Italgo, la società dalle mille vite nell’inchiesta P4

Dai privati allo Stato e ritorno: i legami con Enel e Finmeccanica

Tranquillo dottor Micheli? “Di più, sono tranquilissimo, se la Italgo avesse avuto tutti questi appoggi nel mondo politico, addirittura la P4, sarebbe riuscita a chiudere qualche bilancio in utile, o no? E invece niente. Sempre in perdita”. Francesco Micheli è un finanziere di lungo corso. Protagonista di alcune delle più fortunate (e redditizie) scalate borsistiche dell’ultimo quarto di secolo, dalla Montedison fino alla Fondiaria nei primi anni 2000. É lui, Micheli, attraverso alcune società di famiglia, l’azionista di controllo della Italgo, l’azienda specializzata in security informatica che è finita al centro delle indagini della procura di Napoli su quella che è stata ribattezzata la P4. Una ragnatela di interessi, a metà strada tra l’economia e la politica dove, secondo le ipotesi dei magistrati napoletani, avrebbe   un ruolo centrale Luigi Bisignani, 57 anni, l’inaffondabile uomo d’affari che dalla Prima alla Seconda Repubblica è rimasto un punto di riferimento per buona parte del potere romano.

L’INCHIESTA riguarda, tra l’altro un appalto della Presidenza del Consiglio vinto nel giugno 2010 da Selex service management (gruppo Finmeccanica) in qualità di capofila di un’associazione temporanea di imprese (Ati) che al 28 per cento comprendeva la stessa Italgo. La Selex in questione è guidata da Sabatino Stornelli, finito sotto inchiesta a L’Aquila per una storia di presunte malversazioni di denaro dell’azienda. E, del resto, la stessa Finmeccanica con gli anni è diventata di gran lunga il maggior cliente di Italgo. Adesso i magistrati vogliono capire se Bisignani ha giocato un qualche ruolo nell’aggiudicazione di quell’appalto, che vale   9 milioni spalmati nell’arco di tre anni. Un appalto che riguarda servizi molto delicati come la sicurezza dei servizi informativi, telefonici e dati di tutti gli immobili (sono 17) della Presidenza del Consiglio.    Nei giorni scorsi i pm hanno interrogato Anselmo Galbusera e Angelo Rovati. Il primo è l’amministratore delegato, nonchè azionista al 20 per cento, di Italgo. L’altro è un uomo d’affari vicino a Romano Prodi. Galbusera e Rovati sono buoni amici da anni. Tanto che quest’ultimo ha messo a disposizione del manager di Italgo un ufficio nel centro di Roma, in via delle Mercede, che è stato perquisito su ordine dei pm napoletani. Non è la prima volta che i nomi dei due amici   spuntano dalle carte di un’inchiesta della magistratura. Fu Galbusera, tramite Rovati, a fornire nel 2006 alcune schede sim per i telefonini di Prodi e alcuni suoi collaboratori.

