La famiglia Buzzanca va in scena all’Acea

L’Acea è un colosso, una società di cui il Comune di Roma detiene il 51 per cento. Il suo core business, per usare un termine finanziario che fa chic, sono acqua ed energia. Eppure andando a spulciare i documenti interni, i nomi dei dipendenti e l’elenco delle sponsorizzazioni si scopre un’altra passione: la cultura. Il cinema, ma anche la pittura e i dibattiti.    Un merito, in un Paese che snobba la cultura. E però, nei corridoi del palazzone dove ha sede la società, più d’uno dall’inizio dell’era di Gianni Alemanno storce il naso. Il motivo? Il ricorrere di nomi noti tra assunti, sponsorizzati e premiati. Uno su tutti, Buzzanca, ma sì, proprio la famiglia del famoso Lando, attore protagonista di pietre miliari del nostro cinema come Il merlo maschio, Homo Eroticus e James Tont. Ma qualcuno ha anche notato i cognomi Scajola e Alemanno.

MALIGNITÀ? Niente di illecito, fino a prova contraria, ma per l’opposizione forse una prova di come “gli amici di Alemanno mettano radici ovunque”. Così qualcuno punta il dito sull’entourage di Giancarlo Cremonesi, presidente Acea vicino ad Alemanno, arrivato dopo l’elezione del sindaco di centrodestra. Cremonesi ha voluto come capo del suo ufficio stampa Salvo Buzzanca. In una nota stampa firmata da Acea si legge: “Buzzanca è stato scelto dal presidente Cremonesi intuitu personae, come ovvia e costante prassi, in base a un consolidato rapporto di fiducia, avendone apprezzato in precedenti esperienze professionali, le capacità e le competenze”. Insomma, non c’è stato nessun concorso, ma succede spesso. Buzzanca ha collaborato con gli uffici stampa di politici soprattutto di centrodestra (Gianni Letta, Giuliano Ferrara e Paolo Guzzanti). Ancora: il dottor Buzzanca è fratello minore dell’attore Lando. Un merito o una colpa? Ai critici cinematografici la sentenza. Di certo Lando, salvo una sbandata per Walter Veltroni, vanta una lunga militanza nella destra. Disse: “Voterò An finché ci sarà quella fiammella sempre più piccola che mi ricorda il grande Giorgio Almirante”.    Un campanello che a qualcuno ha richiamato altre coincidenze: nella segreteria di Cremonesi siede Serena Dell’Aira,    esperta d’arte e (come risulta anche dalle cronache e da Face-book) compagna di Massimiliano Buzzanca. Chi? L’attore, figlio di Lando e nipote di Salvo. Dell’Aira è una professionista stimata: Acea l’ha indicata anche come membro della giuria del premio artistico “Eco Art Contest”. La stessa Dell’Aira risulta tra i membri del Comitato della Camera di Commercio di Roma per la promozione dell’Imprenditoria femminile. È stata designata da Confservizi Lazio, l’associazione che raccoglie i gestori di servizi come appunto Acea (la nomina risale al 2010, in era Cremonesi-Alemanno).    I soliti maligni ricordano anche il corposo capitolo delle sponsorizzazioni Acea. La società, come risulta anche dal sito, è partner del musical “Sotto Er cielo de Roma”. Protagonista Massimiliano Buzzanca.    Ma Acea è nota anche per la sua passione per il cinema: da anni sponsorizza la nota rassegna Ostia Filmfestival. Una telefonata agli organizzatori permette di scoprire chi farà parte della giuria 2011: “Gli stessi giurati dell’anno scorso più alcuni nomi nuovi come Lando Buzzanca”.

BASTA? No. Acea ha sponsorizzato un’iniziativa in memoria di Fiorenzo Fiorentini che ha premiato personaggi che si sono distinti “per il contributo alla cultura e all’arte di Roma”. Tra questi Lando Buzzanca.    Insomma, si può dire che i Buzzanca sono stimati dall’Acea che fa capo al Comune di Roma. Certo, qualcuno dirà che potrebbe averci messo lo zampino la simpatia per il sindaco Alemanno. Ma non è un reato. Così come non è illecito che il responsabile degli Affari Istituzionali Acea sia Ranieri Mamalchi che, come ricorda la società, “è un valido dirigente” oltre a essere stato per “18 mesi capo Segreteria dell’allora ministro dell’Agricoltura, Alemanno”. Lecito anche che il responsabile delle Relazioni Esterne sia Pierguido Cavallina, ex addetto stampa di Francesco Storace (An), allora ministro alla Salute di Berlusconi.    Maldicenze. Come quelle che ricordano la sponsorizzazione di Acea impressa sulle pagine del volume “Basilica di Santa Maria Maggiore, fede e spazio sacro” presentato nell’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede alla presenza di Gianni Letta, di Alemanno e dell’autrice Maria Teresa Verda, consorte dell’allora ministro Claudio Scajola. Non mancavano alti prelati. Del resto, ricordano le malelingue, oltre a gare automobilistiche e iniziative di ogni tipo, lontane apparentemente dal business dell’azienda, Acea sponsorizza molte attività culturali curate dalla Chiesa. Incurante del debito da decine di milioni che la Santa Sede ha accumulato con Acea per il mancato pagamento delle forniture idriche.    E qualcuno all’Acea critica: “Viene il dubbio che una società pubblica possa servire, inconsapevolmente, come strumento diplomatico per tenere buoni i rapporti del Campidoglio con ambienti ecclesiastici e politici”. Non è certo così. Acea, lo ripetiamo, sponsorizza decine di appuntamenti. Come Cortina Incontra, apprezzata rassegna di dibattiti nella culla ampezzana. Nel 2010 tra gli ospiti si contavano Gianni Alemanno (4 volte), la sorella Gabriella, e la moglie Isabella Rauti. Tanto che qualcuno aveva sollevato una questione di stile: la famiglia del sindaco ospitata in forze da un festival sponsorizzato da una società del Comune.

di Ferruccio Sansa, IFQ

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