Processo alla Marlene Marzotto di Praia a mare – 14 anni di indagini, il muro di omertà di ricatto e di paura sgretolato

E’ stato rinviato al 24 giugno presso il Tribunale di Paola il processo agli imputati eccellenti per gli operai morti di tumore alla Marlane Marzotto assistiti da un Collegio di difesa bipartizan. Il processo breve potrebbe salvarli.

Confermate nell’udienza di stamattina le indiscrezioni dei giorni scorsi che davano il rinvio del processo. Tra i 14 responsabili aziendali indagati per omicidio colposo e disastro ambientale figurano il cav. del lavoro (sic) Pietro Marzotto, re del tessile ed erede della dinastia, Antonio Favrin vicepresidente vicario della Confindustria veneta, Silvano Stoner, già direttore generale della Stefanel, Jean De Jaegher, consigliere dell’Eurotex /Associazione Europea delle Industrie Tessili) e presidente della Marzotto USA dal ‘95 al ’98, Lorenzo Bosetti, consigliere delegato e vicepresidente Lanerossi, Carlo Lomonaco, sindaco di Praia a Mare e già responsabile da ’73 all’88 del “reparto della morte” (Tintoria), recentemente e paradossalmente costituitosi parte civile nella qualità di sindaco contro se stesso nella qualità di imputato!
Lo Slai Cobas si è costituito parte civile con gli avvocati Giuseppe Senatore e Natalia Branda, insieme ad oltre un centinaio di “parti lese” tra i lavoratori ed i familiari delle vittime, stigmatizza che “se l’azienda ha potuto violare reiteratamente, sistematicamente e per decenni ogni norma di legge a tutela della vita dei lavoratori nonché dell’ambiente, ciò è potuto avvenire solo in conseguenza di una strutturale e fattiva complicità trasversale dell’intero quadro politico istituzionale e sindacale che, nonostante qualche centinaio di operai morti per cancro, in questi decenni ha addirittura “remato contro” e tentato di insabbiare la strage, con il solo Slai cobas che ha invece caparbiamente saputo dare forza, voce e rappresentanza sindacale alle lotte dei lavoratori per giungere al processo contro i responsabili.
Non è un caso che a difendere gli imputati figurano ed hanno figurato gli avvocati Nicolò Ghedini, parlamentare PDL, Guido Calvi, parlamentare PD, Giuliano Pisapia già parlamentare PRC ed attuale candidato di “sinistra” a sindaco di Milano (praticamente, mentre la Procura, durante le indagini preliminari ha già individuato ben 107 casi di morte o malattia sospetta tra i dipendenti dell’ex Marlane Marzotto, l’intero arco trasversale parlamentare si schiera a difesa dei responsabili di questa vera e propria strage di lavoratori e dell’ambiente). Gli stessi dati rilevati dalla perizia-tecnica di parte del 2008 dello Slai Cobas, depositata al Tribunale di Paola, certifica una percentuale del 4% di tumori maligni tra gli operi della Marlane Marzotto di Praia a fronte di un dato nazionale inferiore allo 0,005% e a quello della regione Calabria prossimo allo 0,003%.
L’ostruzionismo messo in atto in questi anni dal collegio di difesa degli imputati, che da sempre punta alla prescrizione dei reati, oggi è reso tra l’altro più forte dall’auspicata normativa sul “processo breve” che renderebbe ancora più “stretti” i tempi utili per arrivare al giudizio. Ma non potranno in nessun caso mettere la parola “fine” senza che nessun imputato paghi per le sue responsabilità. “Insieme ce la possiamo fare”, è questo l’impegno dello Slai cobas, dei lavoratori e delle famiglie dei tanti morti ammazzati dal consapevole e cinico sfruttamento padronale.

Contropiano.org


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