LA VICENDA emerse nel 2007 dall’inchiesta “Why Not” dell’allora magistrato Luigi De Magistris (ora europarlamentare Idv), ma tutto si risolse in una bolla di sapone: niente di penalmente rilevante. Un legame con i fatti di questi giorni però esiste. Le schede gestite da Galbusera erano infatti intestate alla società Delta. E quest’ultima altro non è che la vecchia   ragione sociale della Italgo. Nel corso degli anni, l’azienda ora controllata dalla coppia Micheli-Galbusera non ha soltanto cambiato nome. A partire dal 2004 la Italgo (ex Delta) ha visto succedersi almeno tre proprietà   diverse. E in un caso l’azionista di controllo faceva capo a un grande gruppo pubblico come l’Enel, all’epoca gestita da Paolo Scaroni, ora ai vertici dell’Eni. Vediamo com’è andata. Il primo passaggio risale alla fine del 2004. Il proprietario, anche a quel tempo, era Galbusera   , che però, insieme ad altri due soci, decide di vendere Italgo (allora Delta) a Wind, l’azienda di telecomunicazioni allora controllata dall’Enel. Prezzo: 23 milioni circa per un’azienda che doveva buona parte delle sue fortune a un contratto di fornitura con la Consip, la società di Stato che gestisce le forniture alla pubblica amministrazione. Dura poco. A metà 2005 l’azienda telefonica viene ceduta dall’Enel al magnate egiziano Naguib Sawiris. Scaroni (maggio 2005) lascia Enel per l’Eni e alla guida di Wind Paolo Dal Pino prende il posto di Tommaso Pompei. Tempo pochi   mesi e cambia anche il destino di Delta.    I MANAGER di Sawiris proprio non ne vogliono sapere di questa piccola società e fanno in modo di disfarsene. Non è neppure una vendita. Dai documenti ufficiali emerge che il contratto   d’acquisto a suo tempo stipulato è stato risolto. Chi compra? Torna in scena Galbusera, questa volta appoggiato finanziariamente da Micheli, che diventa azionista di maggioranza. Delta diventa Italgo e alla presidenza dell’azienda viene nominato il generale Antonio Viesti, già comandante dell’Arma dei carabinieri.    Nel consiglio di amministrazione entra anche Roberto Mazzei, commercialista, professore universitario, presidente del Poligrafico dello stato, amministratore o sindaco di aziende pubbliche dei gruppi pubblici Eni e Fin-meccanica. Mazzei, buon   amico di Bisignani, ha dato le dimissioni dal consiglio di Italgo a maggio 2010 e di recente è stato sentito dai magistrati.    Squadra nuova, quindi, al vertice della ex Delta, che continua a lavorare nell’ambito della security informatica e trova clienti importanti. Fin-meccanica è il principale, ma nella lista compaiono anche, per esempio, Enel e Terna. Il giro d’affari si aggira sui 30 milioni di euro, ma non c’è verso di arrivare all’utile di bilancio. Perdite nel 2008 (oltre 2 milioni), perdite nel 2009 (circa 750 mila euro). In rosso anche l’esercizio 2010. Ci mancava solo la P4.

Francesco Micheli, in alto Paolo Scaroni e Luigi Bisignani  (FOTO ANSA)

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5 commenti to “Italgo, la società dalle mille vite nell’inchiesta P4”

  1. Ci siamo ancora una volta si ripete ciò che è successo 4 anni fa , quando i soci della allora Delta S.P.A , in accordo con gli stessi personaggi di ora ,vendettero la Delta s.p.a alla Wind s.p.a.
    Successivamente (dopo accurate verifiche amministrative ) rivenduti dalla Wind s.p.a alla Italgo s.p.a con a capo le stesse figure di sempre .
    E oggi ci risiamo a seguito delle vicende che hanno visto coinvolte la Italgo s.p.a/ Selex s.p.a , quelli che pagano il conto più salato sono ancora una volta i lavoratori , perchè e notizia di questi giorni che la Italgo s.p.a stà cedendo il ramo d’azienda ed i primo a farne le spese sono gli impiegati che la società aquirente non ha intenzione di assumere .
    In più le prime voci che trapelano sono che la Megaitalia ( AXITEA ) valuterà la posizione dei singoli tecnici operando ulteriore scrematura . quello che si chiedono i lavoratori è giusto che a pagare siano sempre loro.
    Vi chiediamo se ci sono le condizioni di apripre una procedura per fermare tutto questo.
    Aiutataeci Grazie

  2. Per l’appalto alla Presidemza del consiglio dei Ministri posso confermare che è vero. A giugno 2010 scadevano i vecchi appalti dei servizi informatici e senza nessun bando di gara Selex è vincitrice di una gara. Io ero all’assistenza utenti e sono stato mandato via ero con Mediatica.

  3. E’ notizia di questi giorni che la Italgo s.p.a è stata messa in liquidazione , cedendo le commesse di manutenzione alla Axita S.p.a tra cui la commessa più corposa .
    La commessa della pubblica amministrazione vinta in ATI con Selex S.p.a , per intenderci quella commessa che attualmente è sotto la lente della magistratura Romana .
    La domanda che mi pongo come può la Italgo cedere una commessa in ATI di cui deteneva solo il 28% .
    E’ interessante capire a chi sono andate le commesse della Italgo anche perché sembra alcuni amici della vecchia dirigenza della Italgo siano presenti nella dirigenza di Axitea.
    Come al solito non si butta via mai niente a salvo fatto i dipendenti anche perché quelli non contono

  4. Qui c’è qualcosa di interessante su tutta la vicenda Axitea Italgo e commessa della PCM

    http://it-it.facebook.com/pages/Lettera-aperta-per-il-Dott-Antonio-Catrical%C3%A0/213586672067754

    Speriamo che il Dott. Catricalà faccia qualcosa.

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