Emergenza nazionale: La Russa si mobilita per vedere l’Inter

Può un ministro della Repubblica usare l’aereo di Stato come fosse un taxi per andare allo stadio? Ignazio La Russa lo fa. Lo ha fatto martedì 5 aprile, per andare da Roma a Milano, dove giocava la sua Inter, e poi tornare in nottata nella capitale. E lo ha fatto altre volte in passato. Come un Clemente Mastella qualsiasi. È atterrato a Milano, secondo quanto risulta al Fatto Quotidiano, attorno alle 18.30 di martedì. Ha viaggiato a bordo di un aereo P180 dell’Arma dei carabinieri proveniente da Roma. È poi ripartito attorno alle 23, con un aereo dell’Aeronautica militare, identificativo MM 62210. In mezzo, la partita allo stadio di San Siro, dove l’Inter è stata sconfitta 5 a 2 dallo Schalke, la squadra decima in classifica del campionato tedesco. Dopo la batosta sportiva, il ministro della Difesa ha avuto anche tempo di dare una stoccatina all’allenatore dell’Inter, Leonardo, dichiarando alla Gazzetta dello sport: “Kharja non l’avrei tolto, avrei levato Motta. Con una condizione così carente, l’atteggiamento tattico dovrebbe essere meno fantasioso”.    La Russa stava vivendo a Roma giornate difficili. Nella mattinata di martedì 5, l’ufficio di presidenza della Camera dei deputati aveva deciso di sanzionarlo con la censura, per il suo comportamento in aula del mercoledì precedente, quando aveva tirato un “vaffa” al presidente Gianfranco Fini. Dopo quello show, il ministro rimette piede a Montecitorio proprio nel pomeriggio di martedì 5, mantenendo un basso profilo e sedendosi nei banchi dei deputati del Pdl e non in quelli (peraltro tutti occupati) del governo. “Ho attraversato gli anni di piombo senza una condanna”, dichiara all’agenzia Dire, “comando il mio partito a Milano da 17 anni, anche negli anni della corruzione. E mai mi è stato contestato qualcosa”. Poi cerca di dare una spiegazione del suo ormai proverbiale nervosismo: “Non è semplice superare quello che è successo in questi mesi nel mio partito, sto metabolizzando la rottura con Fini”. Poi via, verso San Siro, a bordo dell’aereo di Stato. Incassata la sonora sconfitta in campo, il ministro torna a Roma, con un altro aereo, ma sempre a spese del contribuente. La mattina del giorno dopo, la Camera vota il conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato, con l’obiettivo di bloccare il processo a Silvio Berlusconi per il caso Ruby. La maggioranza è traballante, dunque tutti i deputati Pdl sono precettati in aula, compresi i 14 ministri che (come La Russa) hanno un seggio a Montecitorio.

IL CENTRODESTRA attaccò duramente Clemente Mastella, quando era ministro della Giustizia del governo Prodi e usò un volo di Stato per andare, nel settembre 2007, al Gran premio di Monza di Formula 1. La Padania allora titolò: “L’inGiustizia vola al Gran premio”. E il Giornale argomentò: “Non dicevano di voler tagliare i costi della politica? Forse usare l’aereo di Stato più faraonico che ci sia per assistere al Gp di Monza non è il miglior modo di risparmiare. O no? Per dire: il Gran premio lo trasmettevano pure su Raiuno, il cui segnale, ci risulta, dovrebbe arrivare fino a Ceppaloni”. Anche la partita Inter-Schalke è stata trasmessa in tv ed era visibile dunque anche a Roma, su Sky e Mediaset premium. Il malcostume di centrosinistra diventa accettabile quando ha protagonisti di centrodestra? Ci sono dei precedenti. Il 25 maggio 2009 il ministro La Russa, accompagnato dal coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini e da altri esponenti di partito, era arrivato a bordo di un Boeing 737 dell’Aeronautica militare all’aeroporto Baccarini di Grosseto. Per partecipare a un aperitivo elettorale in sostegno di un candidato locale del Pdl. Lo stesso La Russa ha firmato nel 2009 il contratto alla Fon-sai dell’amico Salvatore Ligresti che si è aggiudicato l’appalto dei servizi assicurativi per i rischi aeronautici connessi al trasporto aereo di Stato e di governo. In quella occasione, la copertura assicurativa è stata allargata non soltanto ai presidenti della Repubblica, della Camera e del Senato, agli ex capi di Stato e ai presidenti del Consiglio, ma anche agli estranei imbarcati sui voli. Una copertura assicurativa amplissima: i passeggeri dovranno essere risarciti in caso di infortunio, avvelenamento, punture di insetti e molto altro; pochissimi i rischi esclusi, tra cui i danni da fusione nucleare.

ANCHE BERLUSCONI è stato al centro di polemiche per i voli di Stato: fu messo sotto indagine (e poi archiviato) per i viaggi con cui nel maggio-giugno 2008 andava a villa Certosa, in Sardegna, accompagnato da vari ospiti, tra cui il cantante Mariano Apicella. Il ministro senza portafoglio Michela Vittoria Brambilla ha invece querelato il Fatto Quotidiano per aver raccontato le sue avventure in elicottero, a spese dei contribuenti. La direttiva sui voli di Stato voluta nel luglio 2008 dal governo Berlusconi stabilisce che per autorizzare il volo devono sussistere “comprovate e inderogabili esigenze di trasferimento connesse all’efficace esercizio delle funzioni istituzionali”; e che devono non essere “disponibili voli di linea né altre modalità di trasporto compatibili con l’efficace svolgimento di dette funzioni”. La partita dell’Inter rientra nelle funzioni istituzionali del ministro della Difesa? La regina di Spagna, Sofia, quando ha dovuto correre da Madrid a Londra per andare a trovare il fratello, Costantino di Grecia, ricoverato in ospedale, ha preso un volo Raynair, comprando il biglietto online con la carta di credito. Altro stile.

di Gianni Barbacetto, IFQ

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