni di malgoverno, e dopo una campagna elettorale tutta all’attacco la partita è riaperta. Se andiamo al ballottaggio, come credo, giochiamo per vincere”. Massimo Zedda è il candidato sindaco del centrosinistra a Cagliari. Ha solo 35 anni, un curriculum vitae fuori dagli apparati, ha vinto le primarie a sorpresa, battendo – lui che è diSinistraelibertà–ilpiùradicato dei leader del Pd dalemiano, Antonello Cabras.    Si può vincere davvero in una città che è diventata un baluardo del centrodestra?    Io credo di sì. Vedi, in questa città, il centrodestra è la metafora perfetta del centrodestra nazionale: proclami faraonici, follie liberiste, grandi promesse e nessun risultato, devastazione ambientale e inefficienza.    Fammi un esempio.    Avevamo – e abbiamo ancora, se sapremo valorizzarla – una delle più belle spiagge urbane del mondo: il Poetto. Ebbene, per rispondere al problema dell’erosione, il centrodestra ha scelto la strada più dispendiosa e irrispettosa della natura.    Risultato?    Un simbolo. La spiaggia bianca è diventata una spiaggia nera. E per fare questo scempio sono riusciti a dilapidare 20 milioni di euro!    Qual è l’idea di sviluppo del    centrodestra?    Non c’è, questo è il dramma. L’ultima berlusconata era una proposta da manuale: costruiamo sulla spiaggia un Casinò… Così dopo aver rovinato l’arenile, ci costruivano pure un obbrobrio. In compenso non hanno presentato nessun piano per il litorale.    Nessuno?    Nulla, zero. Promettono sogni, ma realizzano pochissimo: ci sono dieci chilometri di spiaggia di competenza del comune, ma non hanno nemmeno piantato una rete da pallavolo, un bagno chimico, una doccia.    E invece?    La spiaggia è il grande polmone verde della città, l’opportunità di una vacanza per tutti, anche per chi non può permettersi di partire. La città si è impoverita. Bisogna ripristinare i nostri tesori naturali, non cementificare più. Loro promettono Las Vegas, io voglio una nuova Cagliari. Qui la crisi è iniziata prima della crisi. Io cito degli indicatori infallibili: il centro diocesano, che ormai assiste 4 mila persone. E gli studi della Caritas, che fanno vedere come un pezzo di piccola borghesia si è avvicinata alla soglia di povertà.    Vorresti parlare a queste famiglie?    Ci sto provando. Per dire loro che questa città così diventa un dormitorio. Non ci sono bus notturni, non ci sono servizi. C’è la solitudine e il miraggio di un lavoro palazzinaro, prospettato da chi ha un’unica idea.    Quale?    Costruire multiproprietà, possibilmente sulla sabbia. Chi vota me deve sapere che dirò sempre no a tutte le speculazioni.    Che storia hai?    Ho fatto il liceo classico. Ho iniziato a lavorare a 18 anni, contemporaneamente studiavo Giurisprudenza. Sono il ritratto perfetto della mia generazione.    In che senso?    In 4 anni di lavoro sono stato Co.Co.Co, Co.co.pro, contrattista a tempo determinato, prestatore d’opera occasionale: assunto mai!    Cosa hai fatto.    Di tutto, nell’amministrazione di aziende, di un ristorante e di un albergo. Poi ho recitato. E ho anche fatto il pubblicitario.    Dimmi una cosa che si impara con questa gavetta.    Amministrare significa dare la possibilità di cambiare le cose. Ad esempio, trovo incredibile che una tassa importante come quella sull’immondizia sia pagata al metro quadro, in base alla superficie.    Perché?    Perché ricordo quando pagavamo 14 mila euro anche se il locale era chiuso! Che senso ha?    Che parametro adotteresti?    Chi ricicla di più paga meno. Chi è virtuoso deve essere ricompensato: nelle città del Nord Europa questa è la regola. Da noi premiamo le rendite e l’inefficienza.    Magari tutti pagano poco.    Macché, è la tassa dei rifiuti più alta d’Europa.    Il centrodestra ti critica su questi punti?    Hanno provato a fotocopiare il nostro programma, che io avevo preparato già per le primarie. Il mio avversario usa dei toni così feroci, verso l’amministrazione espressa dalla sua stessa coalizione, che si sarebbe tentati di pensare che sia arrivato da un altro pianeta.    Fammi un altro esempio.    La loro parola d’ordine, come nel resto del paese è esternalizzare tutto: al punto che il Teatro lirico ha dato in appalto persino la biglietteria. Sarebbe come se in una famiglia si desse in appalto la preparazione del pranzo e della cena.    Lo fanno per risparmiare?    Ma figurarsi. Lo stabile ha un bilancio che è un buco nero.    La coalizione come si comporta con te?    Benissimo. Sono venuti Veltroni, la Serracchiani, Bersani. Adesso arriva la Bindi. Il Pd ha capito che c’è un’opportunità unica.    Però a livello locale qualcuno ci resterebbe male se vincessi…    Non è così. Ci sono state delle preoccupazioni all’inizio. Ma io faccio un gioco di squadra, da soli non si va da nessuna parte.    Il primo punto del tuo programma?    Dobbiamo fermare l’emorragia. Negli ultimi 15 anni abbiamo perso 20 mila cittadini, soprattutto giovani.    Perché?    Vanno aggrediti i prezzi degli affitti, calmierati, abbassati con edilizia studentesca. Non si può accettare che un ragazzo paghi 300 euro per una stanza e un letto.    E poi?    La trasparenza è una necessità. Se uno legge il bilancio di questa città non capisce dove vanno a finire i soldi.    Cosa faresti al posto del Casinò?    Una fabbrica delle idee. Un luogo di spettacoli e di concerti integrato nel territorio.    La proposta più improbabile del tuo avversario?    Vogliono fare la metropolitana di profondità, in una città di 156 mila abitanti. Sognano grandi e costose opere.    Non vuoi cambiare la mobilità?    Certo. Ma lo strumento migliore è la metropolitana di superficie. Pensa, a Cagliari avevamo i tram del secolo scorso, loro li hanno smantellati. Dobbiamo pensare ai flussi di traffico che vengono dall’hinterland. Solo risolvendo questo problema Cagliari può essere decongestionata e resa vivibile.

