Cricca, l’uomo di Gianni Letta: grazie a noi i Pm “Se la prendono nel c…”

Nella lista dei testimoni al processo sui Mondiali di nuoto, che aprirà i battenti il 5 aprile prossimo a piazzale Clodio, c’era anche il nome di Gianni Letta. I pm ritenevano necessaria la sua presenza, il gip ha preferito non scomodare il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Peccato, il primo processo romano sulla Cricca è un po’ la madre di tutti i misfatti che si sono consumati all’ombra dei Grandi Eventi, dalla Scuola dei marescialli al G8, e forse più di altri dimostra quanto fossero stretti e privilegiati i rapporti tra Angelo Balducci e Palazzo Chigi. Al centro dell’inchiesta c’è il Salaria Sport Village, il circolo sportivo costruito sulle rive dell’Aniene in violazione dei piani urbanistici e in assenza di ogni autorizzazione, posto sotto sequestro su richiesta del pm Sergio Colaiocco il 25 maggio 2009.     . Il Circolo sportivo rimase sotto sequestro e lo è tuttora.     sui Mondiali di nuoto Angelo Balducci, Diego Anemone e Claudio Rinaldi, che dell’evento era commissario straordinario, cominciarono a preoccuparsi seriamente. E prima ancora che quest’ultimo fosse invitato a comparire in Procura, cosa che avvenne il 6 maggio, decisero   di predisporre una “difesa” da inviare a Gianni Letta che, secondo la procura di Perugia, veniva informato di tutto in corso d’opera. Lo dimostra lo scambio di sms tra Balducci e Rinaldi alle 20,09 del 9 maggio: “Bisogna trovare una linea comune”.   cuore del Sottosegretario. Bentivoglio rassicura entrambi che la questione è risolta.     

   EBBENE già il 26 maggio, appena 24 ore dopo, la presidenza del Consiglio aveva approntato un provvedimento che disponeva l’immediato dissequestro della sede sportiva. Un provvedimento che come una saetta approdò sul tavolo di Silvio Berlusconi che lo firmò il 30 maggio, appena quattro giorni dopo. Purtroppo, nella fretta, a Palazzo Chigi non si erano accorti che si trattava di un provvedimento incostituzionale: nessun atto amministrativo può intervenire su un’indagine penale sopraffacendo la decisione del giudice

   Fatto che per Balducci e Diego Anemone pesa più dell’arresto, delle accuse di corruzione, riciclaggio, abuso d’ufficio e quant’altro perché, come la procura fiorentina scoprì grazie a una lettera anonima, i due soci avevano investito nel Salaria village decine di miliardi, provenienti da un’intensa attività di riciclaggio avviata in Tunisia tramite Hidri Fathi, l’autista prestanome di Balducci cui venivano intestate ville, poi rivendute nel giro di un paio di anni, che hanno garantito la liquidità necessaria a un investimento importante come l’imponente circolo sportivo sull’Aniene.  

   Scriveva l’Anonimo: “Con l’autista la rottura ci fu nel 2004…lui gli aveva assicurato che sarebbe divenuto il direttore di un grande centro sportivo al 15° chilometro sulla Salaria…per risalire al tutto andrei in Tunisia a Cartagine…questi soldi ripuliti li ritrovate nel centro sportivo nella via Salaria e in appartamenti a Parigi”.  

   Le indagini confermarono che l’origine della lite tra Balducci e l’autista fu la mancata promessa di farlo divenire direttore del centro sportivo. L’incarico Balducci preferì assegnarlo al figlio, ma tutto finora dimostra quanto alta fosse la posta in gioco del Salaria village. Quando ai primi di maggio l’Espresso pubblicò un’inchiesta    Balducci ordina alla segretaria di preparare due buste, con la copia della memoria difensiva sul Salaria Village. Una è intestata proprio a Letta. Ma è dallo scambio di telefonate del 26 maggio 2009, intercorse tra Balducci ed Enrico Bentivoglio, un funzionario della presidenza del Consiglio molto vicino a Letta, e poi tra Bentivoglio e Anemone, che si comprende quanto la questione del Salaria village fosse nel  cuore del Sottosegretario. Bentivoglio rassicura entrambi che la questione è risolta.

   COME? L’atto, poi giudicato incostituzionale, stabiliva che i Mondiali di Nuoto quale “grande evento” fosse trasferito dal Comune di Roma alla Regione Lazio, facendo così decadere le violazioni compiute in deroga alle norme comunali.  

   Nelle telefonata delle 18,31 Enrico Bentivoglio rassicura Balducci: “…E’ stato firmato.. rimanda al Piano delle Opere”. E’ risolutivo? chiede con ansia Balducci. “E sì! E poi sostituisce l’intesa non con il Comune, ma con la Regione..che di fatto c’è già stata…ci sono i pareri favorevoli”.  

   Poco dopo Balducci rassicura Anemone, che alle 18,50 parla con Bentivoglio, dando per scontato che l’indagine giudiziaria vada ad esaurirsi. E Bentivoglio ridendo conferma: “Se la pigliano nel culo…capito? Se la pigliano nel culo…esatto”.  

   Anemone muore dalla voglia di saperne di più: “Enrì, ma tu ce l’hai sott’occhio?”  

   Bentivoglio: “Non ce l’ho io…ce l’ha lui…ce l’ha lui però me l’hanno raccontata..diciamo è sanata”.  

   L’entusiasmo provocato da tali rassicurazioni, fu tale che il 12 giugno successivo Anemone e Filippo Balducci acquistarono un terreno adiacente al Circolo Sportivo che certamente incrementava il valore del Salaria Sport village, ma procurava un ulteriore danno al comune di Roma di 10 milioni di euro, pari ai mancati contributi. 

  di Rita Di Giovacchino, IFQ

 

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