Dalla compagna Sabrina Colle al giornalista Carlo Vulpio

Vittorio Sgarbi ha deciso: vado in onda il 2 maggio, non il 25 aprile. Meglio un feriale che un festivo, giusta osservazione. Il critico d’arte ha dimenticato un piccolo particolare, un passaggio burocratico: avvisare i vertici di viale Mazzini, obbligati a smontare il palinsesto di Rai1. Perché la Rai ha una data X per la trasmissione X di Sgarbi, ancora senza nomi e senza temi. E con un legittimo impedimento: il consulente del ministero dei Beni culturali, versione sindaco di Salemi, viola la par condicio durante la campagna elettorale per i comuni e le province italiane. La Rai pensa di rinviare a giugno oppure a settembre (o mai a più) l’esordio de Il mio canto libero, ultimo titolo scelto, tanto Lucio Battisti non può protestare.

Nessun abbonato del servizio pubblico ha visto un minuto del programma di Sgarbi, eppure ognuno di loro sta pagando un conto che cresce con il passare dei giorni. Il sindaco ha arruolato una squadra di lusso per 5 puntate che costano 8 milioni di euro; amici, collaboratori, giornalisti, familiari che lavorano ormai da novembre, che cercano di riempire un contenitore vuoto. Invitano Zidane, Baggio, Ferilli, Baricco, e tutti rifiutano. Mandano le telecamere in giro con Sgarbi, e non beccano nulla. E da novembre, però, la Rai si è impegnata a pagare il gruppo di Sgarbi, attraverso la società di produzione di Bibì Ballandì. Il giornalista Carlo Vulpio, candidato con l’Idv al Parlamento europeo, è l’architrave de Il mio canto libero, capo del progetto e autore di punta. La responsabilità ha un prezzo: 220 mila euro, più 60 mila per le spese di trasferta. E il regista, pittore, scrittore, scenografo Filippo Martinez, già padre putativo di Sgarbi quotidiani su Canale 5, è il direttore artistico (e autore): 130 mila euro, più 40 mila di vitto e alloggio. E un gesto di affetto tipicamente italiano: tradurre in scalette le idee di Sgarbi assieme al figlio Marco Martinez, già montatore per le Iene, collaboratore ai testi per 60 mila euro. Il critico d’arte su Vulpio e Martinez è intransigente, si è preoccupato di scrivere ai dirigenti Rai: basta trattative per i contratti, sganciate. Quando il bilocale di Montecarlo e il cognato travolgevano Gianfranco Fini, Sgarbi intervenne con una veloce analisi psicologia: “La Tulliani? Sono i sentimenti che rovinano gli uomini”. E così, furbo, il sindaco convoca la sua compagna per l’avventura in Rai, la modella e attrice Sabrina Colle (autrice, 40 mila euro). Il giornalista Angelo Crespi (60 mila euro), ex direttore del Domenicale (ora chiuso) di proprietà di Marcello Dell’Utri, sarà la penna dissacrante per la cultura, sostenuto nelle retrovie da Luigi Mascheroni del Giornale (60 mila euro) e l’architetto Peter Glidewell (25 mila euro), assessore all’agricoltura a Salemi.

Obiettivo: gli sprechi    delle regioni rosse

VULPIO È IL CAPITANO di una redazione d’assalto, incaricata di scovare le magagne nelle regioni rosse (inviati schierati da settimane in Umbria e Puglia): Giacomo Amadori, Gianni Lannes, Cecilia, Moretti, Cristina Pellecchia e Cosimo Forino, a ciascuno un compenso medio di 45 mila euro. Amadori (Panorama) ha appena patteggiato un anno (pene sospese) per il reato di accesso abusivo a sistema informativo. Il giornalista indicava aunfinanzierediPaviaditracciareuna radiografia patrimoniale di una persona che gli interessava, violando la banca dati dell’Agenzia delle Entrate, per poi pubblicare le notizie riservate sul settimanale berlusconiano.    Nel 2008/2009 è toccato a Raimondo Mesiano , il giudice che condannò la Fininvest a risarcire 750 milioni di euro a Carlo De Benedetti per il lodo Monda-dori, e anche a Luigi De Magistris, Antonio Di Pietro, Beppe Grirllo, Marco Travaglio, Patrizia D’Addario e la famiglia Agnelli.

La scenografia    secondo B.

DIEGO VOLPE PASINI fa politica nelle strade, amministratore duro e puro a Udine, non molla mai la presa su rom, clandestini e prostituite. Si è autodefinito aiutante in campo di Sgarbi: “Periodicamente ci vediamo con il presidente del Consiglio, gli abbiamo presentato la scenografia. Il mio compito sarà sia di occuparmi di diversi aspetti organizzativi, sia di essere inviato in giro per la trasmissione”, a soli 90 mila euro, più 25 mila quando Il mio canto libero sarà su Rai1. La società di Ballandi ha ricevuto l’appalto di 2,35 milioni di euro, ma per precauzione scarica su viale Mazzini qualsiasi rischio legale: il primo è il contratto di Sgarbi. Il regolamento Rai vietadipagarechiunquericopraunincarico pubblico o politico, e l’accordo di un milione di euro tra l’azienda e il sindaco può incuriosire l’Autorità di garanzia nelle Comunicazioni e la Corte dei conti. Musica stonata per il critico d’arte che, però, può consolarsi con il gruppo jazz di Oristano ingaggiato per il programma.

di Carlo Tecce, IFQ

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