‘Ndrangheta al nord, “attenzione alle comunali”

Indagini, informative della polizia, politici coinvolti. Uno condannato. Elezioni indirizzate, infiltrazioni nelle amministrazioni. Comuni sciolti. No, non siamo nel Sud Italia, non siamo in un paesino qualunque sperduto tra Calabria e Sicilia. Siamo al Nord, Lombardia, Liguria è uguale, non cambia niente “la ‘ndrangheta è diffusa su tutto quel territorio che qualcuno definisce padano. E sta lì da quarant’anni. Ma solo negli ultimi anni qualcuno ha aperto gli occhi”, spiega Enzo Ciconte, docente di Storia della criminalità organizzata all’Università di Roma Tre.    Professore, eppure un anno fa il    prefetto di Milano ha detto “qui la mafia non c’è”…    Giusto, aveva ragione.    Forse ho capito male…    No, no la mafia non c’è, c’è la ‘ndrangheta. Che è peggio. Però vede, tutti ci siamo soffermati su quella frase, senza valutare la conseguenza: che il prefetto è ancora al suo posto, Maroni non lo ha rimosso.    A che livello è ramificata la    ‘ndrangheta al Nord?    Molto forte. Vede, tutte le indagini venute fuori questa estate riguardano solo Milano, mentre non si sa ancora niente del lato bresciano. Quindi abbiamo un’area ancora inesplorata, ma coinvolta. Non solo: in un’intercettazione recente si sente uno ‘ndranghetista che dice ‘noi qui siamo 500’. Ne hanno arrestati 150, ne mancano quindi 350”.    Un numero non indifferente…    Sì, e quello che viene fuori è la capacità di intrufolarsi nelle grandi attività.    Tipo?    Ultimamente è emersa la vicenda della Tnt con il Tribunale di Milano costretto a interdire ben sei filiali della multinazionale. Da questo si capisce che è saltata la vecchia teoria secondo la quale la ‘ndrangheta riusciva a penetrare solo in Calabria aiutata da un tessuto sociale, economico e politico debole. Per questo sostengo che il radicamento è molto elevato.    Come si è organizzata al Nord?    Ha clonato la formula calabrese, ha riproposto esattamente le stesse modalità.    Si sono spartiti il territorio?    Certo, e in questo condizionamento c’è il problema del voto: se io so che c’è un politico di livello, mi metto d’accordo con un paesano non troppo compromesso e con lui avvicino il politico.    Quali sono le regioni più coinvolte?    Oltre alla Lombardia, la Liguria: in quest’ultima hanno sciolto il Comune di Bordighera e altre amministrazioni sono pericolanti. Attenzione: ancora non abbiamo aperto la pagina piemontese.    Quali sono i rapporti con la criminalità locale?    La inglobano, con i piccoli gruppi felici di farne parte: è una sorta di salto di qualità.    Castelli ha proposto di impedire alle aziende calabresi di partecipare agli appalti sull’Expò.    Se si fosse impedito agli imprenditori del Nord di fare affari con i mafiosi al sud, forse il meridione si sarebbe sviluppato diversamente. È un fatto storico. Detto questo, non sono più solo le imprese calabresi quelle inquinate, come dimostrano i casi Tnt e Perego. Certo, è ovvio che le mafie sono un prodotto del sud Italia, ma hanno trovato un’ottima accoglienza al Nord.    E pochi ostacoli?    Pochissimi, qualcuno si è opposto, ma non troppo. Anzi, chi lo ha fatto era quasi sempre di origini meridionali.    In una puntata di Vieni via con me, Roberto Saviano ha preso spunto da un suo libro “‘Ndrangheta Padana” per parlare di mafia. È successo un finimondo…    Eh sì, perché ha utilizzato solo la parte dedicata alla Lega, lasciando quelle su Pdl e centrosinistra. Insomma, il mio    libro andava in tutt’altra direzione.    Quindi l’inquinamento è bipartisan…    Però faccio una graduatoria, non sono mica tutti uguali: il Popolo della libertà è sicuramente il più coinvolto, direi all’80%, poi gli altri. Ma tutto questo è normale se dentro al partito hai uno come Dell’Utri. Resta un dato inquietante.    Quale?    Il problema non è il singolo, che ci può essere ovunque, ma il sistema oramai messo in piedi, identico al Sud come al Nord.    Un anno fa il questore di Modena ha denunciato: “Se azzerassi la criminalità, crollerebbe l’economia locale”…    Sa qual è la differenza tra l’Emilia Romagna e le altre regioni della zona? Che ancora non è stato coinvolto nessun politico, nonostante i tanti affari economici.    Dove si sviluppa il business della ‘ndrangheta?    Stupefacenti, costruzioni, sanità e rifiuti: dobbiamo smetterla di pensare al criminale con la lupara in mano e coppola in testa. Oramai indossano la cravatta, sono intorno a noi, hanno la possibilità di inquinare l’economia. Le faccio un esempio: in molti hanno sottovalutato l’episodio del direttore della Asl lombarda rimosso perché coinvolto con la criminalità. Eppure Formigoni si è stracciato le vesti con dichiarazioni del tipo ‘io non volevo cacciarlo’. Che cos’è questo?    Ce lo dica lei…    Esattamente quello che avviene in Calabria, nessuno si prende le proprie responsabilità. Ma oggi bisogna porsi un’altra domanda: cosa sta avvenendo in questa campagna elettorale? E su questo c’è il silenzio di gran parte della politica.

di Alessandro Ferrucc, IFQ

One Comment to “‘Ndrangheta al nord, “attenzione alle comunali””

  1. La mafia c’è e ha la sede principale a palazzo Grazioli e che la dirige è il CAVOLIERE.

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