Posti di lavoro o tumori? Il dilemma di Quirra

La tutela della salute al primo posto. Perché il sospetto che nel poligono interforze del Salto di Quirra, nella zona sud orientale della Sardegna, siano state testate armi all’uranio impoverito, è forte. Anzi, più che sospetti, indizi che hanno convinto il procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi che da mesi coordina il lavoro di polizia e forestale, a firmare un’ordinanza di riesumazione delle salme di diciotto pastori morti per tumori al sistema emolinfatico. E un provvedimento del genere non nasce dal nulla. Sarà il fisico nucleare Evandro Lodi Rizzini (Università di Brescia e Cern di Ginevra) ad accertare se nelle salme ci sono tracce di uranio impoverito. Ha due mesi di tempo per farlo, insieme al medico legale Marco Grandi. Ma la preoccupazione è anche per le ripercussioni sull’occupazione. Enzo Costa, segretario generale della Cgil sarda, dice: “Si può e si deve vivere con il lavoro pulito, ma certamente non si può vivere senza lavoro”. E aggiunge: “Non stiamo chiedendo di smantellare il poligono, ma di fare chiarezza”.    Va avanti il lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta (contestata da associazioni e familiari dei malati) che, nei giorni scorsi, ha fatto sopralluoghi e audizioni in Sardegna, impegnandosi ad avviare un’indagine epidemiologica. Gian Piero Scanu, senatore del Pd, spiega: “Dobbiamo cercare il nesso tra l’eventuale uso di armi con uranio impoverito e le numerose patologie registrate nella zona”. Il senatore del Pd (che vuole occuparsi anche del poligono di Capo Teulada, tra il Sulcis e il Cagliaritano) pensa anche ai posti di lavoro: “Nessuno dovrà perdere il posto di lavoro. Tutti i commissari si sono impegnati a favorire le migliori condizioni possibili perché vengano trovate le risorse, e ce ne vorranno tante, per attuare la bonifica contestualmente all’approfondimento scientifico, ma anche per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e, nel caso fosse necessario, attuare una riconversione del territorio”. Di lavoro parla anche Antonio Coronesu, assessore al turismo di Villaputzu, il comune che più ha dato al poligono in termini di superficie concessa: “È chiaro che la salute è il bene supremo perché quando manca non ci può essere economia. Per questo siamo contenti che la magistratura abbia deciso di fare chiarezza, anche per rispetto delle persone che hanno visto morire amici e familiari. Detto ciò – aggiunge Coronesu – non possiamo nascondere che in tutto questo ci sia una ricaduta economica, dal poligono escono circa mille buste paga, tra militari e civili”.    Il poligono sperimentale e di addestramento interforze del Salto di Quirra si trova nel territorio compreso tra Cagliari e Nuoro. La base è divisa in due sottosistemi: un poligono a terra, con sede a Perdasdefogu, e uno a mare, con sede a Capo San Lorenzo. Per Mariella Cao, del comitato antimilitarista Gettiamo le basi, si tratta di un territorio immenso scippato alle popolazioni: “A terra fanno 130 chilometri quadrati e la zona a mare supera quella della Sardegna con 28400 chilometri quadrati, da Siniscola a Capo Ferrato per intenderci”. In prima linea nella battaglia per fare luce sulle morti sospette, Cao ha un’idea precisa anche sull’economia: “I posti di lavoro sono 316 secondo il dato fornito dal Comando militare nel 2003. Se rapportiamo questo numero alla superficie occupata significa 1 posto ogni chilometro quadrato. Se, invece, consideriamo solo l’area a terra fanno 2 posti ogni chilometro. La verità è che il poligono ha sottratto ai paesi le risorse, c’è un uso del mare come pattumiera tanto che i pescatori ormai dicono che nelle reti ci sono più missili che pesci”. Sull’incidenza delle patologie tumorali e delle malformazioni degli animali Mariella Cao è durissima: “Dicono che non c’è un riscontro scientifico, invece per me siamo di fronte al delirio scientifico perché vogliono che non si veda quello che non si deve vedere. È un dato di fatto che la gente si ammala di tumori, che gli animali nascono deformi. Se rapportiamo i dati dei malati alla popolazione non abbiamo cifre da campo di guerra, ma da sterminio che neppure i nazisti nei campi di concentramento”.

di Cinzia Simbula, IFQ

Per saperne di più:

https://fenjus.wordpress.com/2008/07/14/i-misteri-dal-salto-di-quirra/

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