Irresponsabile Scilipoti, pignorati i rimborsi elettorali

L’ex deputato Idv deve 233 mila euro a un ingegnere. E copia per il suo movimento il manifesto del ventennio.

Adesso ad Antonio Di Pietro toccherà pure pagare i debiti nientemeno che di Domenico Scilipoti, inteso Mimmo, l’ex deputato Idv che ha tradito Tonino per passare nelle file dei Responsabili, la terza gamba del governo. La notizia la riporta la Gazzetta del Sud di ieri, che racconta di un’iniziativa giudiziaria di Carmelo Recupero, un ingegnere a cui Scilipoti deve del denaro per dei progetti mai pagati. Recupero un paio di mesi fa ha notificato ai danni del deputato responsabile un atto di precetto per 223 mila euro e dopo ha notificato presso terzi l’atto di pignoramento per circa 333 mila euro. E tra questi terzi c’è proprio l’Italia dei Valori e cioè il suo rappresentante legale Antonio Di Pietro. Certo l’ex pm non dovrà pagare di tasca sua. Recupero infatti intende ottenere parte del suo credito, rivalendosi sui rimborsi elettorali che toccherebbero a Scilipoti, come eletto Idv. Spese di segreterie comprese. “Purtroppo non sono pignorabili le indennità di Scilipoti”, recrimina con il giornalista Leonardo Orlando l’ingegnere Recupero. Intanto il nostro apostolo della medicina alternativa, tra un debito e l’altro, è impegnatissimo su più fronti. Negli ultimi giorni ha persino presentato un nuovo giornale che si chiama, nomen omen, La Responsabilità.

LA NUOVA testata affronterà i temi per cui Scilipoti sarebbe disposto a dare anche la vita, quali il “paradigma olistico” e “l’anatocismo bancario”. Nell’editoriale è spiegato anche il motivo per cui ha abbandonato l’Idv: “Per salvare la democrazia, per non trasformare una pur seria malattia economica in un’epidemia mortale, per iniziare a risollevare le sorti dell’economia, per dare sicurezza al popolo”. Un salvatore della patria piccolo piccolo. Naturalmente nella nuova tinta dello Scilipoti pensiero, sfoggiata al congresso del neonato movimento “I responsabili” in quel di Acicastello in provincia di Catania, non poteva mancare un riferimento ai giudici: “I giudici che condannarono Enzo Tortora sono ai vertici della magistratura. È legittimo che chi sbaglia guadagni posti in classifica e chi lavora bene sia retrocesso?”. Ferrea logica da bar dello sport.    Ultima perla, in ordine di tempo, del Nostro, la rende nota l’Espresso che ha dato un’occhiata al manifesto del movimento di cui Scilipoti è segretario: pare infatti che, dietro alla summa ideologica della new entry del già frastagliatissimo panorama partitico del paese, ci sia un sapientissimo copia-incolla che rimanda addirittura al manifesto degli intellettuali fascisti di Giovanni Gentile. Leggere per credere: “Responsabilità nazionale è il movimento recente e antico dello spirito italiano internamente connesso alla storia della nazione italiana. Responsabilità è politica morale. Una politica che sappia coinvolgere l’individuo a un’idea in cui esso possa trovare la sua ragione di vita, la sua libertà. Responsabilità è concezione austera della vita, non incline al compromesso, ma duro sforzo per esprimere i propri convincimenti facendo sì che alle parole seguano le azioni.

PIÙ O MENO tale e quale, inciampo grammaticale a parte, a questo passaggio del manifesto gentiliano: “Il Fascismo è un movimento recente ed antico dello spirito italiano , intimamente connesso alla storia della Nazione italiana, ma non privo di significato e interesse per tutte le altre. Un’idea in cui l’individuo possa trovare la sua ragione di vita, la sua libertà e ogni suo diritto. È concezione austera della vita, è serietà religiosa… ma è duro sforzo di idealizzare la vita ed esprimere i propri convincimenti nella stessa azione o con parole che siano esse stesse azioni”. Un amanuense del dogma politico.    In attesa della futura evoluzione di Scilipoti, il pensiero, più che a Darwin, corre dritto dritto ad Antonio Di Pietro e chissà per quanto il povero Tonino dovrà pagare per aver accolto nella sue file un tipo così. Intanto ne paga i debiti.

di Giuseppe Giustolisi, IFQ

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