LO SGUARDO di una donna su figli, mariti, donne vittime della mafia. La mostra Da donna a donna a Palazzo Giordani a Parma raccoglie trenta scatti in bianco e nero di Letizia Battaglia, la «fotografa antimafia» come si definisce da sempre. Trenta storie di donne legate dalla stessa terra, la Sicilia, e dalla stessa storia. Rosaria Schifani, vedova dell’agente di scorta Vito Schifani, ucciso con Giovanni Falcone nel 1992: una   luce illumina parte del suo volto, come uscisse dalle tenebre. Felicia Bartolotta, madre di Giuseppe Impastato, giovane giornalista ucciso perché denunciava i soprusi della criminalità organizzata, gli occhi abbassati non riescono a guardare in macchina, la foto del figlio alle sue spalle. E donne sconosciute che urlano contro la violenza, la povertà, le umiliazioni subite ogni giorno. Foto realizzate dal Settanta a oggi, che hanno reso celebre la fotografa in tutto il mondo. È stata la prima   donna europea a vincere in America l’Eugene Smith Grant nel 1985, poi altri importanti riconoscimenti, fra cui il New York Times Award nel 1986 e il Cornell Capa Infinity Award nel 2009. Una carriera iniziata quasi per caso a Milano nel 1972, quando, giornalista freelance, decise di fare foto per corredare i suoi articoli. Nel 1974, il ritorno a Palermo, sua città natale   , la collaborazione con il quotidiano    “L’Ora”, la forza di documentare le ingiustizie della sua terra   in un periodo oscuro. «Volevo far sapere quanto noi siciliani stessimo soffrendo e quanto lo Stato non ci stesse difendendo. Le mie foto le ho subite e ne sono ancora segnata», racconta l’autrice settantaseienne. Negli anni Novanta è stata consigliere comunale per i Verdi nella giunta Orlando e deputato all’assemblea della Regione siciliana.   Poi il ritorno alla fotografia. L’ultima immagine della mostra è di quest’anno: una ragazza nuda dorme rannicchiata su un materasso, sullo sfondo Palermo con la sua voglia di vivere e ricominciare.    Letizia Battaglia ha fotografato, con grande umanità, momenti della nostra storia che rischiamo di dimenticare, persone che non abbiamo voluto vedere. Come la mamma costretta a letto da giorni coi suoi bambini perché non ha luce, né gas, né cibo per loro. È una foto del 1978, ma avrebbe potuto scattarla oggi in un campo rom.

di Grazia Lissi – Saturno

SONO QUATTRO le mostre in corso che omaggiano il lavoro di Letizia Battaglia: Da donna a donna. Fotografie di una fotografa antimafia, Parma, Palazzo Giordani, fino al 18 marzo; Letizia Battaglia, immagini, Caravaggio (Bergamo), libreria “Il Campanile” fino al 21 marzo, poi Liceo Scientifico Galileo Galilei; Mafia – Das globale Verbrechen, Brema, Übersee-Museum, fino al 24 aprile (  www.uebersee-museum.de  ); Letizia Battaglia – Documentary Photographs from Sicily (1976 – 1998), Anversa, Maes & Matthys Gallery, fino al 12 marzo (  www.maesmatthys.be  )

Palermo, 1978    Una fotografia di Letizia Battaglia, in mostra a Parma

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