“Berlusconi sparisci”: ma il blitz della Digos sequestra lo striscione

Vietato protestare e appendere striscioni a casa propria. Accade a Brescia dove la polizia è intervenuta per rimuovere dal balcone di un appartamento un vecchio lenzuolo con la scritta: “Presidente Berlusconi: se la morale ha ancora un senso sparisca e porti via con se i 315 leccapiedi”.    Un atto di protesta civile che però non è passato inosservato nella città dei divieti (sedersi sui monumenti, fare pic-nic e giocare a cricket al parco) tanto che per rimuovere la scritta è intervenuta la Digos su segnalazione, pare, di privati cittadini.    “Che qualcuno mi spiegasse quale codice ho violato per essere sottoposto a un vero e proprio sequestro”   chiede Ciro D’Orso, proprietario con la moglie Rita dello stabile (terminato di ristrutturare da poco e in attesa di ottenere l’abitabilità) ma soprattutto autore dello striscione. “Contro quale legge sono andato appendendo sul mio balcone quella scritta? Anzi, se di violazione si vuol parlare, credo di essere stato io a subirla”.    Il caso dello striscione rimosso per mano di un agente della questura è approdato in Procura con l’esposto presentato da D’Orsi assieme all’associazione “Libertà e Giustizia” che nei giorni scorsi aveva già denunciato altri fatti sempre relativi all’esposizione degli striscioni contro il premier. In alcuni casi sono stati strappati oppure tolti – questa volta da sconosciuti – e sostituiti   addirittura con escrementi.    Sembra insomma che in città ci sia poca sopportazione per il dissenso e ancora meno per la protesta. “È grave anche solo il principio che venga considerato   illegale chiedere le dimissioni di un presidente del Consiglio non stimato”, commenta Vito Crimi del Movimento 5 stelle sottolineando come “l’esposizione degli striscioni, peraltro non offensivi,   vada considerata come un aspetto della normale dialettica politica”.    Peggio però è andata, nelle scorse settimane, ai rappresentanti del “Comitato spontaneo contro le nocività di Brescia”. Hanno protestato “con un colpo di tosse contro lo smog” e di contro, la presidente del consiglio Simona Bordonali (Lega), oltre a sospendere per tre volte la seduta nei giorni seguenti, ha anche deciso e proceduto a denunciare quei cittadini colpevoli di aver tossito-protestato. Contro cosa? Il rincaro del costo del biglietto del bus, il timore per la costruzione di una discarica di amianto in un quartiere cittadino, ma anche contro l’elevato   e ormai allarmante grado di inquinamento atmosferico della città che a livello europeo (dopo Torino) è seconda solo alla città bulgara di Plovdiv.    La denuncia come deterrente   alle proteste e il coprifuoco alle 22 per i locali pubblici del centro. Due modi diversi di indurre le persone a starsene zitte e possibilmente a casa loro. Ridurre al minimo qualsiasi protesta e, se possibile, impedire le manifestazioni. Una gestione insomma dell’ordine pubblico che secondo le diverse associazioni starebbe diventando sempre più una questione di politica locale.

di Elisabetta Reguitti – IFQ

Lo striscione esposto a Brescia e requisito 

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One Comment to ““Berlusconi sparisci”: ma il blitz della Digos sequestra lo striscione”

  1. che cosa si può dire??? ormai siamo in regime di dittatura, non ci è permesso più di fare niente!!!!!

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