di luca Telese, IFQ

One Comment to “Vogliono Las Vegas, io una nuova Cagliari”

  1. mi stà bene, io voglio che tutti godano del poettto-ci sono già gli stabilimenti balneari-la prima torno a ripetere è divisa tra cagliari e provoncia e stranieri che non possono permettersi 25 -30 ero di noleggio al giorno di soli ombrelloni-il centrodestra ha demolito la sardegna-continuano a costruire fabbricati e arecintare per fare cosa-ora vogliono addirittura privatizzare le spiagge-ma come non volevano il federalismo?la sanità quì certo và meglio di altri posti perchè siamo 2 gatti, ma smantellandola e rendendo ancora tutto privatizzato….buonanoteeee-siamo 2 gatti, nessuno lavora più la sardegna è in mano ad un manipolo di eguaci di berlusconi che hanno ed accumulano sempre più e a pagare è sempre lo stesso-recinti tutto intorno alle coste-basta andare e vedere-e niente da fare ci vuole il lavoro-ma perchè siamo un branco di percore(come dicono gli altri?)-ribelliamoci-dobbiamo sfatare questa situazione-ogni regione può leggiferare in materia edilizia concessioni-noi sardi non abbiamo più niente-vediamo di far pagare chi viene da fuori-formando magari delle cooperative che facciano girare le persone nel lavoro e non sempre i soliti-perchè poi si finische al cassonetto ad una certa età-il mercatino di viale trento che era un luogo di ritrovo per isoccupati per cercare di racimolare qualcosa è diventato un covo di delinquenti(parlo di chi gestisce questo mercatino dell’usato, arricchendosi alle spalle dei poveracci)-corsi di formazione professionale tutti a pagamento-ma come fà un disoccupato a pagare un corso di parrucchiera o aiuto cuoco alla figliao figlio.Insomma…vediamo di far fare 3 mesi a testa-la torta và suddivisa-e vediamo di non dare gli aiuti solo agli extracomunitari, chi delinque e gli viene proposto il patteggiamento-che, da nni se uno non è un delinquente…niente lavoro, niente di niente se non ha preso il metadon…ma che siamo matti?un tempo chiedevano il certificato penale, ora è il contrario-i sussidi vediamo di darli a chi ne necessita-vorrei dire per il lavoro cosa…non sò se manca l’iniziativa-spero che la ruota giri per tutti-A milano i tram ci sono ancora-qiì a cagliari, che siamo arretrati li hanno aboliti da quando sei nato tu massimo-non ci sono più iniziative culturali…concerti di artisti…vedi anni 80-oggi vengono a anno nuo umberto smaila, luisa corna-ma lasica nadare chi c’ha i soldi-questi sono miliardari e fanno schifo pure-non riessco ad impostare un argomento talmente sono nervoso-speriamo che ce la faccia-sempre meglio tu che i soliti che hanno mangiato per tanti anni-ora cambiamo e vediamo uno che è venuto dal nulla se riesce a migliorare un poco-giusto premiare chi si applica….la monnezza ce l prendiamo sempre noi a prescindere-siamo stati i primi a comprarci il digitale terrestre…capirai che vanto-dovremmo essere stati gli ultimi, vista la disoccupazione-primi in italia

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