Babel Bordello! L’osceno al muro.

Isaak Babel fu denunciato per oscenità a causa di due racconti, usciti nel 1916 sulla rivista «Letopis» diretta da Gorkij, uno dei quali descriveva il rapporto fra un commerciante ebreo e una prostituta. La caduta del regime zarista gli risparmiò il processo. Nell’Armata a cavallo raccontò da vicino e senza retorica la galoppata rivoluzionaria dei cosacchi di Budennyj, le violenze sulle donne e gli ebrei. L’accusarono di essere sadico. Gorkij, massima autorità culturale sovietica, lo difese da tutti, incluso Budennyj.   Per lui Babel era lo scrittore più dotato della sua generazione, un maestro della short story. Con gli anni ’30 la situazione si fece plumbea, iniziarono gli arresti. Pronunciando in fila le varie sigle che designarono il servizio di sicurezza sovietico – i comunisti amavano le sigle – si ottiene una specie di mitragliata: Ceka, Gpu, Ogpu, Nkvd, Nkgb, Mgb, Kgb. Un’eco non solo linguistica e Babel ne era al corrente. Aveva lavorato nella Ceka come traduttore nel controspionaggio e frequentava   la casa al Cremlino di Nikolaj Ezov. Alcolizzato, bisessuale, soprannominato “la mora” da Stalin o il “nano feroce”, il commissario del popolo per gli Affari Interni teneva in studio varie bottiglie di vodka e le pallottole con cui furono giustiziati Smirnov,   Kamenev e Zinovev. Perché Babel si avvicinò tanto a quel buco nero del sistema solare staliniano?    Ezov era il marito di Evgenija Chajutina e le aveva messo in mano la rivista letteraria Urss in costruzione. Evgenija conobbe Babel a una cena a Berlino e andò in albergo da lui la notte stessa. Allora non stava ancora con Ezov. Secondo qualcuno la tresca continuò a Mosca. Per Ezov, Babel non avrebbe corso il rischio di fargliela in modo così “grossolano”. Nondimeno era geloso del suo ascendente sulla moglie. Come tanti che credevano nella Rivoluzione, Babel non comprese la situazione. Disse a Ilija Erenburg che gli interessava “decifrare l’enigma”. Il cuore di tenebra del Cremlino. Inoltre collaborava a Urss in costruzione, tentava di scrivere un romanzo sulla Ceka. Trame e tresche, ambizioni e debolezze umane come dappertutto, in qualsiasi epoca.      Ma quella non era un’epoca qualsiasi. Da tempo Babel scriveva solo abbozzi, sulla collettivizzazione delle terre per esempio, e pubblicava pochi smilzi racconti. Teneva in serbo “l’artiglieria pesante”. Godeva della qualifica di scrittore con dacia a Peredelkino e tessere speciali per gli acquisti con cui aiutava molta gente e manteneva la seconda moglie, la bellissima siberiana Antonina Pirozkova e la figlia Lidija avuta da lei. Dal punto di vista materiale se la passava meglio di tanti artisti esuli incontrati all’estero. La sorella e la madre si erano trasferite a Bruxelles e la prima moglie viveva a Parigi con la figlia Nathalie (un terzo figlio di Babel, illegittimo, era nato dalla relazione con l’attrice Tamara Kasirina). Poteva fermarsi in Francia, sottrarsi al pericolo e alla censura del realismo socialista che gli impediva di dire quello che voleva e ne avversava lo   stile crudo e simbolista. Volle restare nell’occhio del ciclone, per uno scrittore amante delle situazioni estreme non esisteva posto più interessante dell’Urss.    Tra le ferite e le contraddizioni di quei tempi s’insinua la penna di Giovanni Maccari, che ha appena pubblicato con Sellerio Gli occhiali sul naso. Vita romanzesca dello scrittore Isaak Babel e dei suoi anni tempestosi. Figlio d’un commerciante ebreo di Odessa, Babel non aveva l’aria dell’uomo d’azione, era miope, calvo e con la pancia   . Per il critico americano Lionell Trilling era un intellettuale ebreo che ammirava i cosacchi, selvaggi e violenti. Di qui il suo conflitto interiore. La passione per i bassifondi e le viscere della vita lo accomunava a Gorkij, ma diversamente da lui non seppe trasformarsi in uno scrittore di regime. Anche Gorkij finì in mezzo a un intrigo tra intelligencija e intelligence. Genrich Jagoda, predecessore di Ezov a capo dell’Nkvd, si innamorò della nuora. E probabilmente fece fuori il figlio di Gorkij   sfruttandone l’inclinazione alla vodka, per avere la strada spianata con la donna. A breve distanza e sempre in modo sospetto Gorkij lo seguì nella tomba. Quando Babel perse il suo protettore disse: «Ora verranno a cercarmi». Quando anche Ezov cadde in disgrazia ne fu certo.      Per ricostruire l’assurda e atroce storia della cultura sovietica il fondo archivistico di riferimento è quello del Kgb e il libro più istruttivo I manoscritti non bruciano (Garzanti) del poeta Vitalij Sentalinskij che entrò alla Lubjanka, dopo il crollo dell’Urss, in cerca di testi sequestrati, verbali d’interrogatorio, liste di fucilati, come in un macabro Gabinetto Vieusseux. Il titolo del libro si rifà alla famosa frase del Maestro e Margherita ma è smentito dal contenuto: le numerose cartelle d’inediti sequestrate a Babel nel maggio del ’39, al momento dell’arresto, non ci sono più. Fino al ’54, ricorda la moglie Antonina Pirozkova, nel libro di memorie Al suo fianco (Archinto), nessuno seppe se Babel fosse vivo o morto. Un giorno si mise a imbiancare convinta dell’imminente ritorno. Babel era stato fucilato il 27 gennaio 1940, le ceneri buttate in una fossa comune, con quelle di altri giustiziati, come Ezov. Non lontano dalle spoglie di Evgenija, fatta ricoverare dal marito e morta per avvelenamento da Luminal. Solo dopo avere saputo la verità fino in fondo e ristabilito l’onore di Babel, la Pirozkova è emigrata in Florida, da un nipote, dove è morta il 23 settembre 2010, a 101 anni. “Un giorno ci rivedremo” le disse Babel quando l’arrestarono, ma lei non ha avuto fretta.

di Antonio Armano – Saturno

Aleksandr Deineka   “La difesa di Pietrogrado” – 1928 Tratta dal Catalogo Skira della mostra al Palazzo delle Esposizioni, Roma (fino al 1 maggio)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: