Da Gheddafi a Ruby: il Caimano flaccido

Dov’è finito il premier? Non l’imputato Berlusconi. O l’insaziabile sultano dell’harem a pagamento. Oppure ancora l’implacabile barzellettiere e gaffeur. Le tragiche emergenze delle ultime settimane consegnano l’immagine di un uomo in fuga dal famigerato ruolo di “presidente del fare”.    Primo scatto: lunedì 21 marzo. Il consiglio dei ministri si riunisce per l’intervento libico. Il Caimano è atteso nella sala stampa di Palazzo Chigi, ma non si presenta. Non vuol mettere la faccia sulla guerra all’ex amico Gheddafi. Coi suoi collaboratori, poi, si sfoga: “In questa vicenda sono stato trascinato da Letta, Frattini, La Russa”.

IL BIS, IERI, sempre di lunedì. A Lampedusa, il dramma degli immigrati è delegato a tre ministri (Maroni, Frattini, Tremonti). B., però, stavolta non è assente dalle cronache. Anzi. Nelle stesse ore occupa la scena con una mossa clamorosa: va in un’aula di tribunale dopo otto anni. Imputato nel processo Mediatrade per i diritti tv. La prima concreta applicazione dell’aggressivo metodo Paniz, in contrasto con la linea Ghedini. Non solo. Il contesto è quello del palazzo di giustizia di Milano, come nell’epilogo del Caimano morettiano. Ci sono anche contestatori e sostenitori azzurri (pochi per la verità).    E qui il Cavaliere risale sul predellino . La prima volta fu nel novembre 2007, per fondare il Pdl con accanto la rossa Brambilla. Il nuovo predellino è ancora più importante, forse. Perché dà il via alla decisiva campagna elettorale delle amministrative con il santino di B. perseguitato dai comunisti. “Sono l’uomo più imputato della storia e dell’universo”. Parole sue. E se il Cavaliere recupera questo evergreen è perché non può più puntare sui “miracoli” del suo governo. L’arma di distrazione di massa, in questo caso, è la persesecuzione giudiziaria. La tanto sbandierata politica del fare è svanita nella retromarcia sul nucleare post-Giappone (la Prestigiacomo: “Non facciamo cazzate che ci sono le elezioni” e anche i referendum). Né tanto-meno la guerra libica e gli sbarchi di immigrati possono essere strumentalmente gestiti come la monnezza alle politiche del 2008. Mica adesso può promettere di riunire il consiglio dei ministri a Lampedusa sul modello della Napoli “liberata” dai rifiuti.

NELLA comunicazione politica, la strategia del Caimano assente dal “fare” e martire di tutto quello che è rosso, dalle toghe all’opposizione, è definita con l’effetto underdog. Ossia, un cane bastonato che deve rincorrere i sondaggi in calo. Berlusconi ricorse all’underdog anche nel 2006, quando, partito perdente, riuscì a pareggiare di fatto con Prodi. In fondo è il ruolo che gli riesce meglio, per ricaricare la pancia del suo elettorato scosso dagli scandali sessuali di Arcore, con tanto di minorenni. La sindrome da cane bastonato in politica rischia però di essere depressione vera in privato. Ormai B. è preso solo dai suoi guai e dalle sue ossessioni, finanche assordato dai fischi che lo seguono ovunque. Negli scorsi giorni è stato avvistato con due liste in mano. Da una parte gli amici, dall’altra i nemici. Tra questi ultimi il primo in cima all’elenco è il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Poi i magistrati, i giornali (tranne Il Giornale e Libero, of course) e un traditore: Emilio Fede. Del resto, nell’inner circle del premier la categoria del tradimento è argomento fisso delle discussioni.    Le carte dell’inchiesta del bunga bunga si sono abbattute sul Caimano come uno tsunami emotivo. Per lui non è stato facile leggere le conversazioni tra i procacciatori Mora e Fede, con quelle frasi su soldi prestati e relative creste. Ma soprattutto non è stato facile mandare giù la spietata fotografia scattata dalle “sue” ragazze. Uno scatto devastante , in cui si vede un vecchio di settantaquattro anni con “il culo flaccido”, “uno stronzo” che non risponde più al telefono (l’ex fidanzata Nicole Minetti oggi consigliere regionale in Lombardia e coimputata del processo Ruby). I faldoni milanesi tratteggiano lo psicodramma di un uomo solo, e malato come disse l’ex moglie Veronica Lario. C’è Barbara Faggioli che prende consigli dalla showgirl Elenoire Casalegno: “Sii furba e basta, prenditi quello che ti devi prendere e poi levati dai coglioni, fine”. Ci sono le note gemelle napoletane De Vivo, che lo stroncano a ripetizione. Eleonora a Imma: “L’ho visto un po’ out”. Imma: “Ingrassato capito?, Imbruttito capito?”. Ancora: “Sta più in forma di solito, fino all’anno scorso stava più in forma, adesso sta proprio più di là che di qua. È diventato pure brutto deve solo sganciare”.

POI IMMA E IRIS Berardi. Iris: “Che palle sto vecchio… tra un po’ ci manda affanculo tutte quante… quella è la volta buona che lo uccido… vado io a tirargli la statua in faccia… cazzo… qua… ci vuole mandare affanculo senza un cazzo. Papi qua è la nostra fonte di lucro”.    Per questo chi parla con lui, lo descrive anche “umorale e schizoide”, costretto a non non rispondere più alle olgettine, a rassicurarle comunque e poi a sfogliare le pagine coi loro veleni. Negli ambienti della maggioranza si racconta che “i festini sono ripresi”. Sarà pure. Ma per alleviare la solitudine raccontano che sere fa ha invitato a cena i ragazzi della scorta. Se questo è un premier.

di Fabrizio d’Esposito, IFQ

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: